Tecnologia

Navi a guida autonoma: il futuro prossimo del trasporto marittimo

Le navi a guida autonoma passano dalla sperimentazione ai primi impieghi commerciali, come dimostra in Norvegia la Yara Birkeland, portacontainer elettrica che sostituisce circa 40.000 viaggi di camion l’anno. I benefici attesi riguardano sicurezza, consumi e costi operativi, ma restano aperti i nodi delle regole, delle responsabilità, della cyber security e di porti ancora poco attrezzati. Una sfida che chiama in causa anche gli scali italiani.

Il dominio cyber nella guerra ibrida permanente

Accanto a terra, mare e cielo, il dominio cibernetico è ormai un campo di battaglia a tutti gli effetti. Gli attacchi sono condotti da gruppi criminali o sedicenti tali, spesso legati ad apparati statali, ma risalire ai mandanti resta difficile. Le conseguenze sono invece concrete: spionaggio prolungato per anni, dati cancellati, siti istituzionali bloccati. È una guerra permanente, senza fronti né tregue, che coinvolge anche i paesi europei e la Cina, estranei ai combattimenti sul campo.

La guerra dei droni: dalla sperimentazione locale ai conflitti globali

Sperimentati nei conflitti del Medio Oriente e oggi protagonisti della guerra in Ucraina, i droni sono la tecnologia militare che più si è diffusa nell’ultimo decennio. Da ricognizione, armati, suicidi o guidati via fibra ottica per sfuggire alle interferenze, vengono impiegati dagli eserciti regolari come da milizie e gruppi criminali, dal Sahel al Sudan. Sullo sfondo, 61 conflitti armati nel mondo, il numero più alto dal 1946, e un mercato degli armamenti in crescita. Ne emerge una guerra delle tecnologie senza un centro geografico, che riduce il divario tra i belligeranti.

La “caccia alle streghe” non aiuta a comprendere la rivoluzione dell’Intelligenza artificiale. Intervista a Raffaele Gaito

L’Intelligenza artificiale scuote il mondo della scrittura: editori in allarme, autori che temono di ridursi a “timonieri” dell’algoritmo, un romanzo escluso dal Goncourt perché scritto con l’aiuto della macchina. Per Raffaele Gaito, divulgatore e fondatore di IA360 Academy, la questione, tuttavia, è mal posta. Conta la qualità di un testo e ciò che suscita in chi lo legge, non lo strumento con cui è stato prodotto, come da sempre avviene con ghost writer, editor e redazioni. L’Ia deve aiutare a pensare, non a “spegnere il cervello”: resta decisiva la responsabilità di chi firma, insieme alla verifica della qualità delle fonti.

Recinzioni digitali: chi governa i dati nella nuova geopolitica della Rete

I dati sono diventati una risorsa strategica attorno a cui si ridisegnano gli equilibri internazionali, e la Rete appare sempre più divisa in sfere di influenza. L’Unione europea punta su diritti e tutele con GDPR, AI Act e Data Act, ma resta fortemente dipendente dai grandi provider statunitensi, come mostrano le difficoltà del progetto GAIA-X. Gli Stati Uniti si muovono tra leggi statali, regole di settore e soft law. Cina e Russia, invece, seguono modelli di controllo statale della Rete. L’Italia, con la legge n.132/2025, punta a darsi – tra le prime in Europa – un quadro organico sull’Intelligenza artificiale.

Il divieto dei Social per i minori di 15 anni: gli italiani sono favorevoli a una nuova normativa

Il 78,9% degli italiani è favorevole a vietare i Social Network ai minori di 15-16 anni, come già avviene in Australia e come stanno per fare Francia e Spagna, mentre il 21,1% è contrario. Il consenso aumenta con l'età, dal 54,1% dei 18-24enni all'83,7% degli over 64, e tocca il massimo tra le coppie con figli (85,9%). Gli italiani vedono quindi nella regolazione dell'accesso ai Social una risposta legittima alla diffusa vittimizzazione digitale dei minori, anche se il dibattito internazionale resta aperto.

Il rebranding dell’Ia. Tra superintelligenza e SALAMI, tu cosa preferisci?

A settembre la Casa Bianca ha deciso che l’intelligenza artificiale, nei documenti ufficiali, si chiamerà “super intelligence”. Non è la prima volta che il nome cambia: già nel 1955 John McCarthy scelse “artificial intelligence” per attirare fondi e prendere le distanze dalla cibernetica di Norbert Wiener. Da allora, l’etichetta ha seguito l’andamento degli investimenti, passando da “generale” a “super”. Ricercatori come Hill, McDermott e Dijkstra hanno messo in guardia dalle parole che promettono più di quanto le macchine facciano, perché chi controlla il nome controlla anche i confini del dibattito.

Esperienze negative online: quanto pesano su benessere, autostima e fiducia nelle piattaforme

L’indagine Eurispes 2026 sul rapporto fra italiani, tecnologie digitali e salute mentale mostra come l’esposizione a episodi dannosi online sia tutt’altro che marginale: il 26% ha incontrato involontariamente contenuti violenti o disturbanti, il 23,4% ha subìto commenti offensivi e il 21,8% la condivisione non autorizzata di foto o video. I giovani tra i 18 e i 24 anni sono i più esposti, con quote che raggiungono il 40,7% per i contenuti disturbanti e il 38,4% per offese e attacchi personali. Per chi le ha vissute, le esperienze negative pesano sul benessere emotivo (45,9%), sull'autostima (39,3%), sulla fiducia nelle piattaforme (49,3%) e sul comportamento online (43,8%). Un dato colpisce in particolare: il 91,9% dei 18-24enni usa i Social per alleviare emozioni negative, lo stesso ambiente che li espone con maggiore frequenza a aggressioni e violazioni.

Cyberstalking in Italia: tra i reati digitali più diffusi, colpito quasi un utente su tre

L’indagine dell’Eurispes sulla vittimizzazione digitale colloca il cyberstalking al primo posto tra i reati online, con il 28,2% degli utenti che dichiara di averne fatto esperienza diretta, un dato quasi raddoppiato rispetto al 14% rilevato nel 2024. Seguono la violazione della privacy (19,7%) e il tentativo di adescamento tramite falsa identità (17,6%), mentre cyberbullismo (12,6%) e revenge porn (9,8%) registrano le incidenze più contenute. Attraversa quasi tutte le tipologie un chiaro gradiente generazionale, con i più giovani sistematicamente più esposti: la violazione della privacy tocca il 39,2% dei 18-24enni contro il 6,6% dei più maturi. Il cyberstalking si distingue per una distribuzione meno lineare, con il picco tra i 25-34enni (35,6%) e valori analoghi nelle fasce 18-24 e 35-44 anni.

Intelligenza artificiale e prevenzione della devianza minorile: l’Italia si divide

Il tema dell’Intelligenza artificiale applicata alla prevenzione della devianza minorile spacca l’opinione pubblica italiana: il 51,5% si dichiara favorevole contro il 48,4% di contrari. Tra i favorevoli prevale la preoccupazione per l’aumento della criminalità minorile (20,7%), mentre tra i contrari la motivazione più diffusa in assoluto è la sfiducia nell’adeguatezza dello strumento tecnologico (26%). L’incrocio con l’area politica mostra come centro e centro-destra si orientino su basi prevalentemente securitarie, la sinistra privilegi le obiezioni etiche legate al controllo delle persone, mentre il Movimento 5 Stelle si distingue per il più alto livello di sfiducia tecnologica in assoluto (38,5%). Il quadro complessivo racconta un consenso costruito su motivazioni plurali e frammentate, a fronte di un rifiuto che converge su un argomento dominante.

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