Osservatorio TG

L’Enrico furioso

I Tg di giovedì 25 febbraio – Con 173 sì, 71 contrari e nessun astenuto, la fiducia sul maxiemendamento sulle unioni civili si impone in apertura a tutti i Tg. Al voto, ai retroscena ed alle polemiche dentro e fuori l’Aula ciascuna testata dedica almeno un terzo della scaletta, con Tg3 e Tg La7 che superano la metà. Per i Tg Mediaset questa legge è una soluzione di ripiego che scontenta tutti, e che ha palesato come il governo non possegga una maggioranza al Senato senza l’aiuto di 18 senatori verdiniani, con Tg4 che “incorona” Alfano e, appunto, Verdini i soli “vincitori” di giornata: una volta tanto a ragione.

Ma al di là dei numeri, dei tecnicismi e delle menomazioni (leggi stepchild adoption) molti segnalano che si è compiuto un ulteriore passo avanti per adeguare la legislazione nazionale alle norme sui diritti civili volute dalla Corte di Strarburgo. Diritti che, a tutt’oggi, frange della politica disconoscono appellandosi a nozioni settecentesche. Le parole del ministro Alfano che, definito lo stralcio della stepchild un “regalo per l’Italia”, ha rincarato la dose parlando di “un intervento per evitare una legge contro natura”, scatenano l’indignazione di molti e di tutto il Pd, ripresa ampiamente dai Tg Rai. Ma a mettere i piedi nel piatto è un durissimo Enrico Mentana che si prende la briga di demolire le frasi del ministro, parlando di un Alfano che “l’ha fatta fuori dal vaso” e di concetti che “riportano indietro”. “Contro natura” è per il direttore di Tg La7 una frase senza senso:“Il mondo è andato avanti, e qualcuno non se ne è accorto” commenta un Enrico quasi furioso, dando ancora la prova di un giornalismo di alto profilo di cui oggi il panorama della comunicazione non abbonda.

Passando all’Europa l’allarme del Commissario per gli affari interni Avramopoulos su “frontiere che rischiano di scoppiare” e su “Schengen a cui restano 10 giorni di vita”, occupano titoli e servizi su Tg3, Tg2 e le testate delle 20. Buone le coperture di quelli Rai, con Tg La7 che vi affianca un lungo reportage dalle zone sgomberate del campo di Calaìs. Sempre Tg La7 è il solo a titolare sul quasi certo e imminente intervento militare italiano in Libia (servizi per Tg1, Tg2 e Tg5).

Il sit-in di protesta davanti all’ambasciata egiziana a Roma, ad un mese dalla scomparsa di Giulio Regeni, si accompagna nei servizi di tutte le testate all’ “ennesimo depistaggio” (Tg5) compiuto dalle autorità dei Il Cairo sulle cause della morte del giovane ricercatore. Una buona, riuscita e rara manifestazione della società civile

Segnaliamo due interviste. La prima del Tg1 al nuovo Presidente della Consulta Paolo Grossi che, tornando alla sentenza di ieri che ha abrodgato la “legge antimoschee” voluta dal giunta Maroni in Lombardia, ha commentato che “si è trattato di un intervento a tutela della giurisdizione italiana e dei diritti dei cittadini..” che, con quella legge, “…la Regione Lombardia discriminava”. Su Tg5 a prendere la parola è il Presidente dell’Anac Cantone che denuncia come ben 50 milioni di euro di fondi disponibili per la lotta alla corruzione non possano, nei fatti, venire adoperati per lungaggini burocratiche.

La copertura del Tg3 sulle prossime elezioni presidenziali in Iran, le prime post sanzioni, propone interessanti riflesioni sulle contraddizione di un paese in cui l’omosessualità è un reato punibile con la morte ma in cui cambiare sesso è consentito ed anzi assistito dallo stato. Presente anche sul Tg1.

Le nuove inchieste sulle “case fantasma”, scoperte da Le Iene, che amplificano lo scandalo romano di affittopoli, ottengono ampio spazio su Tg4 e tg5, mentre il Tg2 dedica il proprio approfondimento alle fasce bisognose che “occupano” edifici non utilizzati nella Capitale.

Sempre su Roma, gli scontri e gli accoltellamenti nel centro storico tra ultras della Lazio e tifosi turchi riceve titoli dai Tg delle 19 per poi “abbassarsi” nelle scalette di quelli delle 20. Immagini completamente diverse da quelle del bambino afghano che con la sua maglietta dell’Argentina ricavata dal padre da una busta di plastica aveva commosso il mondo del calcio. Oggi ha ricevuto dal suo idolo Messi una maglia vera, e la sua felicità ha goduto “facili” titoli e “teneri” servizi sulle testate Mediaset e Tg1.

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