Dopo il minimo storico di fine 2024, il numero di minori reclusi con le madri negli Icam italiani è tornato a salire rapidamente, complice la recente riforma che ha reso facoltativo il rinvio della pena per le madri di neonati. Al 30 giugno 2026 i bambini presenti sono 30, con un incremento annuo oltre il 130%, e la maggioranza ha più di un anno d’età, la fascia in cui lo sviluppo cognitivo e motorio richiede stimoli che il carcere non può offrire.
Il premio Nobel per l’Economia Amartya Sen torna a riflettere sul rapporto tra etica ed economia in vista dell'uscita italiana (Mondadori) del suo nuovo saggio. Sen mette in guardia contro la tendenza a misurare il progresso solo con i parametri della finanza, rivendicando invece un approccio basato sui diritti umani universali e sull’indice di sviluppo umano. Nel testo l’economista analizza il complesso legame tra povertà e violenza, sottolineando come la prima vada intesa non solo come mancanza economica ma come privazione delle capacità umane. Un passaggio è dedicato anche al ruolo delle istituzioni internazionali, che dovrebbero essere riformate per dare voce ai paesi in via di sviluppo, e al richiamo al pensiero di Kant, Habermas e Rawls come bussola per costruire una responsabilità civile globale.
Esiste una correlazione significativa tra accesso al lavoro in carcere e riduzione della recidiva: favorire il reinserimento lavorativo dei detenuti abbasserebbe la possibilità di reiterare il reato dal 70% al 2%, soprattutto per i reati contro il patrimonio e le violazioni della legge sulla droga, che più risentono dell’assenza di opportunità lavorative e di percorsi di reinserimento. Il sovraffollamento incide sulla recidiva perché comprime gli spazi umani, materiali e organizzativi per le attività trattamentali, la formazione e il lavoro. In Italia il tasso di affollamento effettivo nelle carceri è del 138%, mentre il 68,4% di chi non ha svolto alcuna attività lavorativa durante la detenzione torna a delinquere.
Il 2025 resterà negli annali della cooperazione internazionale come l’anno in cui i donatori hanno mandato in fumo i loro impegni per lo sviluppo internazionale. I dati preliminari pubblicati dall’OCSE-DAC descrivono una contrazione dell’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) senza precedenti nella storia moderna: il totale erogato dai paesi membri del Comitato di Assistenza allo Sviluppo è stato pari a 174,3 miliardi di dollari, determinando un calo del 23,1% rispetto all’anno precedente e il declino annuale più drastico mai registrato. Responsabile principale di questo cambio di rotta è l’amministrazione Trump, che ha ridotto all’osso il programma USAID di aiuti internazionali, voluto nel 1961 dalla Presidenza Kennedy, con importanti ripercussioni sulle politiche di cooperazione Onu.
A tre anni dall’inizio della guerra civile in Sudan, lo stallo in cui si trova la situazione non lascia spazio a spiragli di pace. Due eserciti ex alleati lottano per il potere, senza risparmiare enormi sofferenze alla popolazione civile, che conta già 13 milioni di sfollati e 28 milioni di persone che affrontano una grave insicurezza alimentare. Intanto Russia, Stati Uniti, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e, più recentemente, Iran sono tra le potenze in lotta per l’influenza in Sudan.
La Conferenza Unificata Stato-Regioni e Stato-Città e Autonomie locali ha esaminato le comunicazioni sulla elaborazione, da parte del Governo, di una strategia efficace destinata alla gestione delle emergenze e alla ricostruzione nella Striscia di Gaza.
Il 15 agosto scorso si è svolta una riunione a Palazzo Chigi per l’elaborazione di una strategia efficace destinata alla gestione delle emergenze e alla ricostruzione della Striscia di Gaza.
In Toscana i lavoratori immigrati più vulnerabili, in linea con altre regioni italiane, sono quotidianamente esposti ad esperienze di deprivazione della loro condizione di salute.
Stando all’indagine dell’Eurispes, nel 2024 sono state registrate 67 rivolte nelle carceri a livello nazionale che hanno causato, tra Forze dell’ordine e detenuti, 89 feriti e 1 vittima. Solo nel 28% delle rivolte occorse sono stati registrati feriti. La distribuzione a livello regionale trova riscontro nelle città con il maggior numero di rivolte, ovvero Roma (11), Torino (8) e Milano (7). Il quadro delle carceri italiane resta segnato da un persistente sovraffollamento che sfiora il 21% circa rispetto alla capienza regolamentare.
In Italia vivono circa 1,3 milioni di bambini e ragazzi, il 14% del totale, che appartengono a famiglie in povertà assoluta, con gravi ricadute sulla crescita, sulla formazione scolastica e le opportunità future.