Il rimpatrio volontario è una misura che offre ai cittadini dei paesi terzi l’opportunità di fare ritorno in patria attraverso un progetto individuale comprensivo di assistenza logistica e finanziaria al viaggio e accompagnamento al reinserimento sociale nel paese di origine. Il DL Sicurezza 2026 prevede un bonus di 615 € per gli avvocati che assistono gli stranieri nel rimpatrio volontario assistito, una misura che ha destato le reazioni delle Associazioni di rappresentanza dell’Avvocatura e della Magistratura in quanto viene considerata lesiva del diritto di difesa effettiva dell’individuo.
La Corte Costituzionale, con sentenza 40/2026, ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità sul trattenimento dei richiedenti asilo nei CPR in attesa di convalida. La Consulta ritiene legittimo l’obiettivo di evitare che la domanda di protezione diventi uno strumento per eludere o ritardare i provvedimenti di espulsione. Pur avallando il contrasto agli abusi del diritto d’asilo, la Corte sottolinea che ogni misura deve rispettare la libertà personale come sancito dall’art.13 della Costituzione.
Uno studio Eurispes ha analizzato oltre 1.200 post, evidenziando che i report di notizie e i contenuti basati sui dati generano più engagement. Le reazioni “arrabbiate” risultano diffuse e non legate a una specifica tecnica giornalistica, ma ad un malessere generale verso il tema. Le tecniche narrative influenzano le interazioni più del formato, con le storie di interesse umano che producono dinamiche di coinvolgimento diverse.
L’integrazione economica degli immigrati non può essere pensata come un percorso lineare che dipende soltanto dalle caratteristiche del lavoratore, ma è legata all opportunità che le imprese forniscono e dalle barriere che incontrano i lavoratori rispetto alla mobilità lavorativa e alla crescita professionale. In Italia, il gap salariale tra nativi e immigrati a parità di competenze è al 45%.
Un recente studio condotto da Eurispes, intitolato “Immigrazione e criminalità organizzata: le strategie dei sodalizi italiani”, mette in luce come lo sfruttamento dei migranti abbia assunto forme nuove e diversificate.
Nel 2023 i paesi OCSE hanno accolto oltre 6,5 milioni di nuovi immigrati permanenti, un dato che evidenzia i cambiamenti economici e sociali in atto e che si associa al fenomeno dell’imprenditoria migrante che in in Italia coinvolge il 13,7% dei lavoratori stranieri.
Le rimesse economiche dei migranti rappresentano una risorsa per il paese d’origine che le riceve, oltre a un diritto e un mezzo di emancipazione di molte famiglie dalla povertà. Ma allo stesso tempo, queste possono creare squilibri nel tessuto sociale: una ricchezza, dunque, che andrebbe guidata da progetti di investimento strutturati.
Il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo ha generato notevoli perplessità sul fronte dei diritti umani e della solidarietà tra Stati Ue, in particolare sul trattamento dei minori e sulla possibilità data agli Stati membri di rifiutarsi di ospitare i richiedenti asilo in cambio di un contributo finanziario alla gestione dei processi di rimpatrio.
La questione della presenza degli stranieri nelle scuole implica un’ambivalenza di obiettivi: migliorare la qualità dell’istruzione a prescindere dalla discendenza, oppure comprimere il diritto costituzionale all’apprendimento. La scuola deve avere una funzione di istruzione e integrazione sociale.
I minori stranieri non accompagnati arrivati in Italia nel 2023 sono finora 11.630. Nel 2022 sono sbarcati sulle nostre coste 14.044 MSNA a fronte di 62.256 migranti. Si tratta di minori che non hanno adulti a prendersi cura di loro, che spesso si allontanano dai centri di accoglienza e non vengono più seguiti dal sistema.