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Osservatorio TG

Cox – Neonazisti, estremisti e segregazionisti

I Tg di venerdì 17 maggio – Chi non viene conquistato dall’orgoglio Azzurro – di cui parleremo più avanti –, è il caso Tg1, Tg3, Tg La7, sceglie di tornare in apertura sull’omicidio della deputata laburista Helen Cox. Oltre a segnalare l’atteggiamento trasversale di tutte le forze politiche britanniche che hanno deciso la sospensione della campagna referendaria anche per la giornata di domani, alcune testate approfondiscono l’identità dell’assassino; uno “spostato”, certo, ma saldamente legato ai movimenti neonazisti e segregazionisti americano e sudafricano.

Tg3 è quello che riporta a galla i numerosi casi in cui il neonazismo negli ultimi anni ha fatto vittime in America come in Europa: Atlanta negli Stati Uniti, Breivik in Norvegia ed oggi in Gran Bretagna. La riflessione che almeno per noi si impone, è che i punti di contatto dei vari estremismi che attaccano la pacifica convivenza, dall’integralismo islamista all’esplosione del razzismo omicida, all’ideologia individualistica che considera “uomo” solo chi è corredato da una colt o da un mitragliatore, hanno molti elementi in comune, anche se si incanalano in solchi apparentemente diversi, se non opposti. Spostando lo sguardo sulle reazioni nel sistema finanziario del Vecchio Continente, l’intuizione se vogliamo “scontata” di Tg La7 di ieri sera torna “in chiaro” su molte testate, dopo aver fatto mostra di sé su tutti i siti di informazione: le borse hanno letto l’omicidio di Helen Cox come un aiuto ai fautori della permanenza della Gran Bretagna nella UE. “Lacrime e cinismo, le borse fanno boom”: questo è il commento nel titolo di Tg4.

Dicevamo dell’orgoglio azzurro, che conquista l’apertura su i tre tg Mediaset ma anche su Tg2, oltre che mezz’ora di spazio su Tg4. Che l’oriundo Eder abbia portato l’Italia agli ottavi dei campionati europei con una giornata d’anticipo fa piacere a tutti. A noi però piace segnalare che Tg1, Tg3 e Tg La7 hanno più correttamente deciso di parlare di calcio nella parte finale delle edizioni.

Una campagna per i ballottaggi mai decollata si spegne nelle ore che precedono il silenzio elettorale. L’unico “condimento” presente sulle testate Rai e più ampliamente su Tg La7 è la scoperta di una mancata comunicazione reddituale della candidata Raggi nella precedente Consigliatura di Roma Capitale. Il Pd attacca e, certo, per le regole M5S il fatto sarebbe grave, ma fra poche ore calerà il silenzio e, con ogni probabilità, i duri scambi di oggi non avranno effetto sull’elettorato.

La pubblicazione sul sito di un giornale americano di un video relativo alla morte di David Rossi tre anni fa sotto la sede centrale di Monti Paschi di Siena permette a Mediaset di riproporre i dubbi relativi al suicidio, che per altro hanno motivato la riapertura della inchiesta. Per i Tg Rai e, soprattutto, Tg La7 i dubbi persistono ma Mentana chiarisce che il video era già in possesso degli inquirenti e “non aggiunge nulla” al giallo della morte del responsabile relazioni esterne di MPS.

Passando agli esteri, Tg La7 dà in diretta la notizia della riconquista da parte delle forze irachene del centro di Falluja. Sempre per gli esteri, Tg4 e Tg La7 segnalano la decisione della Federazione Internazionale di Atletica Leggera di annullare la presenza nei prossimi giochi olimpici della rappresentanza russa per “doping di stato”: un altro elemento di tensione che rimanda ai tempi di quella Guerra Fredda che proprio oggi Renzi a San Pietroburgo ha smentito come realtà e, soprattutto, come prospettiva della diplomazia europea. La trasferta russa dl premier italiano è nei titoli per Tg1, Tg5 e TgLa7 e nei servizi per le altre testate Rai, “Pacta sunt servanda”, ha ribadito Renzi parlando davanti a Putin della crisi ucraina, ma le sanzioni sono un armamentario da superare nel tentativo di recuperare buoni rapporti continentali. Per Mentana una manifestazione di real politik, “condita” dal bottino di affari portati a casa dall’Italia soprattutto nel settore energia.

Chiudiamo segnalando lo spazio dato da Tg1 alla dura presa di posizione di Medici senza Frontiere contro le attuali politiche europee di respingimento e l’accordo tra Ue e Turchia. La grande organizzazione umanitaria non accetterà più ipocriti contributi da quegli stati (quasi tutti) che regalano qualcosa per mondarsi la coscienza dalla voglia matta di tenere lontani i profughi senza se e senza ma.

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