L'opinione

Marino. La corda spezzata

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I Tg di giovedì 8 ottobre – Alla fine il logorio ha spezzato la corda: in apertura sui Tg delle 20 le dimissioni annunciate dal Sindaco di Roma Ignazio Marino, al termine di una lunga giornata passata in trincea contro tutto e tutti. Il sindaco “tenace”, riuscito a sopravvivere ai colpi di bazooka di una politica e di una informazione che lo ha, a ragione o a torto, assediato per tutta la durata della sua carica, cade sulla buccia di banana delle presunte cene private spacciate per eventi istituzionali e pagate con la carta di credito del Comune. I Tg, ovviamente, non possono che dedicare gran parte delle scalette ad una sorta di telecronaca diretta, con Studio Aperto e Tg4 che vi dedicano più di metà edizione (ben 9 i servizi per Tg4, con editoriale di Paolo Liguori e contorno di interludi satirici). E’ il Tg3 il fortunato di giornata che riesce a fine edizione a dare in diretta l’agenzia delle dimissioni. Tg1 dedica un titolo alla parabola della “Marineide”, dal viaggio in America ai conti delle trattorie romane; Tg5 ci offre un primo editoriale fuoricampo, seguito, a fine edizione, da un altro molto più ironico e fustigatore delle defaiances del politico, accostate ai difetti dell’amministrazione capitolina. Mentana legge invece da studio la “Lettera ai Romani” del sindaco, molto dura anche nei confronti del Pd, commentando “come nessun esponente dei molti e frastagliati movimenti politici italiani abbia finora speso una parola di sostegno per il sindaco dimissionario.” Le cronache più puntuali le troviamo su Tg2 e TgLa7.

Marino è stato un politico “alieno” sotto tutti i punti di vista, e questo lo ha immediatamente reso un corpo estraneo sia nel tessuto politico istituzionale che per le dinamiche del mondo della comunicazione, che si è sentita per questo legittimata ad indagarne (più spesso a condannarne) vizi e limiti reali o presunti. Anche il Papa ha contribuito, e nessuno ancora ha spiegato i motivi reconditi. Poi è arrivata la “buccia di banana” su cui da pochissime ore indaga la Procura di Roma. Ma questa è già un’altra storia.

Nei residuali tempi contingentati, niente di nuovo sul fronte della riforma costituzionale, che procede senza intoppi e con il Pd “forzato” all’accordo interno e le opposizioni sfaldate.

Le frizioni tra Russia e Nato restano sui titoli dei Tg delle 20, ma godono di spazi stavolta molto più ristretti. Aumenta, invece, l’attenzione per l’ennesima escalation di violenza in Medioriente: “l’Intifada dei Coltelli” è titolo per Tg5 e Tg La7 e servizio per Tg2 e Tg3.

L’inchiesta sui rapporti tra mafia e potere finanziario che vede tra gli altri coinvolto il vicepresidente di Unicredit Palenzona gode di ampio spazio su Tg la7 e Tg3, mentre è assente sulle altre testate.
Le immagini impietose di un Duilio Poggiolini, che, da ricco e potente magnate corrotto della sanità italiana, viene ritrovato povero e abbandonato ospite di una casa di riposo abusiva scoperta oggi a Roma, sono riprese da Studio Aperto, Tg4 e Tg1.

Nei giorni scorsi le assegnazioni dei Nobel avevano goduto di poco spazio e scarsa attenzione su gran parte dell’informazione di serata. L’assegnazione di quello per la letteratura alla scrittrice biellorussa Svetlana Aleksievic, saggista nota per le sue posizioni anti- Putin, campeggia sui titoli ed è servizio per i Tg Rai e Tg La7.

Dati auditel dei Tg di giovedì 8 ottobre 2015

TG1 ore 13:30 3.759.000, 22,89%; ore 20:00 6.004.000, 24,96%.
TG2 ore 13:00 2.703.000, 17,92%; ore 20:30 2.052.000, 7,81%.
TG3 ore 14:30 1.609.000, 10,87%; ore 19:00 1.867.000, 11,05%.
TG5 ore 13:00 3.371.000, 22,09%; ore 20:00 4.677.000, 19,18%.
STUDIO APERTO ore 12:25 1.626.000, 13,69%; ore 18:30 810.000, 6,28% (PP) e 712.000, 4,48% (SP).
TG4 ore 11.30 455.000,7,05 %; ore 18:55 736.000, 4,59%.
TG LA7 ore 13:30 571.000, 3,48%; ore 20:00 1.303.000, 5,39%.

Fonte:www.tvblog.it

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