Tecnologia

Gli italiani e l’immortalità digitale: un’indagine sui giovani

La digital immortality è una forma di immortalità simbolica, resa possibile dai più recenti progressi dell’Intelligenza Artificiale. Tutto ciò che un individuo produce in vita in termini di impronta digitale, composta da email, messaggi, post social e altro, viene utilizzato post mortem da app che, attraverso interfacce, simulano lo stile conversazionale e i pattern del linguaggio del defunto. Ma quali sono i limiti etici e giuridici? Una indagine Eurispes raccoglie le opinioni di Millennials e Gen Z, i maggiori produttori di materiale grezzo per i deadbot.

L’IA ridisegna le città: se gli algoritmi orientano i flussi urbani

L'intelligenza artificiale sta ridisegnando le nostre città. La ricerca "The urban impact of AI: modelling feedback loops in location-based recommender systems" spiega come i sistemi di "raccomandazione" basati sulla posizione dell'utente stiano plasmando le decisioni di mobilità individuali negli ambienti urbani.

Reati informatici e tutela delle libertà nell’era digitale

Il fenomeno dei reati informatici in Italia è al centro del Report 2025 del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, che nei numeri evidenzia l’impatto della criminalità informatica sui diritti fondamentali, sull’ordine pubblico e sulla sicurezza delle infrastrutture critiche. Le strategie di prevenzione e repressione adottate dalle istituzioni variano, ma è indubbio il ruolo della cooperazione europea e internazionale nel contrasto al cybercrime e nell’inquadrare le principali fattispecie penalmente rilevanti.

Luciano Floridi, Università di Yale: “Per capire la rivoluzione dell’IA serve un radicale cambio di prospettiva”

Per Luciano Floridi, docente a Yale, l’Intelligenza Artificiale ci mette di fronte a una svolta “ontologica”, che mette in discussione le categorie intellettuali che usiamo per conoscere il mondo e per interpretarlo. Di fronte a ciò, è importante continuare ad esercitare il pensiero critico.

L’IA sotto l’albero di Natale, promesse e rischi dei nuovi giocattoli intelligenti

Sono già 1.500 le aziende che operano nel mercato dei giocattoli interattivi con AI nella sola Cina, ma non sono ancora chiari i rischi a cui sono esposti i bambini sia per la privacy che per lo sviluppo cognitivo.

Generazioni a confronto nell’era digitale

I nativi digitali vivono in un contesto tecnologico che ne determina l’approccio con la realtà e la propria identità. Ma in una società che corre veloce, il dialogo tra le generazioni può diventare il vero antidoto all’alienazione tecnologica.

Quando l’allievo supera il maestro: l’AI a scuola di adulazione

L’AI tende a compiacere l’utente, preferendo l’adulazione alla verità: si chiama sycophancy ed è il bias cognitivo che abbiamo trasmesso all’algoritmo. Non è una recente scoperta ma un comportamento aziendale piuttosto comune.

Le metamorfosi dell’hacker nell’orizzonte dinamico della cybersecurity

Il saggio “La mente dell’hacker” di Bruce Schneier tocca gli àmbiti di diritto, politica, fino a investire i sistemi cognitivi e la frontiera dell’IA, che sarà il motore di sperimentazione per ulteriori metodi di hackeraggio, in grado di superare anche gli hacker umani.

Amore on demand: swipe, scegli e scarta nel mercato dei sentimenti  

Nel mondo moderno, l'amore si è trasformato in un'esperienza on demand, mediata da algoritmi e app di dating. Queste piattaforme non solo facilitano l'incontro, ma lo trasformano in un processo di selezione industriale, dove lo swipe diventa il gesto emblematico. Tuttavia, questa abbondanza di scelte non ha portato a relazioni più solide. Al contrario, ha generato un senso di precarietà affettiva e una solitudine affollata di contatti ma priva di legami profondi.

Stefano Da Empoli, le principali applicazioni dell’IA generativa in Sanità

Stefano Da Empoli, Presidente dell’Istituto per la Competitività, sostiene l’uso dell’IA in Sanità purché sia consapevole ed eticamente responsabile, e individua le aree di maggiore interesse, ovvero in funzione di orientamento del paziente nelle fasi preliminari di gestione e in àmbito amministrativo. Ma avverte: sarà sempre il fattore umano a fare la differenza.

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