Analisi dei Tg dall’1 al 5 gennaio 2017

di Luca Baldazzi
6 gennaio 2018

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Tabella percentuale dei titoli. Totale titoli: 199; cronaca 25% (51 titoli), esteri 20% (41 titoli), politica 20% (40 titoli), interni 12% (23), economia 8% (16), cultura e società 7% (14) e sport e varie al 7% (16).

6 gennaio – In questa prima settimana del 2018 si è assistito ad un inizio di campagna elettorale molto sobrio, in cui ciascuna forza politica ha detto la sua, senza il palesarsi di scontri o tensioni reciproche, come per altro augurato nel discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Mattarella (titolo per tutti i Tg di lunedì), che ha goduto di apprezzamenti bipartisan. A tenere banco, in primo luogo, i tentativi di coalizione del Pd renziano con la lista +Europa di Emma Bonino (14 titoli), risoltosi giovedì grazie alla mediazione del Centro Democratico di Bruno Tabacci, che salvando la lista di Bonino dall’onere delle firme la pone per necessità nell’alveo dei democratici. Spazio anche alle autocandidature dei deputati M5S sulla piattaforma Rousseau (4 titoli), i cui intoppi sono stati ripresi ma senza seri antagonismi. Anche la richiesta di processo immediato sul caso nomine da parte della sindaca Raggi è stata ribattuta senza colpo ferire, salvo qualche qualche battuta di Renzi sui Tg Rai.

Ma se la politica risulta ancora “contenuta”, nei toni come nella presenza sulle scalette (20%, a pari merito con le notizie di esteri), la campagna elettorale non è andata in vacanza, ma si palesa nel comportamento delle testate: non è un caso che la vicenda Bonino sia stata variamente seguita dalle testate Mediaset, che invece hanno ignorato nei titoli il confronto aperto all’interno del centrodestra, che vede Salvini privilegiare un’alleanza “a tre gambe”, ossia senza l’appoggio dei centristi che favorirebbe Berlusconi.

Questo schieramento si riflette anche nell’interpretazione dei dati d’economia, questa settimana alquanto presenti grazie alle rilevazioni dell’Istat sul potere d’acquisto delle famiglie, che ottengono venerdì l’apertura dei tre Tg Rai. Ma se le testate del Servizio Pubblico rimarcano la crescita del reddito, sulle testate Mediaset l’attenzione è posta sull’aumento dell’inflazione e sullo shopping natalizio (Tg5 di venerdì).

A catturare la fantasia delle tre testate di Cologno Monzese è stata però la polemica sui sacchetti in bio-plastica, sorta a seguito di una legge che ne rende obbligatorio l’utilizzo nei supermercati, dietro un minimo costo di qualche centesimo (solo 2 titoli da martedì e giovedì, ma molto presente nei servizi, che raccolgono quasi soltanto dichiarazioni sfavorevoli). A fronte di questa polemica Enrico Mentana, che aveva già espresso il proprio scetticismo, nel corso dell’edizione di giovedì dedica una riflessione approfondita che inquadra il problema nell’ottica di una polemica pre-elettorale rivolta al governo (pur indagando le accuse rivolte a Renzi per i suoi collegamenti con l’imprenditrice Bastioli della Novamont). Per il direttore di Tg La7 la “mini-tassa” sui sacchetti è un “non problema” su cui si parla molto, e che distoglie l’opinione pubblica da problemi più seri, come quello delle condizioni dei terremotati nelle strutture abitative, a cui Tg La7 dedica l’apertura dell’edizione di giovedì. Aggiornamenti sulle condizioni dei terremotati sono stati dati anche da Tg Mediaset di lunedì.

Sul fronte degli esteri, grande attenzione è stata diretta agli scontri ed alle repressioni in Iran che hanno prodotto decine di morti e centinaia di arresti. Tg La7 è il solo a segnalare fin da titoli mercoledì il potenziale coinvolgimento dell’ex presidente Akhmadinejad, che sarebbe stato indirettamente chiamato in causa dal leader delle guardie della rivoluzione. Da segnalare il buon livello di approfondimento sui Tg Rai, con Tg3 che invita in studio l’editorialista Vittorio Emanuele Parsi di Panorama, mentre Tg1 sente Molinari di La Stampa; il Tg2 indaga invece con la scrittrice e docente Fariah Sabahi il ruolo delle donne in questa rivolta.

Tutti gli occhi sono però puntati su Donald Trump, che se martedì e mercoledì irrompe sulla scena mondiale ingaggiando una “guerra di bottoni” con il dittatore nordcoreano Kim (dimostrazione di forza che alcune testate hanno derubricato a “scontro tra adolescenti”), giovedì e venerdì risulta esposto per le indiscrezioni contenute in un libro, Fire and Fury di Michale Wolff, contenente diversi retroscena sulle attività del presidente raccontati dall’ex collaboratore Bannon. Nel corso dell’edizione di venerdì Mentana, che già giovedì aveva posto in secondo piano le tensioni Usa-Corea rispetto alle tensioni interne gli States, osserva venerdì come Trump appaia fragile nonostante gli Stati Uniti stiano andando, almeno sul fronte delle borse, molto bene. Ripreso da tutte le testate l’avvicinamento tra le due coree in vista dei giochi olimpici.

Per il resto, attenzione diffusa nel corso della settimana ai fenomeni meteorologici (tempesta Eleonoire e Uragano Bomb) che hanno bloccato non solo il Nord Italia ma “entrambe le sponde dell’Atlantico” (Tg2 di giovedì).

Per la cronaca, l’inquietante incidente sulla A21 all’altezza di Bologna che è costato la vita a 6 persone, bloccando per un giorno la circolazione, ha raccolto una dozzina di titoli e diverse aperture di Studio Aperto e Tg4. Presente su tutti, come da tradizione, il conto dei danni per i botti di capodanno nella giornata di lunedì.

La settimana appena trascorsa è stata costellata dall’addio a molti nomi illustri: il giornalista Albino Longhi, direttore del Tg1, il giudice Ferdinando Imposimato, impegnato in molti dei casi più complessi degli anni di piombo, e Marina Ripa Di Meana, stilista impegnata a nota figura dello spettacolo. L’ultimo appello di costei, registrato lo scorso natale, ha costituito la copertina del Tg5 di venerdì. Le testate si consolano con gli auguri a Adriano Celentano per i suoi 80 anni (titoli per Tg1, Tg2 e Tg La7 di venerdì).

Tra le varie ed eventuali, segnaliamo alcuni servizi, tutti caratterizzati dall’attenzione dei diritti delle donne:
Quello proposto lunedì da Studio Aperto sullo sviluppo del movimento Mee To, che dallo scandalo sessuale hollywoodiano che aveva travolto Weinstein si è fatto un movimento internazionale di tutela dei diritti delle donne, sotto il nome di “Time’s up” (ripreso anche dal Tg2 di mercoledì).
Il titolo del Tg3 dedicato alle riforme avviate in Islanda, primo paese al mondo dove per legge deve essere garantita la parità di retribuzione tra uomini e donne.
L’intervista del Tg2 ad una operatrice africana attiva nel Cara di Mineo, dove assieme ai profughi adulti soggiornano anche 100 minori non accompagnati, a cui si aggiunge la figlia di una donna uccisa proprio nel campo da un altro residente.
La denuncia di molestie di una studentessa del liceo Tasso di Roma nei confronti di un suo insegnante sessantenne, ripresa venerdì fin dai titoli dal Tg5.

Luca Baldazzi