L'opinione

Rien ne va plus

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I Tg di lunedì 5 dicembre – La lunga giornata della politica che segue la schiacciante vittoria del No e le annunciate dimissioni del Premier Matteo Renzi monopolizza tutte le aperture, prendendosi tra i 2/3 ed i 4/5 delle intere edizioni. La “cronaca della crisi minuto per minuto” (Tg4) impegna le scalette, con Mentana che per primo dà la decisione del Presidente Mattarella di “congelare” le dimissioni di Renzi fino all’approvazione della legge finanziaria al redivivo Senato, prevista per questo venerdì.

Molti gli interrogativi di giornata, che si diffondono per tutte le testate: presente su Studio Aperto il “totonomi” sul potenziale nuovo inquilino di Palazzo Chigi (il ministro Padoan, il Presidente Grasso, Del Rio ma anche Romano Prodi). Sul destino politico del futuro ex premier all’interno del suo partito, con la riunione della Direzione spostata a mercoledì, si interrogano con maggiore interesse i Tg delle 20, mentre la discussione sulla legge elettorale interessa maggiormente Tg3 e Tg La7, con quest’ultimo che segnala le spaccature tra le opposizioni: Lega e M5S pronti a votare “subito, quest’ultimo con l’Italicum anche al Senato”, e Berlusconi che invita il Pd a comporre un nuovo governo sotto il quale votare la nuova legge elettorale.

Sul “merito” della sconfitta, se tutte le testate ne ascrivono la responsabilità alla volontà di “personalizzare” il referendum da parte di Renzi, per i Tg Mediaset la vittoria del No viene rivendicata nientemeno che da Berlusconi in persona, la cui nuova discesa in campo avrebbe spostato almeno un 5% dei consensi. A partirne alquanto è l’analisi del voto in sé, di cui solo Tg2 produce il quadro più chiaro differenziato per aree geografiche e tra voto interno e all’estero che, pur irrilevante nella sommatoria generale, è stato per due terzi a favore del sì. Diffusa l’attenzione alle reazioni sullo scacchiere europeo e sui mercati, con tutte le testate (titolo per Tg La7) che segnalano come alle dimissioni di Renzi non sia seguito alcun tracollo delle borse.

Complessivamente una serata dell’informazione più che accettabile, forse anche perché i toni della politica, sia sul fronte dei vincitori che in quello degli sconfitti, sono stati sostanzialmente morigerati. Un’ultima notazione: dopo mesi Renzi per la prima volta non è comparso “in corpore vivo”, se si escludono gli spezzoni del discorso in piena notte con cui ha riconosciuto pienamente la sconfitta.

Concludiamo con un’incursione fuori dal nostro core business, ovvero nel mare grande dei talk che in edizione ordinaria o straordinaria hanno tappezzato l’intero palinsesto delle reti televisive, generaliste e allnews: al centro dell’attenzione l’uscita di scena di Renzi e la fine di una fase, breve ma intensa, della vita politica italiana.

Luca Baldazzi

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