Se Roma piange, Milano non ride

I Tg di venerdì 16 dicembre – Il “terremoto” (Tg La7) che investe le amministrazioni delle due più importanti città italiane, con l’arresto per corruzione di Raffaele Marra, capo del personale del Campidoglio e braccio destro di Virginia Raggi, e l’auto-sospensione del sindaco di Milano Giuseppe Sala, indagato all’interno dell’inchiesta sugli appalti per l’Expo, domina le aperture occupando oltre sui Tg delle 20 oltre metà edizione. La bufera che s’abbatte sulla giunta romana, con le tensioni tra gli ex membri del direttorio e la Sindaca Raggi, che chiede scusa ma va avanti, sono il principale oggetto di indagine di tutte le edizioni, con Tg La7 e Tg2 che producono i migliori approfondimenti. L’inchiesta sulla “piastra” Expo, seguita con continuità nelle settimane passate dal solo Tg La7, gode stasera, tutto sommato, di spazi contenuti, dovuti forse sui Tg Mediaset anche all’assenza dei “consueti” strali delle opposizioni, che se dopo i fatti di Roma invocano le dimissioni della Sindaca, a fronte dell’inusuale decisione di Sala – l’istituto dell’autosospensione, di fatto, non esiste – hanno manifestato un certo “fair play”.

Passando di tempesta in tempesta, grande spazio all’incontro tra il ministro Calenda ed i vertici di Vivendi in merito alla “scalata ostile” di Mediaset da parte del gruppo francese, mentre continuano le levate di scudi da parte di personalità politiche e no. In un buon servizio Tg La7 ci illustra come, a difesa dell’italianità di Mediaset, potrebbe arrivare proprio la legge Gasparri, che in potrebbe impedire il contemporaneo controllo della stessa Mediaset e di Telecom, e che ora si rischierebbe di realizzarsi sotto Vivendi. Spazio risicato, inevitabilmente, al primo incontro istituzionale del neo premier Gentiloni (alto comunque sui Tg Rai) che, ospitando il presidente della Columbia, avanza critiche sulle insulse “guerre di parole” che affollano la nostra politica. Su questo fronte, presente su Tg3 il Presidente dell’Anac Cantone, che ribadisce la necessità di portare avanti le indagini e le attribuzioni di responsabilità, ma quasi “giura” sulla correttezza di Sala.

L’esodo dall’inferno di Aleppo, vessato dagli ennesimi scontri, continua ad esser presente su tutti, con quelli Rai che vi dedicano le maggiori coperture. Il dramma della bambina di 8 anni usata come kamikaze a Damasco è presente su molte testate fin dai titoli, con Tg4 che lo ricollega al 12enne che progettava una strage in Germania.

Segnaliamo l’attenzione data da Studio Aperto al caso della 14nne svenuta in classe perché “non mangiava da due giorni”, una realtà d’indigenza spesso taciuta dalla stesse famiglie che la patiscono.

Concludiamo stasera sul ritorno di una presenza di cui, onestamente, non sentivamo la mancanza: il disturbatore Paolini, che al grido di “questa è democrazia” ha dato il tormento alle dirette di Tg La7 e Tg2, sino a suscitare questo frustrato commento da parte di Mentana: “Se questa è democrazia, a qualcuno verrà voglia di dittatura”.

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