Habemus Italicum

di Alberto Baldazzi
4 maggio 2015

I Tg di lunedì 4 maggio – Dopo 14 mesi di percorso accidentato i Tg di serata esordiscono con la nuova legge elettorale, l’Italicum, che, in attesa della firma di Mattarella, si appresta ad entrare in vigore per essere, però, utilizzata non prima dell’estate 2016. Le critiche alla legge appaiono più che fondate, così come assolutamente fondata era l’esigenza di cambiare ciò che resta del porcellum “riveduto e corretto” dalla Corte Costituzionale. Le parole d’ordine delle diverse opposizioni vengono ancora una volta illustrate dalle diverse testate, ma nessuna riassume la storia recente per “ricordare” come e perché si è votata con tanta fretta una riforma che produrrà effetti tra più di un anno. Proviamo a farlo noi. 1) da circa un anno e mezzo la Consulta ha intimato ad un Parlamento in buona parte delegittimato perché eletto con una legge incostituzionale di cambiarla; 2) alla rielezione “forzosa” di Napolitano il vecchio-nuovo Presidente aveva esplicitamente chiesto la riforma; 3) nei 14 mesi e nelle 3 letture intercorse la riforma è stata più volte “riformata” e 3 volte votata ( 2 al Senato e 1 alla Camera), per altro senza voti di fiducia e con l’esplicito appoggio di Forza Italia; 4) le opposizioni che oggi hanno deciso di non partecipare al voto criticano l’Italicum da posizioni tra loro opposte; 5) la minoranza Pd (che oggi si è espressa con 45 “no” nella votazione finale) è legittimamente ma altrettanto chiaramente impegnata in una battaglia interna che poco ha a che fare con i contenuti della legge.
Avremmo molto apprezzato se qualche TG avesse chiarito ai teleutenti questi scarni elementi, ma anche stasera non è successo. Le “regole del gioco” nell’informazione sono così collegate a quelle delle fazioni politiche, così “intestine” e criptiche che anche chi non apprezza i contenuti dell’Italicum per onestà intellettuale non può accodarsi al coro dei contestatori, così come ai peana dei vincitori. Come abbiamo scritto qualche giorno fa non esistono, in politica e nella comunicazione, anime belle, e forse anche per questo ci meritiamo una legge elettorale alquanto brutta. Nei Tg di serata quasi ubiqua la Ministra Boschi, che ovviamente esprime la massima soddisfazione e minimizza le tensioni interne al Pd.
In attesa che “battaglia finale” si sposti al Senato per le riforme costituzionali, l’altro tema che “divide” e attira telecamere e servizi è la presentazione della giornata di sciopero della scuola contro la riforma di Renzi. Molti servizi, molti professori e sindacalisti della scuola intervistati, ma se il problema si risolve con il sì o con il no al Preside-Sceriffo – come in sostanza danno a intendere i Tg – stiamo proprio messi male.
Facendo un passo indietro, su tutte le testate le cronache del dopo-scontri a Milano. Paradossale l’editoriale di Liguori su Tg4 che accusa Viminale e vertici della sicurezza di aver usato atteggiamenti diversi: pavido con i black block e duro con i contestatori di Renzi a Bologna. Da notare, però, lo spazio relativamente contenuto alla mobilitazione civica dei milanesi che avrebbe meritato servizi più ampi. La “spiegazione” fa riferimento a quanto sopra esposto: buona parte della politica e dell’informazione sono così lontani dalla realtà che, ad esempio, risolvono il problema della sicurezza attaccando extracomunitari e rom, o non “colgono” qualcosa che è fuori dagli schemi perché non riferibile a questo o a quel potentato. E’ il caso delle spugne e le ramazze al centro di Milano, che ci sono piaciute moltissimo e segnalano come l’Expo sia stata “adottata” dagli italiani. Il corteo semi-spontaneo e “apolitico” dei 20 mila è una delle poche buone notizie emersa dalla pancia del Paese.

Dati auditel dei TG di domenica 3 maggio 2015

Tg1 – ore 13:30 4.970.000, 27,00% ore 20:00 5.480.000, 25,47%.
Tg2 – ore 13:00 2.733.000, 15,58% ore 20:30 1.991.000, 8,14%.
Tg3 – ore 14:30 1.388.000, 7,77% ore 19:00 1.787.000, 10,58%.
Tg5 – ore 13:00 2.812.000, 15,93% ore 20:00 3.511.000, 15,99%.
Studio Aperto – ore 12:25 1.582.000, 10,62% ore 18:30 1.127.000, 7,84%.
Tg4 – ore 11:30 805.000, 8,24% ore 18:55 765.000, 4,61%.
Tg La7 – ore 13:30 523.000, 2,85% ore 20:00 1.015.000, 4,67%.
Fonte:www.tvblog.it