La tecnologia può aiutare a ridurre le frodi fiscali

La tecnologia può aiutare a ridurre le frodi fiscali

Il 25 maggio 2021 si è svolta, presso il Parlamento europeo (sottocomitato delle questioni fiscali), un’audizione pubblica sul seguente argomento: “Come può la tecnologia aiutare a ridurre le frodi e rendere più semplice l’adempimento fiscale?”.

Diversi esperti sono intervenuti sulla strada da percorrere per quanto riguarda l’uso della tecnologia per combattere le frodi e facilitare l’adempimento fiscale. Momchil Sabev, della direzione generale Taxud della Commissione Europea, ha illustrato il lavoro svolto da Bruxelles per aiutare le autorità fiscali nazionali a condividere i dati rilevanti a fini fiscali in maniera più efficace. Secondo Sabev, la condivisione dei dati a disposizione di ogni Amministrazione sarà la chiave del futuro e in questo la tecnologia gioca un ruolo essenziale.

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Stefka Dzhumalieva, della Commissione Europea, ha spiegato il lavoro avviato nel 2016 nell’utilizzo della blockchain per facilitare il rispetto delle norme fiscali e combattere le frodi. Infine, Peter Green, del Forum on Tax Administration dell’Ocse, ha presentato il lavoro pubblicato lo scorso dicembre (Amministrazione Fiscale 3.0) nel quale si sostiene l’uso della tecnologia per aumentare la conformità fiscale tra i paesi dell’Ocse.

 

Il potenziale della tecnologia e la riduzione delle frodi fiscali

La DG TAXUD è in particolar modo convinta dell’elevato potenziale della tecnologia e dal 2017 sta investendo nello sviluppo della capacità di utilizzo della blockchain. Nel 2019 è stato a tal fine avviato un progetto pilota con otto Stati membri su un modulo del cosiddetto “Sistema per lo scambio di dati sulle accise” (SEED), per sviluppare una soluzione per sincronizzare i dati in modo automatico e trasparente su blockchain.

È in preparazione un progetto pilota simile su un modulo del pacchetto IVA e-Commerce, il cosiddetto “Registro dati import One Stop Shop” (IOSS-DR) sull’infrastruttura europea dei servizi Blockchain. Una volta completata, e se la valutazione dell’infrastruttura europea di servizi Blockchain avrà esito positivo, gli Stati membri avranno la possibilità di sincronizzare i dati IOSS-DR su una connessione di database tradizionale o sul meccanismo alternativo di blockchain. Questo non sarà più un proof of concept o pilota, ma un servizio operativo.

L’ambizione a lungo termine è, dunque, quella di utilizzare l’infrastruttura europea dei servizi Blockchain come piattaforma per una nuova generazione di sistemi transeuropei (decentralizzati). Peter Green ha poi sottolineato che nelle aree del sistema fiscale in cui la responsabilità di segnalare il reddito imponibile spetta al contribuente, la sfida per le Amministrazioni fiscali è migliorare la compliance volontaria.

Qui la tecnologia può fare la differenza per migliorare i servizi per i contribuenti, rendendo più facile l’adempimento degli obblighi fiscali e fornendo sempre più assistenza in tempo reale. Ciò può essere molto efficace nel ridurre gli errori e minimizzare gli oneri. Il significativo aumento delle fonti di dati – ad esempio attraverso la reportistica di terze parti, i sistemi di fatturazione elettronica, i registratori di cassa online e lo scambio internazionale di informazioni – insieme a un’analisi dei dati sempre più sofisticata, stanno anche contribuendo a migliorare la valutazione del rischio.

 

Il servizio SEED-on-Europa

Tanto premesso, in termini più generali e focalizzando l’attenzione sul tema delle accise, applicate al consumo o all’uso di certi prodotti (la normativa comunitaria si applica alle bevande alcoliche, ai prodotti del tabacco e ai prodotti energetici), gli scambi commerciali tra gli Stati membri di prodotti sottoposti ad accisa si svolgono, di solito, in regime di sospensione doganale, e i diritti di accise sono pagati alla fine delle transazioni dallo Stato membro in cui ha luogo la commercializzazione dei beni. Per inviare o ricevere beni sotto regime di sospensione doganale, sia il mittente sia il destinatario dei prodotti devono essere registrati nella banca dati SEED del proprio Stato membro.

Tramite il servizio SEED-on-Europa (online System for the Exchange of Excise Data) le imprese potranno controllare via Internet la validità del numero di registrazione dei partner commerciali in altri Stati membri e dei relativi prodotti, senza dover chiedere alle Amministrazioni nazionali. La Commissione e gli Stati membri hanno del resto previsto l’informatizzazione completa delle procedure relative al movimento di merci sotto regime di sospensione doganale già a partire dal 2009. Nell’ambito del sistema di informatizzazione dei movimenti e dei controlli dei prodotti soggetti ad accisa (EMCS), elaborato in collaborazione con le imprese, l’informatizzazione riguarda le fasi di convalida, controllo e adempimento delle formalità applicabili ai prodotti soggetti ad accisa in regime sospensivo. Il sistema prevede, per questi movimenti, la sostituzione del Documento Amministrativo di Accompagnamento (DAA) in formato cartaceo con un messaggio elettronico, consentendone così il controllo in tempo reale.

Solo sulla base di tali sintetiche indicazioni, è agevole quindi intuire come questa sia la frontiera su cui investire. E, ad esempio, proprio in tema di blockchain, Sogei sta sperimentando, per conto di ADM, questa tecnologia su alcuni casi d’uso utili per i sistemi di tracciabilità di bevande alcoliche, sfruttando così i vantaggi della decentralizzazione, cifratura dei dati, non ripudio delle transazioni, eccetera. In particolare, sulla blockchain si registrano così la richiesta di certificazione, l’esito dell’attestazione di conformità e l’associazione dei lotti.

 

Le nuove sperimentazioni

La sperimentazione si inserisce, del resto, nella prospettiva di utilizzare le nuove tecnologie non solo per i controlli istituzionali, ma anche per una proficua collaborazione fra Amministrazione ed operatori, come peraltro auspicato anche dal Parlamento europeo, in particolare nell’utilizzo della DLT (Distributed Ledger Technology) come uno degli strumenti fondamentali per passare da un modello centralizzato di gestione ad uno distribuito fra tutti gli attori della catena commerciale. Altra frontiera su cui investire, a proposito di controlli istituzionali, è quella della interoperabilità delle banche dati. Negli anni recenti il programma di modernizzazione delle basi informative dall’anagrafe tributaria si è mosso infatti lungo tre direttrici:

a) quella dei processi di integrazione delle banche dati amministrative, che hanno progressivamente consentito di far dialogare una pluralità di fonti informative, di effettuare analisi economiche e statistiche sempre più complesse e di valutare gli effetti delle politiche fiscali in un contesto caratterizzato da fenomeni sempre più interconnessi;

b) quella del rafforzamento quantitativo e qualitativo della capacità di risposta alle domande di informazione statistica attraverso una diffusione sempre più capillare di dati statistici e informazioni online che si basa su tre capisaldi: rilevanza e tempestività dell’informazione statistica; dialogo continuo con le Istituzioni, centri di ricerca e i cittadini; utilizzabilità degli open data con i quali viene trasferita agli utenti la possibilità di rielaborare i dati e produrre informazione statistica in autonomia;

c) quella legata all’impulso impresso alle nuove soluzioni infrastrutturali per l’analisi dei dati, che potranno massimizzare le potenzialità del patrimonio informativo delle banche dati.

L’integrazione di grandi quantità di dati provenienti da diverse fonti informative permetterà così di effettuare analisi di complessità variabile, utilizzando anche algoritmi di machine learning con finalità predittive. E in tale direzione, ad esempio, la già citata ADM, in prima linea in questo processo evolutivo, può contare su una mole davvero rilevante di banche dati, tra cui, solo a titolo esemplificativo: l’ASI (Gestione spedizione informatici dei campioni merci), l’AUDUM Anagrafica Unica Dogane e Monopoli, la Banca dati AEO (Status “operatore economico autorizzato”), la Banca dati ANTIFRODE, COGNOS (sui flussi operativi), e-AD (documento amministrativo elettronico), e-DAS (documento amministrativo semplificato elettronico), e-MVS (Excise Movement Control System), EMCS (movimenti e controlli prodotti soggetti ad accisa), FALSTAFF (merci sospettate di violare diritti di proprietà int.), InDEx/Vies International Data Exchange/Vat Information, LIMS (Laboratory Information Management System), SEED (validazione informazioni comunitarie su Accise), S.TRA.D.A. (Sistema gestione scambio elettronico dati in UE), A.E.S. (Sistema delle Esportazioni Automatizzato), Anagrafe conti di gioco, Sistema Europeo Tracciamento Tabacchi, etc. Una “potenza di fuoco” su cui costruire il futuro.

Larticolo è disponibile anche in inglese

Technology can help reduce tax fraud

*Giovambattista Palumbo, Direttore dell’Osservatorio Eurispes sulle Politiche fiscali.

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