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Osservatorio TG

Tutto in un giorno?

I Tg di martedì 6 dicembre – A questa domanda Mentana risponde affermativamente: fiducia del resuscitato Senato sulla stabilità, Direzione del Pd e dimissioni formali di Renzi nelle mani di Mattarella, tutto in poche ore. Le aperture di tutte le testate presentano lo stesso quadro predefinito, anche se poi il “dopodomani” risulta inevitabilmente indistinto. La “tentazione di Renzi” di andare quasi subito al voto è ripresa da molti e soprattutto da Tg4 che vi contrappone l’attendismo di Berlusconi. Si ha comunque l’impressione che “il pallino” sia ancora una volta nelle mani del Pd, che però con ogni probabilità domani si mostrerà diviso e forse pronto alla rottura definitiva. Renzi sarebbe stato riportato a più miti consigli dal Quirinale, che quantomeno impone i tempi necessari per la riforma elettorale e il presidio delle crisi bancarie. Anche su questo l’analisi dei Tg coincide. Dopo le consultazioni nella giornata di giovedì, l’incarico venerdì sarà ad una figura istituzionale o, nel caso di un compreso in casa Pd, ad un esponente non propriamente renziano, ma certamente non anti renziano. Il ruolo di Mattarella viene sottolineato e riconosciuto da tutte le testate, e questa è “cosa buona e giusta”. TgLa7 fa un po’ il pierino, e segnala che il ritorno alle liturgie e alla prassi d’antan delle consultazioni e degli incarichi, cozza con il clima degli ultimo anni, in politica come in comunicazione. Segnaliamo poi Tg4, che propone una lettura alquanto forzata del rapporto tra No al referendum e presenza di immigrati e profughi in diversi comuni italiani.

Passando in certa misura al altro, Tg5 apre sui dati Istat sulla povertà e riflette sulla sua drammatica presenza al sud, messa in relazione anche con la fortissima vittoria del no. Anche le altre testate aggiornano il quadro di un Paese che soffre, e che la politica non intercetta.

I dati odierni di borsa e spread che premiano Milano e il debito pubblico, sono sintetizzati da Tg5 con la formula “la crisi fa bene alla borsa ed allo spread”. Tg3 va oltre gli slogan e approfondisce in un buon servizio l’orientamento dei poteri finanziari, intervistando Gavazzi.

Passando alla cronaca, la rivolta di un condominio di San Basilio (periferia est della Capitale) contro l’arrivo in un appartamento di una famiglia marocchina è presente su molte testate, compreso Tg1. Il caso è controverso, e non si tratta esclusivamente di una manifestazione xenofobia. Il Tg4 lo illustra nel servizio, ma non si trattiene dall’istinto di titolare su “non vogliamo i negri”.

Sul caso Regeni, in occasione dell’arrivo a Roma del Procuratore de Il Cairo latore di tanta buona volontà ma di poche riscontri concreti, titoli su Tg1, Tg5 e TgLa7. Quest’ultimo produce un buon servizio che riassume la drammatica vicenda e che contribuisce a tener alta lì attenzione e la mobilitazione civile.

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25 aprile 2022, il ritorno della paura

La memoria della riconquista della libertà, avvenuta con la liberazione del 1945, si sovrappone alle immagini della tragedia ucraina che, a distanza di 77 anni, si consuma per le stesse ragioni di allora, i soprusi delle dittature. La “resistenza” in ogni epoca trae forza dal coraggio di vincere le paure.
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