Velocity gap è il termine coniato dall’Europol per descrivere la velocità di adattamento criminale e il divario rispetto alla capacità di risposta delle istituzioni di contrasto. La sfida di domani non sarà inseguire ogni singola innovazione criminale, ma ridurre proprio il divario di velocità tra chi attacca e chi deve proteggere cittadini, imprese e istituzioni. In questa prospettiva, per governare il cybercrime sarà necessario agire sull’intero ecosistema dei crimini digitali, che passa attraverso tecnologie, piattaforme, pagamenti, telecomunicazioni, cooperazione giudiziaria, competenze investigative e consapevolezza degli utenti.
Intelligence e sicurezza sono sempre più interconnesse alla luce degli scenari internazionali, al punto che presto il rating di una nazione potrebbe essere determinato dal grado di sicurezza informatica. Da potere occulto dello Stato, l’Intelligence oggi si configura sempre più come un sapere sociale che definisce l’apparato dello Stato, il metodo di trattazione delle informazioni e l’insieme di queste funzioni per contrastare disinformazione e infocrazia, come spiega Mario Caligiuri, Professore ordinario di Pedagogia direttore del Master in Intelligence dell’Università della Calabria.
La sicurezza informatica non è più soltanto un adempimento tecnico, ma un vero requisito di legittimità dell’attività economica e un criterio che orienta l’organizzazione della sovranità europea. In questo quadro si inserisce la legge di delegazione europea 2025, che ha introdotto anche nell’ordinamento italiano la costituzionalizzazione della sicurezza digitale non più come formula teorica ma come il riconoscimento di una trasformazione in atto, nella quale la cybersicurezza assume un ruolo centrale nella stabilità economica e istituzionale.
La Relazione 2026 dell’Intelligence evidenzia come la tecnologia sia diventata il principale fattore di trasformazione geopolitica, economica e sociale. Le minacce non sono più solo militari, ma ibride e pervasive: cyber attacchi, manipolazione informativa e dipendenze tecnologiche.
Il decreto sicurezza introduce norme urgenti su sicurezza, immigrazione e operatività delle forze di polizia. La novità principale riguarda la gestione giudiziaria dei fatti commessi in presenza di cause di giustificazione. In tali casi, il PM dovrà iscrivere l’interessato in un registro separato, accelerando l’iter per l’archiviazione. Le cause di giustificazione previste dal codice penale sono l’esercizio di un diritto o l’adempimento di un dovere, la legittima difesa, l’uso legittimo delle armi, lo stato di necessità per salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona.
Il nuovo decreto sicurezza si concentra sulla criminalità giovanile e sulla vendita, anche online, di armi da taglio ai minori, sul fermo preventivo di soggetti attenzionati in vista di manifestazioni pubbliche, sulla tutela delle vittime di criminalità e terrorismo e su rimpatri più efficienti. Il decreto è spinto anche dagli ultimi fatti di cronaca che hanno dominato informazione e opinione pubblica.
Le linee guida della cybersicurezza europea nella fase di piena implementazione della Direttiva (UE) 2022/2555 (NIS2) prevedono obblighi di governance, gestione del rischio, protezione della supply chain e meccanismi di incident reporting. Le norme sono determinate in forza dell’evoluzione del panorama delle minacce e dell’esposizione delle amministrazioni pubbliche a queste ultime.
Paure degli italiani, il 67,6% teme una nuova crisi economica globale e sette italiani su dieci gli eventi climatici estremi, ma tra i timori più sentiti rientrano anche i conflitti, terremoti e pandemie.
Negli ultimi anni si assiste alla produzione e diffusione illegale di armi 3D, soprattutto da parte di soggetti afferenti a ideologie radicali, di natura sia anarchica che supremasista, vicini ad azioni di matrice terroristica.
L’Intelligence italiana ha dovuto adattarsi e trasformarsi, evolvendo le proprie attività per far fronte a minacce sempre più sofisticate, ma anche sul fronte della comunicazione istituzionale è stato investita da grandi cambiamenti.