I Tg dal 24 al 28 settembre – il braccio di ferro sul Def

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Tabella dei titoli in percentuale. Totale titoli: 204. Argomenti presenti nelle titolazioni: 260; politica 30% (78 presenze, per il 38% dei titoli), cronaca 21% (54 presenze, per il 26% dei titoli), interni 16% (41 presenze, per il 20% dei titoli), economia 11% (28), sport e varie 8% (21), esteri 7% (19) e cultura e società 7% (19).

29 settembre – In una settimana segnata in primo luogo dal braccio di ferro interno al governo sulla Nota di Aggiornamento al Def, la nomina mercoledì di Marcello Foa a Presidente della Rai è passata necessariamente “in sordina”: titoli per Tg1, Tg2 e Tg La7, con servizi nella parte bassa delle edizioni. Ma per quanto riguarda l’informazione mainstream, l’insediamento di Foa costituisce un evento epocale, che porta per la prima volta un giornalista espressione della maggioranza gialloverde, ma soprattutto delle posizioni di Matteo Salvini, in un ruolo di massiccia influenza. Sarà con interesse che l’Osservatorio Quotidiano dei Tg monitorerà i cambiamenti che si riscontreranno nei prossimi nell’offerta informativa del Servizio Pubblico, soprattutto in vista delle prossime elezioni regionali.

Tornando alla settimana corrente, il vertice notturno di giovedì che ha visto la “resa” del ministro dell’economia Tria alle pressioni dei vicepremier Di Maio e Salvini sul deficit è venerdì primo titolo per tutti. Se le testate Mediaset e Tg1 aprono sul passaggio della nota al Documento Economia e Finanza che propone un deficit al 2,4% per 3 anni, ben oltre i paletti posti da Bruxellex, Tg3, Tg2 e Tg La7 segnalano in prima battuta la reazione allarmata dei mercati (-3,72% per Piazza Affari, +30 punti di spread) nei confronti di una manovra che potrebbe risultare bocciata dalla Commissione Europea. Un provvedimento che, come segnalato dal neodirettore del Tg4 Gerardo Greco, “parla all’animo leghista”, venendo proposto come una misura necessaria per ridimensionare la povertà nel Paese e favorire una crescita assai più sostenuta.

A fronte di queste ultime dichiarazioni, tutte le testate riportano i giudizi severi delle opposizioni, con i Tg Mediaset che rilanciano le critiche del Presidente del Parlamento Europeo Tajani, mentre i Tg Rai propongono gli interventi di altri esponenti, tra cui Padoan. Solo Tg La7, che più di altre testate era giovedì “entrato nel merito” di questo balletto sulle cifre, offre nella giornata di venerdì il confronto tra due economisti, Francesco Daveri ed Antonio Rinaldi, che presentano posizioni discordanti (Daveri critico, Rinaldi aperturista) ma che entrano comunque nel merito dei provvedimenti. Sempre Tg La7 dedica anche un servizio sulla situazione del ministro Tria. Se molte edizioni lo propongono come “lo sconfitto” di questo passaggio, il Tg di Mentana osserva come Tria potrebbe aver capitolato proprio per evitare ulteriori “Psicodrammi” all’interno della maggioranza, di per sé altrettanto pericolosi per la continuità della legislatura.

Parallela alla discussione sulla nota al Def è stata l’epopea del decreto per Genova (28 presenze titoli), arrivato giovedì al Quirinale dopo una ulteriore settimana di rimaneggiamenti. Ampio spazio sulle testate Mediaset di venerdì al giudizio severo del Governatore della Liguria Giovanni Toti, scontento assieme al Sindaco Buzzi sia dei ritardi che del ridimensionamento dei contributi previsti per la ricostruzione, ed attenzione anche al malessere della comunità degli sfollati. I Tg delle 20 di venerdì riprendono il nome del probabile super commissario alla ricostruzione, identificato nel manager Fincantieri Claudio Gemme, persona vicina sia al vicepremier Salvini che al Governatore Toti.

A spiccare sulle aperture di lunedì e martedì c’è stato inoltre l’approvazione del decreto immigrazione e sicurezza. Buone le coperture di Tg3 e Tg1, sebbene il passaggio di questo documento, che giustappone forzosamente la dimensione del flussi migratori a quella della sicurezza, non abbia visto interpellati nelle edizioni di Prime Time esponenti della società civile. Il nuovo Caso Acquarius che ha visto dopo diversi giorni di silenzio l’impegno di 4 paesi dell’Unione nella spartizione di 58 profughi è nei titoli di martedì, con Tg3 che coglie la palla al balzo e ripropone un approfondimento sulle condizioni dei migranti presso il campo profughi di Moria, sull’Isola di Lesbo, dove regna la tensione tra i gruppi interni. Paradossalmente, il proficuo incontro di giovedì tra il ministro Salvini e la sua controparte tunisina Fuorati – fronte su cui, nelle scorse settimane, si sono intensificati i flussi – è stato seguito col dovuto interesse dal solo Tg2.

A distogliere l’attenzione dal fenomeno migratorio nelle giornate di lunedì e martedì ha senz’altro contribuito l’efferata rapina in villa di Lanciano, che con 23 titoli “totalizza” la pagina della cronaca. Le indagini nei confronti della banda di “belve” responsabili di numerose aggressioni e rapine, che tra mercoledì e giovedì hanno portato all’arresto di 4 cittadini rumeni tra i 20 ed i 30 anni, sono state seguite con interesse anche dalle testate più distanti dalla cronaca (numerose aperture dei Tg Mediaset, ma titolo anche per Tg La7). Al di là dello sdoganamento di un linguaggio molto forte(“belve”, “bestie”, ecc ..) nei confronti dei criminali responsabili di queste aggressioni, si è registrato, a differenza che di alcuni casi in anni passati, di un’attenzione riversata ai coniugi Martelli priva di qualunque forma di vittimismo. Se le interviste a costoro, in onda da lunedì, hanno senz’altro colpito il pubblico per la brutalità della violenza inferta loro (alla signora Martelli è stato tagliato il lobo di un orecchio), ha senz’altro fatto effetto anche il contegno di questi personaggi sia nel condannare i loro aggressori, sia nel rifiutare qualunque “retorica securitaria”, con il sign. Martelli che ha ribadito agli intervistatori la sua intenzione di non armarsi.

Per il resto, grande spazio all’incendio sul monte Serra di provincia di Pisa che ha consumato oltre 1.200 ettari, producendo centinaia di sfollati.
In secondo piano gli eventi internazionali, con le accuse di violenza sessuale arrivate al giudice Brett Kavanaugh, nominato dal Presidente Trump alla Corte Suprema americana, che figurano fin dai titoli nei Tg di giovedì e venerdì. Servizi venerdì per il drammatico maremoto che ha investito di notte la zona di Palu, in Indonesia, dove si teme possa essere accaduta una ecatombe (sabato si stimano circa 400 vittime).

Tra le varie ed eventuali, segnaliamo:

– la denuncia del servizio del Tg5 di lunedì che ci porta in una frazione di Amatrice dove la macchina della ricostruzione è decisamente troppo lenta;
- l’approfondimento di lunedì del Tg La7 sulla storia dell’Ilva di Taranto, che in pochi minuti ha visto Milena Gabanelli sintetizzare egregiamente i numerosi passaggi e le complessità che hanno provocato tanti ritardi e spese;
– la giornalista ha alla fine mosso una domanda a cui bisogna dare risposta: qual è la visione di sviluppo per la città di Taranto a cui la riqualificazione dell’Ilva può portare?
– l’apertura del Tg3 di mercoledì dedicata al trentesimo anniversario dell’omicidio del giornalista Mauro Rostagno, sociologo ucciso dalla mafia perché denunciava il malaffare in Sicilia;
– l’esplorazione condotta dal Tg1 (titolo giovedì) nell’universo delle scuole pericolanti, che ripropone dati inquietanti analoghi a quelli segnalati alcune settimane fa dal Tg5;
– la segnalazione di Studio Aperto di venerdì di una videoclip molto seguita sul web prodotta da un bambino rom rapper di 9 anni, che con ragguardevole abilità di montaggio ha dato voce con parole scurrili ma “vere” delle sue aspirazioni, o meglio della sua mancanza di aspirazioni dovuta alla vita nei campi nomadi.

Luca Baldazzi

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