Uno studio Eurispes ha analizzato oltre 1.200 post, evidenziando che i report di notizie e i contenuti basati sui dati generano più engagement. Le reazioni “arrabbiate” risultano diffuse e non legate a una specifica tecnica giornalistica, ma ad un malessere generale verso il tema. Le tecniche narrative influenzano le interazioni più del formato, con le storie di interesse umano che producono dinamiche di coinvolgimento diverse.
L’integrazione economica degli immigrati non può essere pensata come un percorso lineare che dipende soltanto dalle caratteristiche del lavoratore, ma è legata all opportunità che le imprese forniscono e dalle barriere che incontrano i lavoratori rispetto alla mobilità lavorativa e alla crescita professionale. In Italia, il gap salariale tra nativi e immigrati a parità di competenze è al 45%.
Un recente studio condotto da Eurispes, intitolato “Immigrazione e criminalità organizzata: le strategie dei sodalizi italiani”, mette in luce come lo sfruttamento dei migranti abbia assunto forme nuove e diversificate.
Nel 2023 i paesi OCSE hanno accolto oltre 6,5 milioni di nuovi immigrati permanenti, un dato che evidenzia i cambiamenti economici e sociali in atto e che si associa al fenomeno dell’imprenditoria migrante che in in Italia coinvolge il 13,7% dei lavoratori stranieri.
Le rimesse economiche dei migranti rappresentano una risorsa per il paese d’origine che le riceve, oltre a un diritto e un mezzo di emancipazione di molte famiglie dalla povertà. Ma allo stesso tempo, queste possono creare squilibri nel tessuto sociale: una ricchezza, dunque, che andrebbe guidata da progetti di investimento strutturati.
Il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo ha generato notevoli perplessità sul fronte dei diritti umani e della solidarietà tra Stati Ue, in particolare sul trattamento dei minori e sulla possibilità data agli Stati membri di rifiutarsi di ospitare i richiedenti asilo in cambio di un contributo finanziario alla gestione dei processi di rimpatrio.
La questione della presenza degli stranieri nelle scuole implica un’ambivalenza di obiettivi: migliorare la qualità dell’istruzione a prescindere dalla discendenza, oppure comprimere il diritto costituzionale all’apprendimento. La scuola deve avere una funzione di istruzione e integrazione sociale.
I minori stranieri non accompagnati arrivati in Italia nel 2023 sono finora 11.630. Nel 2022 sono sbarcati sulle nostre coste 14.044 MSNA a fronte di 62.256 migranti. Si tratta di minori che non hanno adulti a prendersi cura di loro, che spesso si allontanano dai centri di accoglienza e non vengono più seguiti dal sistema.
Nel 2022 sono entrate irregolarmente in Europa 330 mila persone, portando al centro del dibattito politico europeo e italiano la “questione migranti”. Ma tra i punti di discussione c’è la disparità di trattamento tra rifugiati ucraini e rifugiati provenienti da altre zone interessate dalle migrazioni.
I minori stranieri non accompagnati: un’immigrazione trascurata, e che con la guerra in Ucraina ha visto un notevole incremento in tutti i paesi Ue. In Italia l’aumento rispetto al 2021 è del 64%, +184% rispetto al 2020; si calcola che il 43% dei rifugiati nel mondo sono bambini.