Tanti numeri, grande confusione

I Tg di lunedì 2 marzo.
I Tg di serata “si impiccano” sui dati 2014 della disoccupazione forniti dall’Istat, così come su quelli della pressione fiscale. Già è difficile orientarsi tra pochi decimali di percentuali in più in meno, ma se ci si mette l’approssimazione delle redazioni d’economia la frittata è fatta. Così nei titoli del Tg1 compaiono appaiati il record negativo dal 1977 e la soddisfazione di Renzi per i 130 mila occupati in più. Mediaset va per le spicce e al massimo concede che a gennaio le cose sono andate un po’ meglio. Mentana dà l’interpretazione autentica: bicchiere meo pieno, perché più gente ha cercato lavoro (da qui l’aumento del tasso di disoccupazione) ma più persone lo hanno trovato. Anche sulla pressione fiscale, titolo sparato su Tg4 e Tg5, la matematica appare un’opinione. Tg1 ricorda (seguito da TgLa7) che l’apparente + 0,1% della pressione diventa il suo contrario (-0,3) se si scomputano gli 80 euro per 10 milioni di italiani. Per Tg2 non ci sono dubbi: la pressione fiscale è scesa. Intanto lo spread scende ancora, ma non conquista particolare spazio nei Tg.

Tg1 festeggia la prima trasferta di Mattarella con l’apertura; un Presidente che finalmente parla con i giornalisti – seppure sommessamente – dopo gli incontri di stato con l’omologo tedesco e con la Merkel. Servizi istituzionali sui maggiori Tg.

Per la politica interna al centro dell’attenzione lo scontro in casa Lega (apertura per Tg5) e la vittoria di De Luca alle primarie del Pd campano. Tg1 realizza un’intervista quasi vera con l’ex sindaco di Salerno “decaduto” per la Severino, che – ipotizza correttamente l’intervistatore – rischia di mette in braghe di tela l’intero centrosinistra nel caso di una sua vittoria a maggio, seguita da una ulteriore di decadenza. Per la Lega “tutti con Zaia” per la regione Veneto, ma è difficile immaginare che Tosi incassi il semi-commissariamento della Liga Veneta. Mediaset segnala l’incessante lavorio di Toti & c. per portare Salvini a ragionare sul centrodestra unito (Alfano compreso). Tg3 torna sul sabato romano di Salvini, contrapponendo la Lega antifascista di Bossi del ’94 (che costrinse Berlusconi a inventare la doppia strana alleanza nord-sud con Lega e Fini) e quelle attuale che va a braccetto con Casa Pound.

Il giallo dell’assassinio del leader dell’opposizione anti-Putin a pochi passi dal Cremlino sembra diventare tale dopo le dichiarazioni contraddittorie della sua giovanissima fidanzata ucraina – una testimone oculare che viene ripresa da tutti.

L’elicottero con Renzi a bordo costretto ad atterrare vicini ad Arezzo (forse) per il maltempo è citato da tutti. TgLa7 e Tg2 riportano con evidenza le polemiche di Grillo contro i costi degli spostamenti del premier (il “Renzicottero”).

Tg1 e Tg5 si occupano di più o meno geniali, ma comunque spudorate, truffe ai danni delle assicurazioni auto, a base di radiografie (sempre le stesse) che con la complicità di medici cambiavano solo per l’intestazione del paziente.

Anche Bossetti, presunto omicida di Yara Gambirasio, conquista spazio su tutti, compreso Mentana, per i video che inquadrano il suo furgone per ben 15 volte aggirarsi nei pressi della palestra della ragazza di Brembate nelle ore della sua sparizione.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di domenica 1 marzo 2015

Tg1 – ore 13:30 5.318.000, 27,43% ore 20:00 6.179.000, 23,79%.
Tg2 – ore 13:00 3.124.000, 16,91% ore 20:30 2.213.000, 7,90%.
Tg3 – ore 14:30 1.452.000, 7,69% ore 19:00 2.004.000, 9,19%.
Tg5 – ore 13:00 3.376.000, 18,16% ore 20:00 4.576.000, 17,46%.
Studio Aperto – ore 12:25 1.847.000, 11,55% ore 18:30 1.155.000, 5,96%.
Tg4 – ore 11:30 549.000, 5,12% ore 18:55 892.000, 4,10%.
Tg La7 – ore 13:30 621.000, 3,21% ore 20:00 977.000, 3,75%.

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