L'opinione

Il Senato che ci meritiamo?

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I Tg di venerdì 2 ottobre – Passata in Sardegna la prima ondata di piena autunnale, monta come è giusto ed inevitabile l’ondata di proteste e polemiche . Le alluvioni in Sardegna e Sicilia sono apertura per Tg4, che vi dedica oltre 12 minuti, e titolo per tutti gli altri. Questa volta, oltre alle consuete vicende di incuria del territorio si manifesta l’evidente incapacità di intervenire in modo sicuro anche nel dopo calamità. Ad Olbia il ponte sul rio Siligheddu, che già ieri alcuni Tg avevano elevato a simbolo del non sense, lesionato dall’alluvione 2013 e subito ricostruito per esigenze di viabilità, viene in fretta e furia abbattuto perché ostacolava il deflusso delle acque. L’operazione è definita da Studio Aperto, il “simbolo di una burocrazia a dir poco demenziale”.

Il percorso della Riforma Costituzionale al Senato è apertura per Tg3, Tg5 e Tg La7. Ieri avevamo scritto di un’aula che, più che sede di attività parlamentari, appariva in questi giorni il palcoscenico di comiche finali. Questo giudizio non fa riferimento ad un nostro dileggio delle istituzioni della democrazia rappresentativa, ma al dato oggettivo che anche oggi si è riproposto con i gesti osceni del senatore di verdiniano Barani nei confronti di una senatrice M5S e con le consuete bagarre, riprese dai maggiori Tg. L’intervento del capogruppo di Forza Italia Romani, che ha invitato a comportamenti più da “galantuomini”, è suonato come la richiesta di una sorta di tregua verso asprezze che poco hanno a che fare con il dibattito e molto con la caciara. Anche i Tg sembrano sottostare allo “spirito del tempo” e l’informazione su emendamenti e votazioni sulla riforma del Senato passa in secondo piano rispetto alla cronaca degli scontri che, comunque, nel servizio di La7 è riportata con precisione e adeguata sintesi.

L’ennesimo caso di far west a in Oregon, che ieri solo Mentana, con il consueto tempismo, era riuscito a dare in diretta ed il Tg2 a riprendere a fine edizione, oggi è apertura per Studio Aperto e Tg1. I Tg Mediaset si riempiono di testimonianze di sconcerto, dolore e rabbia, mentre quelli Rai meglio veicolano l’appello di Obama che chiede aiuto contro le lobby delle armi; La7 manifesta sin dai titoli scetticismo verso il dibattito sul controllo delle armi in america, che sarà nuovamente “inscenato” senza esiti concreti. Accurato il servizio del Tg3 che riporta i dati delle più di 11 vittime di armi da fuoco ogni anno negli Stati Uniti. Sempre dagli Usa l’allargarsi del dieselgate, che mette sotto accusa le altre maggiori case automobilisiche, resta saldo a metà edizione per tutti i Tg.

I bombardamenti russi in Siria, contro l’Isis ma anche a puntello del potere di Assad, sono nei titoli per i Tg Rai e La7. Tg2 propone un approfondimento molto accurato e lucido sui cinque anni della catastrofe siriana. Sempre per gli esteri, l’attentato compiuto in Nigeria dai miliziali di Boko Hamar che servendosi di cinque bambine come kamikaze ha fatto 14 morti, è titolo per Studio Aperto e Tg3. 

A poche ore dal secondo anniversario del naufragio del 3 ottobre 2013 davanti coste di Lampedusa in cui morirono 366 migranti (buon servizio su Tg1), il borsino del tema profughi volge al basso: Mediaset (soprattutto Tg4) che, in assenza di elementi utili per invocare politiche securitarie, non ne parla. Tg3 presenta invece due servizi: uno sui sopravvissuti che, scampati agli scogli di Lampedusa, tornano per la commemorazione della strage, ed un altro su di un comune piemontese, Schio, che ha nei fatti, “confinato” la propria quota di migranti in un dimesso rifugio alpino a più di 50 km dalla stessa città, dove si muore di freddo, ma che in compenso li rende invisibili ai cittadini doc.

Chiudiamo ancora sul sindaco di Roma Ignazio Marino, ormai assunto per l’informazione televisiva (e non) al ruolo dil soggetto politico “più aggredibile”. Tg5 si lancia in un altro attacco, riprendendo le critiche odierne dell’Avvenire al tentativo di consigliare il Papa si come rispondere alle domande dei giornalisti. Tg4 addebita al Sindaco anche all’odierno sciopero dei mezzi pubblici nella Capitale, pure se è stato indetto ovviamente non dal Campidoglio ma dai sindacati di base. Marino è nei titoli per TgLa7 (anche per lanciare il Bersaglio Mobile di questa sera dedicato alla Capitale). Da Studio Mentana ammette che alcune delle accuse a lui rivolte risultano assai poco motivate.

Luca Baldazzi

Dati auditel dei Tg di giovedì 1 ottobre 2015

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Fonte:www.tvblog.it

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