I Tg dal 22 al 26 ottobre – La cronaca ritorna sulle aperture

Tabella dei titoli in percentuale. Totale titoli: 213. Argomenti presenti nelle titolazioni: 290; politica 23% (66 presenze, per il 31% dei titoli), esteri 21% (62 presenze, per il 29x% dei titoli), cronaca 20% (59 presenze, per il 27% dei titoli), cultura e società 14% (42), interni 8% (23), economia 7% (21) e sport e varie 6% (17).

27 ottobre – Come non accadeva da tempo, l’informazione mainstream propone in settimana aperture diversificate, con una presenza bilanciata di politica, esteri e cronaca sulle scalette.

Se le tensioni con la Commissione Europea sul fronte della manovra, con la “bocciatura” di martedì della legge di bilancio da parte di Bruxelles e gli scambi dei giorni successivi, rimangono la notizia principale per molte edizioni, sono altri i fatti che da mercoledì reclamano le prime pagine.

La triste storia di Desirèe Mariottini, 16enne trovata morta in uno stabile abbandonato nel quartiere di San Lorenzo a Roma e che si è scoperto essere stata drogata e violentata per ore da un “branco” di senza dimora, tra cui quattro almeno immigrati privi di permesso di soggiorno, scuote le coscienze e riporta alla luce un quadro di gravissimo degrado nella Capitale.

Al di là delle moltissime coperture (21 titoli, tra cui le aperture di 4 delle testate di mercoledì, tra cui TG La7), possiamo muovere alcune considerazioni su come il sistema dell’informazione ha gestito il sorgere di questo nuovo, grande caso di cronaca criminale, simile per la sua natura alla vicenda di un’altra giovane romana, Pamela Mastropietro, come fatto notare da Tg5 nella copertina di giovedì. In primo luogo, benché da parte della politica ci sia stato uno sdoganamento di un linguaggio estremamente duro, e riproposto anche nei programmi contenitori, non c’è sembrato d’incontrarlo nei servizi, anche in quelli delle due testate minori Mediaset. Al di là dei 5 pezzi dedicata dell’edizione di Studio Aperto di giovedì, di cui uno particolarmente melodrammatico, non abbiamo assistito ad un sovradosaggio nelle coperture, con un buon uso delle interviste che hanno permesso di comprendere meglio quella realtà degradata senza necessariamente cadere nel morboso.

Va segnalato in tal senso l’editoriale di venerdì del Direttore di Tg4 Gerardo Greco, per cui “Desirèe sarà morta invano” se luoghi abbandonati come il palazzo in cui la hanno trovata non saranno restituiti alla legalità e riqualificati. Tg5 offre in tal senso validi approfondimenti, esplorando alcuni luoghi del degrado nel nostro Paese, e poi dedicando un titolo giovedì proprio ai problemi legati al consumo della droga tra i più giovani, cresciuto negli ultimi 2 anni del 40%, con una forte incidenza del pericolosissimo mercato delle droghe sintetiche. Tg La7 ed alcune testate Rai di mercoledì riprendono un altro fronte della questione sicurezza, ossa la riforma sulla legittima difesa passata in Parlamento (titoli per Tg3 e Tg2).

Tornando alla politica, la guerra di posizioni tra il governo e le istituzione europee, con Conte che si dice “Disposto al dialogo” ma non a cambiare la manovra, prosegue nei servizi della settimana; toccati tra giovedì e venerdì nuovi picchi di intensità con le parole del Governatore della Bce Mario Draghi e le repliche del ministro del Lavoro Luigi di Maio dopo che il primo aveva detto che “La Banca centrale non si piegherà alle esigenze dell’Italia”. Tg La7 è il solo questa settimana a chiamare dei commentatori per ad analizzare le dichiarazioni del Presidente della Bce, raccogliendo i pareri degli economisti Francesco Taveri ed Antonio Maria Rinaldi.

In un orizzonte che vede le nomine dei nuovi direttori di Tg1 e Tg2 indicati dalla maggioranza nuovamente procrastinate, gli spazi per le opposizioni rimangono ampi, con vari titoli sulle dichiarazioni di Berlusconi e Tajani, mentre Martina può apprezzare 5 titoli ed un intervento sul Tg1 di mercoledì. Attenzione minore alle borse, che sembrano non accusare troppo il downgrade di alcuni istituti di rating con lo spread che resta però stabile sopra quota 300.

Assai sottotono (apertura solo per il Tg2 di venerdì) la svolta del governo sul completamento del gasdotto Tap, che vede una marca indietro della componente 5 Stelle a fronte di costi troppo elevati per la sospensione dei lavori.

In una settimana assai piena sul piano politico, trovano posto un po’ strette sulle scalette anche due sentenze. Una arrivata dalla Corte Costituzionale sul reato di suicidio assistito – portato in primo piano dalla morte di Dj Fabio, resa possibile dal radicale Marco Cappato tutt’ora inquisito, che ha segnalato l’esistenza di una ben nota vacazio legis a cui tocca al Parlamento mettere mano nel corso del prossimo anno. Varie le interviste a Cappato, che segnala come ci sia ancora molto da fare. L’altra sentenza è la condanna che viene in dalla Corte dei Diritti europea nei confronti degli abusi che avrebbe subito il detenuto Provenzano nel corso dei suoi ultimi mesi di vita in regime di carcere duro, e che trova la replica del ministro Bonafede in difesa del 41bis.

Per gli esteri, edizioni molto “americane” con titoli che da mercoledì rilanciano l’allarme pacchi bomba recapitati a molte influenti personalità statunitensi (apertura per Studio Aperto, Tg3 e Tg1). Spazio anche alle dichiarazioni di Trump, che accusa la stampa di aver alimentato un clima di tensione mediatica che molte testate gli rinfacciano di esserne il responsabile. Prima di questi eventi, coperture nei Tg di martedì (titolo per Tg1) alla grande marcia dei 7 mila migranti dell’Ondulas, diretti verso il confine tra Usa e Messico ed a cui sempre Trump intende negare l’accesso anche con la forza.

In secondo piano sulle scalette, ma assai presenti nelle edizioni di venerdì gli sviluppi sul caso Cucchi con la diffusione di dei nuovi audio che palesano un grave quadro di collusione interna alle forze dell’ordine. “Quella di Stefano cucchi è una vicenda piena di falsi, con una attività consapevole di inquinamento delle prove”: questo il giudizio del Pm all’Udienza per il processo della morte del ragazzo romano. Duro anche il giudizio di Enrico Mentana, che guardando alle recenti parole del Capo dell’Arma dei Carabinieri commenta come “in nove anni è chiaro che non è stata fatta pulizia interna”.

La morte a 92 anni di Lello Di Segni, ultimo sopravvissuto del rastrellamento del getto di Roma, viene rilanciata dalle testate di venerdì, con titoli per Tg1.

Tra le varie ed eventuali, segnaliamo:

l’interesse del Tg5 ai fenomeni di violenza diffusi tra gli adolescenti, segnalati anche dai servizi dei Tg Mediaset di lunedì, a cui va martedì un titolo che si accompagna della riflessione dello psichiatra Andreoli, che segnala come per i ragazzi armati di smartphones “Si pensa di esistere solo se si va su internet, e così la violenza diventa spettacolo”;
L’attenzione del Tg3 all’imminente ballottaggio di domenica in Brasile con il principale favorito delle elezioni, il leader del Pd haddad Jail Bolsonaro, che da alcuni giorni non apparirebbe più in uscite pubbliche. Sempre Tg3 è la sola testata e segnalare il colloquio avuto tra Conte e Al Sarraj sulla situazione libica. Anche Tg La7 ci riporta venerdì fuori dai confini nazionali, sulla striscia di Gaza per ricordarci che, solo perché non se ne parla nei servizi, gli scontri tra israeliani e palestinesi iniziati in marzo non sono cessati.

Luca Baldazzi

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