Negli ultimi anni, l’Intelligenza Artificiale ha conquistato un ruolo sempre più centrale nel mondo delle HR. Grazie a questi strumenti innovativi, i professionisti delle risorse umane possono gestire l’intero ciclo del personale con maggiore efficacia: dalla pianificazione e selezione dei talenti, alla formazione, alla gestione delle performance e delle relazioni interne. L’IA non solo semplifica i processi decisionali, ma trasforma le attività di assunzione e gestione del personale in operazioni più rapide, intelligenti e strategiche, portando l’efficienza aziendale a un livello superiore.
Il 93% dei responsabili di risorse umane che usa l’AI risparmi sui costi
Personio, società europea di software HR per le PMI, ha condotto nel 2023 un’indagine sul tema dell’impiego dell’IA nella gestione delle risorse umane attraverso un campione di 1.500 decision maker HR. Dalle interviste è emerso che il 93% dei responsabili delle risorse umane, che già utilizzano strumenti di IA, ha riscontrato ‒ o si aspetta di riscontrare ‒ risparmi sui costi nello svolgimento dei processi e il 61% degli intervistati ritiene che l’IA sarà di aiuto per risparmiare tempo. L’IA incide sensibilmente sul processo di reclutamento e selezione delle risorse umane, introducendo strumenti che lo rendono più efficiente ed efficace. Tra questi, i principali sono riconducibili ai seguenti:
- algoritmi avanzati di machine learning, che stimano il potenziale successo di un candidato per una determinata posizione considerando, sulla base di un ampio set di dati, le competenze tecniche, l’adattabilità culturale e le soft skills. Questa analisi può guidare l’HR nell’assunzione di decisioni in modo più consapevole. Inoltre, il ricorso a questi algoritmi è strumentale anche ad evitare che i pregiudizi, spesso di natura inconscia, possano influenzare il processo di selezione, favorendo così la diversità e l’inclusione;
- chatbot di ultima generazione che conducono interviste preliminari con i candidati, utilizzando il “natural language processing”. Questa prima selezione permette di effettuare una prima valutazione con conseguente scrematura dei candidati non idonei. Questo garantisce oggettività al processo e consente un importante risparmio di tempo;
- piattaforme che integrano elementi di gamification basati sull’IA per valutare le capacità dei candidati in scenari realistici. Questi strumenti forniscono una panoramica più approfondita delle potenzialità individuali, superando le limitazioni dei tradizionali test attitudinali.
Efficienza e risparmio: l’impatto economico dell’AI nelle HR
Sempre secondo Personio, due terzi del campione degli HR intervistati dichiara di impiegare in media 3,5 ore la settimana per rispondere a domande routinarie dei propri dipendenti; un sistema che utilizza l’IA permette, invece, di rispondere alle richieste in modo efficace e al tempo stesso di risparmiare tempo. A ben vedere, gli HR possono così essere alleggeriti nello svolgimento delle attività operative e dedicarsi ad attività strategiche. Interessante è considerare che il 64% degli HR intervistati da Personio ritiene che l’introduzione dell’IA possa aiutarli ad automatizzare alcuni processi e a liberare tempo per concentrarsi su aspetti più rilevanti.
Il 99% dei decision-maker concorda che puntare sull’AI porti vantaggi tangibili per l’azienda
Secondo lo studio globale di Workday “QI dell’AI”, il 99% dei decision-maker ritiene che investire nell’AI comporti vantaggi aziendali. I motivi principali includono il miglioramento del processo decisionale (41%), l’automazione dei processi aziendali (35%) e il miglioramento della capacità di trattenere e fidelizzare i propri dipendenti all’interno dell’azienda (32%). Dallo studio è emerso che le aree in cui l’IA sta già promuovendo il miglioramento delle performance per l’HR sono sintetizzabili nelle seguenti: ridurre al minimo le operazioni manuali ripetitive; generare automaticamente contenuti; fornire ai leader delle risorse umane gli strumenti necessari per prendere decisioni più rapide e precise, basate su dati concreti; integrare dati esterni sulle competenze, correlandoli con quelli già esistenti, per creare un ecosistema delle competenze aperto e interconnesso; analizzare le competenze, identificare le loro interrelazioni e tradurre questi dati in azioni pratiche per la forza lavoro su larga scala; associare il candidato più adatto al ruolo più idoneo; progettare percorsi di carriera e di apprendimento personalizzati, con una visione a lungo termine per ogni individuo; offrire esperienze personalizzate ai dipendenti, migliorando il loro coinvolgimento e soddisfazione sul posto di lavoro.
A conferma del miglioramento delle performance si può citare un altro studio realizzato da McKinsey nel 2024, il Global Survey on AI, dal quale emerge che per il 72% degli intervistati (il campione totale è di 1.363 professionisti rappresentativi di settori di diverse attività), la propria impresa utilizza regolarmente l’IA in almeno una funzione aziendale, un aumento importante rispetto al 55% del 2023.
Sfide, etica e prospettive future dell’AI nelle HR
In particolare, gli intervistati ritengono che l’IA porterà a cambiamenti significativi nel proprio settore, come ad esempio: la riduzione dei costi aziendali, soprattutto nella funzione Risorse Umane, e il miglioramento delle performance delle business unit (area strategica di affari) che impiegano l’IA. Le aziende che dichiarano di utilizzare l’IA hanno, inoltre, rilevato un miglioramento nella fidelizzazione dei dipendenti e nella previsione dei tassi di turnover, grazie a sistemi predittivi che si affidano a big data.
L’Intelligenza Artificiale non sta bussando alla porta delle risorse umane, bensì è già seduta al tavolo delle decisioni. I dati mostrano con chiarezza che l’AI può alleggerire il carico operativo, affinare le scelte e liberare tempo prezioso da dedicare alle persone, che restano il cuore pulsante delle aziende. La partita, però, non si gioca solo sull’efficienza, ma anche e soprattutto sulla visione. Le aziende che riusciranno a utilizzare l’AI con consapevolezza, integrandola con etica, trasparenza e attenzione alla dimensione umana, potranno creare contesti di lavoro più equi, dinamici e capaci di attrarre talenti.

