Osservatorio TG

Unioni Civili – “Limate, ma non troppo”

I Tg di mercoledì 24 febbraio – Apertura per Rai, La7 e Tg5 sull’accordo raggiunto all’interno della maggioranza per il maxiemendamento sulle unioni civili. Il voto di fiducia con il quale il governo intende blindare un testo “limato ma non troppo” (Tg3) che dovrebbe passare domani o venerdì, viene “ufficializzato” da Tg La7, con Mentana che però commenta a braccio come le ultime modifiche (stralcio della norma sull’obbligo di fedeltà) appaiano “ipocrite”. Ospite sul Tg3, la senatrice Cirinnà rassicura invece che la legge, fatta eccezione per l’espunta stepchild adoption, sia uscita “indenne” dall’operazione politica di ricompattamento della maggioranza. Renzi ribadisce che, ad ogni modo, si tratta di una legge di portata storica che riconosce diritti a tanti soggetti che per troppo tempo non ne hanno potuto godere.

Alle rivelazioni di Wikileaks sulle intercettazioni al Governo Berlusconi va l’apertura di Studio Aperto e Tg4. L’intervento della ministra Boschi alla Camera, che ha definito “inaccettabili” queste condotte da parte di un governo alleato come quello degli Stati Uniti, figura in primo piano su tutte le testate. L’ipotesi del complotto ai danni di B., rifiorita ieri sulle testate Mediaset, viene rilanciata nei servizi di Tg4 ed arricchita da Tg5 con una nuova, immancabile intervista al giornalista americano Alan Friedman. Tg La7 affronta questa vicenda a nostro avviso nel modo più efficace, mettendo da parte le “teorie cospirazionistiche” e concentrandosi sul “perché” e sul “per quanto” gli americani abbiano sentito bisogno di spiarci.

La bocciatura da parte della Consulta della cosiddetta “legge anti moschee” emanata dalla Regione Lombardia è titolo su Tg1, Tg3, Tg4 e Tg La7. “Un intervento dovuto per tutelare la libertà religiosa nel nostro Paese” ha motivato il nuovo Presidente della Corte Costituzionale Grossi, rispondendo con toni pacati ai più esacerbati commenti arrivati dal presidente Maroni e da Matteo Salvini: “la sinistra esulta. Allah Akbar!” e “una consulta islamica”. Una frustrazione forse eccessiva, e che non trova nemmeno riscontro sulle testate amiche, che sviluppano servizi corretti.

Titolo per Tg La7, collegamenti e servizi sui Tg Rai e Tg5, per il coinvolgimento “quasi diretto” dell’Italia nello scenario della guerra in Libia. Alle cronache della riconquista di Bengasi (servizi di Tg1 e Tg3), si affianca il sospetto che forze militari francesi stiano già operando “a terra” in logica anti Isis da almeno un mese, un fatto che, se di confermato, “sarebbe un preoccupante dejà vu” (Tg la7).

Le nuove ipotesi avanzate dal governo egiziano che parlano di “ vendette private” per la morte di Giulio Regeni, scatenano le ire del ministro Gentiloni e vengono accolte da tutte le testate come “l’ennesima pista fuorviante” (Tg5) e “provocatoria” (Tg La7).

Sul fronte immigrazione, il Belgio che chiude (unilateralmente) i suoi confini sul versante francese è ripreso da Tg1 e Tg La7. Buone le coperture del Tg la7 sull’imminente sgombero del campo profughi di Calais, che “potrebbe far esplodere la nuova bomba immigrazione in Europa”.

La schiacciante vittoria del candidato repubblicano Donald Trump alle primarie in Nevada riecheggia sul nostri media con 3 titoli (Tg3, Studio Aperto e Tg La7) ed ampi servizi. Tutte le testate registrano il passaggio del tycoon “candidato assurdo” a “probabile vincitore”. Se Tg5 aveva in passato mostrato simpatia per il miliardario, stasera a caldeggiare l’ascesa di Trump è Studio Aperto, celebrando le sue esternazioni “popolari e provocatorie”.

Segnaliamo in chiusura come, in anni in cui i nostri dizionari vanno “sfoltendosi” e a riempirsi di sempre più anglicismi, il fatto che un bambino di terza elementare possa “inventare” una nuova parola e, grazie alla sua maestra ed ai supporti informatici, diffonderne in meno di un giorno l’uso, sia un piccolo evento comunque significativo. “Petaloso”, questo il nuovo aggettivo coltivato dalla fantasia di un bimbo di Ferrara e “grammaticalmente corretto” secondo l’Accademia della Crusca ha ottenuto titoli e servizi da parte di 6 delle 7 testate. Forse perché in giornata ne ha parlato anche Renzi.

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