L'opinione

I Tg dal 17 al 21 settembre

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Tabella dei titoli in percentuale. Totale titoli: 212. Argomenti presenti nelle titolazioni: 294; politica 32% (94 presenze, per il 44% dei titoli), cronaca 22% (66 presenze, per il 31% dei titoli), sport e varie 11% (31 presenze, per il 14% dei titoli), economia 10% (29), esteri 9% (26), cultura e società 9% (26) e interni 7% (22).

22 settembre – La settimana dell’informazione è caratterizzata dalla discussione sulla Legge di Stabilità, con trenta titolazioni tra cui tutte le aperture delle edizioni di lunedì. Nell’affrontare i molti nodi della manovra, le testate ripropongono la tensione interna alle le due anime del governo nel contendersi il primato sulle misure promesse al proprio elettorato (reddito di cittadinanza per i Cinque Stelle, flat tax e pensioni per la Lega).

Più della dialettica interna al governo, a spiccare sulle titolazioni sono i ripetuti interventi del vicepremier Di Maio, che con le sue 36 le presenze nei titoli risulta la personalità politica più attiva sulla scena mediatica (23 le menzioni del collega/rivale Salvini). Le tensioni con il ministro Tria, a cui Di Maio martedì ha praticamente comandato di “trovare i soldi” per la manovra, si accompagnano mercoledì alla proposta di “attingere un po’ al deficit”, una prospettiva accolta in parte dallo stesso ministro Tria che al question time al Senato di giovedì riafferma la volontà di “procedere gradualmente” sulle misure, “rispettando i conti” ma “senza impiccarsi sui punti percentuali”. Con la partita sui numeri ancora aperta, sono mancati questa settimana analisti o commentatori che entrassero nel merito sul peso di questi “decimali” su cui non varrebbe la pena impiccarsi. Tg3, Tg5 e Tg La7 propongono nondimeno qualche analisi, con Mentana che osserva come il governo appare almeno compatto sul voler evitare l’aumento dell’Iva.

Rimanendo in tema di provvedimenti, il decreto per la costruzione del nuovo ponte di Genova resta alto sulle scalette; venerdì sera appare “questione di ore” benché la figura del Super Commissario non risulti ancora delineata. In mezzo a tanta carne al fuoco, il passaggio giovedì del Milleproroghe al Senato figura soli nei titoli di Tg5 e Tg2.

Assai più spazio, soprattutto sulle testate Mediaset, ottiene il processo di riunificazione interno al Centrodestra, suggellato dall’incontro di giovedì a Palazzo Grazioli, con l’accordo raggiunto tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia per presentare candidati congiunti alle prossime regionali. Un patto che si traduce subito nel via libera alla nomina di Marcello Foa alla Presidenza della Rai (4 titoli per le testate di venerdì), con Mentana che, a fronte delle dichiarazioni di “indipendenza” del candidato da parte di Di Maio, commenta molto schiettamente come Foa sarà necessariamente di parte, anche perché “è sempre stato così”, visto che “la Rai è controllata dai partiti”.

La candidatura dell’Italia per accogliere le olimpiadi invernali 2026 risulta molto seguita (12 i titoli in totale), nonostante buona parte di questa attenzione derivi dal ritiro della disponibilità della città di Torino, su decisione della Sindaca Appendino, ad accogliere i giochi, cosa che ha fatto sfumare una potenziale candidatura a “tre” (Torino, Milano e Cortina), riproposta alla fine “a due” – sebbene il ministro Toninelli venerdì proponga la candidatura esclusiva di Torino; interessante l’intervento del Presidente del Coni Malagò, ospite mercoledì del Tg5.

Le problematiche legate al fenomeno migratorio risultano sottotono questa settimana, con l’attenzione delle testate che si concentra sugli interventi del premier Conte al vertice europeo informale di Salisburgo; Tg4 propone martedì alcuni approfondimenti, ricavati dai suoi nuovi programmi contenitori, mentre i nuovi disordini che attraversano la Libia figurano giovedì solo su di un titolo di Tg La7.

Le previsioni “conflittuali” sulla crescita del Paese, con l’Ocse che giovedì taglia di uno 0,2 le stile sul Pil dell’Italia, mentre venerdì l’Istat alza quelle sulla crescita del Pil nel 2017, figurano sporadicamente nei titoli delle testate più impegnate, così come i dati sull’evasione dell’Iva, che per valori assoluti trova il Paese al primo posto in Europa.

Il tragico caso di una madre in carcere a Rebibbia che, in preda a disagio psichico, martedì ha gettato dalle scale i due figli piccoli causandone la morte, domina sulla pagina della cronaca (13 titoli), figurando sulle aperture dei Tg Mediaset minori di martedì e mercoledì. Tg2 ricostruisce la faccenda intervistando il garante nazionale dei detenuti Mauro Palma. Sempre per la cronaca, la prima udienza del processo sul “depistaggio” delle indagini sulla strage di via D’Amelio, che vede alla sbarra tre poliziotti, figura nei servizi di giovedì ma risulta titolo solo per Tg La7, che segnala come anche lo Stato si sia costituito, dopo un certo ritardo, come parte civile.

La scomparsa di Inge Feltrinelli, figura storica dell’editoria e della cultura italiana, riceve attenzione da tutte le testate (titoli per i Tg Rai di giovedì), con Tg3 che raccoglie il contributo del giornalista Michele Serra e dello scrittore Maurizio Maggiani.

Tra le varie ed eventuali, segnaliamo:

- la copertina del Tg5 di mercoledì, che prendendo spunto dall’arresto di due imprenditori che a Sperlonga avevano, “per risparmiare sull’appalto”, costruito un’ala di una scuola senza le fondamenta, ci rammenta con accento sdegnato come solamente una scuola su due nel nostro Paese abbia i prerequisiti per essere considerata “agibile”;

– il titolo di Tg La7 dedicato, sempre mercoledì, all’indagine Eurostat che attribuisce all’Italia un primato per quanto riguardo la presenza dei “Neet”, ossia quei giovani dai 18 ai 24 anni che non studiano, non lavorano e non fanno formazione. Tra le nostre regioni, la Sicilia risulta ai primi posti in Europa, con il 39,6% di giovani in queste condizioni, seguita dalla Campania e, più in fondo in scaletta, da Puglia e Calabria;

– il servizio del Tg3 sulla situazione dei migranti ospitati in Grecia sull’Isola di Lesbo, realtà da mesi al collasso ma di cui, da quanto la Turchia ha fermato i flussi provenienti dalla Siria, non si sente quasi più parlare.

– l’appronfondimento del Tg2 di venerdì sull’impatto avuto dal crollo del Ponte Morandi sulla città di Genova dal punto di vista della mobilità, indagando i disagi patiti anche dalle città vicine.

Luca Baldazzi

 

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