I Tg dal 4 all’8 giugno

di Luca Baldazzi
9 giugno 2018

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Tabella dei titoli in percentuale. Totale titoli: 198. Argomenti presenti nelle titolazioni: 249; politica 36% (89 presenze, per il 44% dei titoli), cronaca 17% (43 presenze, per il 22% dei titoli), esteri 14% (26 presenze, per il 13% dei titoli), interni 12% (29), cultura e società 9% (22), sport e varie 9% (22) ed economia 3% (8).

9 giugno – Dopo un mese assorbito dall’epopea del nuovo governo, la settimana dell’informazione si apre sui primi passi dell’esecutivo guidato dal premier Giuseppe Conte che ha ottenuto, rispettivamente martedì e mercoledì, la fiducia del Parlamento con una buona maggioranza sia al Senato che alla Camera.

Ma se la figura del neopremier, che già venerdì si è subito trovato impegnato in un evento di caratura internazionale come il G7 in Canada, risulta inevitabilmente la più citata sulle titolazioni, a caratterizzare queste prime giornate del nuovo esecutivo è stata senz’altro gli interventi dei suoi ministri dell’Interno e del Lavoro, Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

In particolare, sono state le dichiarazioni del leader leghista su accoglienza, flussi migratori e sicurezza a connotare la settimana, “rubando la scena” tanto alle discussioni sulle nuove politiche fiscali (flat tax, redditometro) che alle dichiarazioni della sua controparte M5S. Se già lunedì Salvini suscita lo “stupore” di Tunisi dopo aver affermato che la Tunisia “esportano galeotti” (in apertura per Studio Aperto, Tg4, Tg1, Tg5 e Tg2), venerdì rincara la dose chiedendo alla Nato aiuto contro una “minaccia dal sud” nella forma del pericolo delle infiltrazioni terroristiche sulle navi dei migranti, arrivando ad attaccare Malta per il non aver accolto alcuna nave umanitaria negli ultimi mesi. Sempre il “vicepremier” ha potuto beneficiare martedì in sede europea dell’intesa non raggiunta sulla riforma del trattato di Dublino, che proponeva nuove norme non favorevoli al nostro Paese e che ha l’Italia ricevere, assieme ai paesi del gruppo Visegrad, un assist da parte di Spagna, Austria e Germania (titoli per i Tg Rai e Tg La7).

Questa rinnovata attenzione alla dimensione del fenomeno migratorio si è tradotta, per un verso, in massicce coperture sia verso le manifestazioni pacifiche dei braccianti di San Ferdinando (tre titoli lunedì) che sulle indagini per l’omicidio del sindacalista Sacko Soumayla, immigrato regolare maliano a cui hanno sparato la scorsa settimana e per il quale è sospettato un 43enne calabrese, con buoni servizi (soprattutto in casa Rai) sulle condizioni dei braccianti che risiedono nella tendopoli di Gioia Tauro, dove sono spesso preda del caporalato. Parallelamente, il riaccendersi d’attenzione sul fenomeno migratorio ha fatto tornare a parlare le testate Mediaset minori dell’ “emergenza sicurezza”, con titoli tra mercoledì e giovedì su alcuni fatto di cronaca che hanno visto gruppi di immigrati violenti aggredire in un caso una coppia di carabinieri ed in un altro due autisti di un bus, anche se su Tg4 i “toni” usati nei servizi restano lontani dalle musiche ansiogene che si avevano sotto Mario Giordano. In ultimo è possibile osservare che, sebbene più volte citate da Salvini in ottica negativa, quasi nessuna testata a dedicato servizi sulle poche ong attive nel canale di Sicilia.

Minore attenzione, ma comunque presenza dei titoli, ai diversi appuntamenti di Di Maio che lunedì ha incontrato i rappresentati dei riders (nuova figura professionale già presentata nella scorsa settimana dalle testate Mediaset), per poi intervenire in Confindustria mercoledì. Spazio e preoccupazione nei servizi delle testate di venerdì per lo scambio a distanza tra Beppe Grillo e Di Maio sul futuro degli impianti dell’Ilva: titolo per Tg3, che visiva gli impianti, molto alto per Tg5, che riprende le accuse delle opposizioni verso di un esecutivo che sembra “cambiare sempre idea”.

Spazi risicati questa settimana alle opposizioni, che si rinserrano in atteggiamenti critici accusando gli esponenti della nuova maggioranza di conservare un interventismo da campagna elettorale.

Per la pagine degli esteri, al centro della scena c’è stato appunto il G7 in Canada che tra giovedì e venerdì raccoglie 10 titoli, tra cui le aperture di molte testate. Un G7 incentrato sulle decisioni degli Stati Uniti con Trump che da un lato propone la riammissione della Russia, – posizione sostenuta in un primo momento anche dal premier Conte che poi, successivamente, si riallinea con gli altri paesi dell’Unione sulle sanzioni -, dall’altro proprio sui dazi commerciali imposti dagli USA nei confronti sia del Canada che dei paesi dell’Unione. Interessante il commento di Mentana che, in una settimana senza altre analisi, parla di uno scontro in apparenza durissimo tra Europa ed Usa con Trump che è l’ultimo ad arrivare ed il primo ad andarsene, con la “scusante” del prossimo vertice con Kim del 12 giugno.

Sottotono la cronaca rispetto alle altre settimane. Buone coperture sono andate martedì al colpo contro la rete del super-latitante Messina Denaro, che ha visto finire indagati a Trapani 17 presunti fiancheggiatori. Altrettanto seguito mercoledì il processo al clan spada nell’aula bunker di Roma, con i pm che denuncia un clima di intimidazione che vede le vittime non presentarsi in aula (titolo per Tg1, coperture per i Tg Rai e Tg5).

Più costruita è stata questa settimana la riflessione sulla società italiana a fronte sia del nuovo governo degli ultimi dati diffusi sulla spesa sanitaria. L’allarme lanciato dal Censis che denuncia come negli ultimi anni 7 milioni di italiani siano stati costretti ad indebitarsi per pagare cure e medicine è causa di indignazione tra le testate di mercoledì, con titoli e buone coperture. Si segnala l’approfondimento del Tg4 che – ripreso dal repertorio di un programma contenitore – segue il turismo sanitario di un gruppo di italiani che si fa 500km per comprare i medicinali di cui ha bisogno a basso prezzo in Croazia.

Interessante la reazione di alcune testate alle parole del ministro leghista Fontana sulle famiglie arcobaleno, con i TG Rai che hanno in più occasioni raccolto testimonianze di questi gruppi, con Tg1 che offre un riepilogo sugli ultimi due anni in cui è stata in vigore la legge Cirinnà, che ha consentito oltre 8mila unioni civili davanti ai sindaci.

La chiusura delle scuole questo venerdì 8 offre ai Tg Mediaset lo spunto per riflessioni amare sul sistema scolastico in opposizione al provvedimento sulla Buona Scuola, con un Tg5 critico sia verso il precariato generato da questa riforma che verso i più recenti episodi di bullismo rivolti tanto agli studenti che agli insegnanti.

Spazio diffuso sulle testate Mediaset di martedì è inoltre andato alla denuncia delle Nazioni Unite verso i gravi danni causati dalla plastica negli oceani (titoli per Tg5 e Studio Aperto), ripresa dal Tg3 e successivamente dalle testate di venerdì.

Per lo sport, Mediaset ha iniziato il countdown ai mondiali di Russia e va in brodo di giuggiole, proponendo la consueta intervista ad un Piersilvio Berlusconi traboccante di soddisfazione. Seguito da tutte le testate l’imprese del tennista Cecchinato, arrivato alla semifinale del Roland Garrons ma uscito sconfitto dal match con Thiem di questo venerdì (titoli per Studio Aperto, Tg1 e Tg5)

Tra le varie ed eventuali, segnaliamo:
- l’inchiesta in Ecuador del Tg2, che venerdì ha deciso di aprire la sua edizione proprio seguendo un sopralluogo della sua troupe sul confine Colombiano in un’area controllata da guerriglieri dove vengono lo scorso mese sono stati uccisi dei reporters che stavano conducendo delle indagini sul traffico di sostanze stupefacenti;
– il titolo conclusivo del Tg4 di mercoledì dedicato al “bikini”, “segreto del successo dei concorsi di bellezza che non smette di far discutere”. Un ritorno al più classico degli infotainment che, nella nuova gestione di Rosanna Ragusa, rappresenta forse “l’altra faccia della medaglia” di un Tg4 depurato dai suoi contenuti più ansiogeni. Ma staremo a vedere.

Luca Baldazzi