I Tg dall’8 al 12 ottobre 2018 – la protesta sui Tg

Tabella dei titoli in percentuale. Totale titoli: 207. Argomenti presenti nelle titolazioni: 269; politica 24% (66 presenze, per il 32% dei titoli), cronaca 22% (60 presenze, per il 29% dei titoli), economia 14% (40 presenze, per il 19% dei titoli), interni 14% (39), cultura e società 10% (28), esteri 10% (23) e sport e varie 7% (20).

13 ottobre – Le schermaglie tra governo, opposizioni ed istituzioni europee sugli indici della manovra continuano a reclamare la prima pagina dell’informazione anche questa settimana, con la risalita dello spread – stabilmente sopra quota 300 – in apertura lunedì e martedì per quasi tutte le testate.

In un quadro che ancora non riflette la “presenza” del governo gialloverde sulle testate del Servizio Pubblico, e con quelle Mediaset in un ruolo d’opposizione attiva, i pareri contrari al governo trovano “vita facile” sulle scalette, spesso proprio perché oggetto degli “strali” scagliati dai due vicepremier, solerti a ricacciare al mittente le osservazioni che mettono in dubbio l’efficacia della manovra. L’intervento del Capo dello Stato di giovedì a difesa delle autorità indipendenti, preceduto martedì dalla dura replica di Di Maio verso Bankitalia e Corte dei Conti, mentre sempre giovedì Salvini ribatteva contro le dichiarazione del Presidente dell’Inps Boeri, invitandolo a “dimettersi e presentarsi alle elezioni”, risulta non a caso apertura per le testate Rai e Tg5.

E’ tuttavia nella giornata di venerdì che sui Tg la “voce” dell’opposizioni si fa corale, con da una parte le forti critiche della “troica” (Fondo Monetario Internazionale, Commissione Europea e Banca Centrale Europea) impegnate secondo Tg La7 in “un’offensiva a 3 punte” sulla manovra (aperture per quasi tutti i Tg), dall’altra le rivendicazioni degli studenti per richiede una maggiore attenzione ai problemi della scuola (nei titoli per 4 testate, tra cui Tg4 e Studio Aperto). Sempre i Tg Mediaset segnalano come queste manifestazioni consistano nella prima protesta generale contro il governo gialloverde.

Restando in tema di proteste di piazza, i cortei di Genova che al grido di “Basta bugie” hanno sfilato lunedì contro i provvedimenti di un decreto per la ricostruzione che non li convince, risultano presenti fin dai titoli per tutte le testate, ed apertura per Tg La7; l’attenzione sugli sviluppi della ricostruzione del Ponte Morandi prosegue nel corso della settimana, scandagliata martedì dal ritorno degli sfollati nelle proprie dimore (nei titoli per Tg3, Tg La7 e Tg2), e mercoledì dai dubbi del presidente dell’Anticorruzione Calenda sui rischi di infiltrazioni mafiose tra le maglie lasciate aperte dal decreto (titoli per Tg3, Tg1 e Tg La7).

Il maltempo che prima colpisce la Spagna, e che successivamente si abbatte sulla Sardegna e sulla Liguria, provocando alcune vittime ed ingenti danni, tra cui il crollo di un ponte statale, risulta seguito da tutte le testate, con diversi titoli sui Tg Mediaset.

Per il resto, spazio assai ridotto per gli esteri. Buone le coperture sul caso del giornalista arabo Khashoggi (4 titoli), scomparso in Turchia e che sarebbe stato quasi certamente ucciso presso il suo consolato perché indagava nei confronti di un principe saudita.

In una settimana segnata da molti fatti di cronaca, tra cui il ritorno venerdì dell’ “evergreen” di Brembate, a spiccare su questa pagina è senz’altro il “colpo di scena” di giovedì al Processo Cucchi bis, ovvero l’ammissione di uno di carabinieri accusati, a 9 anni dal fatto, di aver assistito ad un pestaggio fino a prima negato: titoli per tutti. Mentana “precede la concorrenza”, raccogliendo un contributo da Ilaria Cucchi già giovedì sera, mentre Tg5 la ospita venerdì, con Tg1 che invece intervista genitori di lei, saldi nel volere la verità ora che “Il muro del silenzio è crollato”.

Sempre per la cronaca, grande spazio ai nuovi casi di femminicidio nel Paese. L’apertura del Tg4 di venerdì, dedicata all’imminente sentenza della Cassazione sul processo per la morte di Yara Gambirasio (titoli per gli altri Mediaset, Tg1 e Tg2), ci ha fatto tornare un po’ indietro con la memoria, quando tra il 2010 ed il 2012 ai “grandi casi criminali” l’informazione mainstream soleva offrire un’attenzione spropositata. La presenza, anche su Studio Aperto, di servizi di cronaca con accostamenti suggestivi, succeduti per altro dalle coperture dell’ultimo “royal wedding” (titoli su Studio Aperto da lunedì e per i Tg Mediaset di venerdì), ha rafforzato questa “nostalgia”, rammentandoci della conduzione di Emilio Fede.

Tra le varie ed eventuali, segnaliamo:

– L’inchiesta del Tg2 sui centri per l’impiego in Italia, proposta in due parti tra giovedì e venerdì. Oltre a delineare un quadro assai problematico, che vede questi uffici operati di richieste e privi in gran parte di risorse, il servizio propone un confronto inclemente con le strutture tedesche, a cui segue l’esplicita esortazione da parte di Alfonso Marrazzo, caporedattore della sezione economia del Tg2, di “fare qualcosa”. La sua proposta per migliore il sistema è seguire il modello tedesco, che si struttura attraverso la partecipazione dello Stato sia con le imprese che con i lavoratori;

– sempre Tg2 si prende in carico più di altri la vicenda della reporter uccisa in Bulgaria, su cui si stendono le ombre della ndrangheta, con un’inchiesta che ci riporta alla memoria i vari giornalisti uccisi nel corso degli ultimo 12 mesi in Europa (prima Daphne Galizia, poi Ian Kuicak ed adesso Victoria Marinova), perché stavano chiaramente facendo delle “domande scomode”;

– l’attenzione del Tg3 di mercoledì al Rapporto Terres des Hommes sui minori vittime di reati in Italia, che segnala un preoccupante aumento degli abusi sessuali tra i bambini; sempre Tg3 dedica giovedì un titolo al nuovo sequestro di beni ad Ostia al Clan Spada, che obbliga i nipoti dei boss ad abbandonare preventivamente alcuni stabili occupati da anni.

Luca Baldazzi

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