I quattro “statisti”

I Tg di venerdì 16 giugno – Chissà se è “per caso”, o se per una più o meno consapevole intuizione, che TgLa7 questa sera ci ha offerto nella prima parte della sua edizione una carrellata di quattro uomini “di stato” che incarnano il passato, il presente e, temiamo, il futuro prossimo della politica tra Europa, America e Medio Oriente. Mentana è partito con gli ulteriori guai di Trump che – udite,udite! – dovrebbe rappresentare la nuova leadership mondiale per il prossimi 3 anni e mezzo, e forse per i successivi 4. Forse l’impeachment allontanerà da noi questo amaro calice. Tgla7 è poi passato a Al Bagdadi, l’uomo che solo 4 anni fa à proclamato la rinascita del Califfato, ovvero dello stato degli eredi di Maometto, e che forse è rimasto ucciso vicino Raqqa da un bombardamento russo. Il terzo politico, l’unico “vero” è Koll, scomparso a 87 anni dopo aver riunificato la Germania e dato slancio al progetto europeo. L’ultimo politico inquadrato è Teresa May, nuova anch’essa ma come il suo predecessore Cameron vero emblema di una politica inconsistente, pericolosa e autolesionista, che anche oggi è stata vivamente contestata dal popolo londinese che ha protestato sotto il grattacielo andato a fuoco. Non rischiamo di vederla a lungo a Downing Street.
In questa interessante carrellata si tocca con mano quanto flebile e/o drammaticamente pericolosa sia la classe politica che governa oggi l’Occidente, e quella che tenta di ricacciare con un progetto criminale e integralista il mondo islamico in un nuovo Medio Evo. La consolazione è che nella storia rimarrà solo uno dei 4, l’anziano Koll, mentre gli altri 3 finiranno (o sono forse finiti) in un immondezzaio che della storia non ha nemmeno una lontana dignità. Bene ha fatto Tg2 a aprire e presentare lunghi servizi proprio su Koll, il dominatore di un ventennio europeo – l’ultimo del ‘900 – durante il quale non è stato amato (all’estero e, poi, dopo la riunificazione, neanche all’interno), un ventennio in cui la politica ha ancora contato.
Passare da Koll alla diatribe della politica italiana, a Grillo, Alfano, Salvini e Renzi, è assai arduo. Comunque i Tg di serata ci segnalano più o meno trasversalmente che Salvini dopo i ballottaggi i 5 Stelle li vuole incontrare, mentre questi negano l’evidenza del riavvicinamento sul tema immigrazione e ius soli e, quindi, la possibilità di convergenze.
Rimanendo alla politica, i Tg Mediaset danno ampio spazio a Berlusconi (presente anche sulla Rai). Tg5 propone una riflessione affidata a Sansonetti (Direttore del Dubbio) apparentemente filo renziana ma, sostanzialmente anti salviniana. Il concetto è il seguente: i quarantenni che promettevano rottamazioni e nuovi scenari politici, stanno tutti fallendo, con l’eccezione del “dignitoso” Renzi.
L’attenzione al meteo e al “caldo di stagione” travalica i consueti confini dei minori Mediaset, e sub specie allarme per la siccità e danni in agricoltura è molto presente sulla Rai.

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