L'opinione

Le aziende ringraziano i profughi

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I Tg di martedì 27 ottobre – Ieri avevamo segnalato l’attenzione “a macchia di leopardo” sul tema rom che i Tg (alcuni più di altri) mostrano seguendo ognuno la propria linea editoriale. Anche stasera notiamo che su di un’altra questione centrale nella comunicazione, quella dei profughi, le diverse testate – come è sempre legittimo – si comportano come ritengono più opportuno. Un esempio? Le notizie allarmanti sul flusso dei profughi, sulle difficoltà dell’accoglienza, sulla presunta conseguente insicurezza degli italiani, hanno campeggiato per mesi su tutti, e in particolare sulle testate Mediaset. Nella serata in cui i 3 Tg Rai e La7 “aprono” sulla buona notizia del probabile ok di Bruxelles ai 3 miliardi abbondanti di “sforo” per la legge di stabilità come riconoscimento degli sforzi per l’accoglienza (data per certa da Mentana), a Cologno Monzese la notizia risulta non pervenuta, se si escludono pochi secondi da studio su Tg5. E questo malgrado quello spazio economico sarebbe utilizzato per la riduzione dell’Ires alle aziende. Come dire: sull’immigrazione non sono possibili buone notizie, neanche “di rimbalzo”.

Ma questo è un Paese in cui la retorica la fa da padrona, e così il caso del bravo cittadino ucraino ucciso a fine agosto da due malviventi perché tenta di impedire una rapina in un supermercato del napoletano, anche su Mediaset diventa meritevole d’attenzione, tanto più nel giorno in cui viene reso pubblico il video dell’eroico tentativo finito tragicamente. En plein su tutte le testate, sempre più trascinate ad usare immagini shock per riempire le scalette.

La sentenza del Consiglio di Stato che dà ragione ai prefetti che impugnano i registri comunali delle unioni omosessuali, rinfocola le polemiche, tanto più che il magistrato estensore ha manifestato pubblicamente la sua contrarietà alle unioni non etero. Sarebbe meglio, forse, prendersela con il Parlamento, e con i ritardi nel varo della legge che (sempre forse) vedrà finalmente la luce nei prossimi mesi. Titoli su tutte le testate, con TgLa7 che si esprime sulla gratuità e inevitabilità delle polemiche: dalla “toghe rosse” alle “toghe conservatrici”.

I due assassinati a Roma a colpi di pistola (presenti su tutti) fanno parlare Tg4 di “Capitale violenta”, riecheggiando titoli di film in voga negli anni ’70.

TgLa7 dà spazio a due notizie che non compaiono sugli altri: l’elenco dei “diffidati” e degli “squalificati” nelle Aule parlamentari, con assonanze con quello dei “cattivi” del calcio; l’allontanamento da Palermo della magistrata che si occupava della gestione dei beni sequestrati alla mafia (se ne era occupato nei giorni scorsi Tg5) che avrebbe commesso numerose scorrettezze, tra cui quella di aver fatto per anni la spesa in un supermercato strappato all’economia criminale senza mai passare per le casse.

Chiudiamo segnalando l’ottimo approfondimento del Tg2 a 40 anni dall’omicidio di Pier Paolo Pasolini: non solo la riproposizione del giallo della sua morte, ma una seria ricostruzione delle tante intuizioni nella lettura della società italiana degli anni ’60 e ’70 da parte dei uno dei più grandi intellettuali del ‘900.

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