L'opinione

Libia – Calma e gesso

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I Tg di venerdì 4 marzo – Ieri le due vittime italiane, questa sera i due colleghi liberati, riportano le aperture dei Tg a Sabrata. Gino Policardo e Filippo Calcagno ce l’hanno fatta, dopo quasi 8 mese di prigionia e a poche ore dalla scoperta dei cadaveri dei due colleghi della Bonatti che, come loro, lavoravano alle infrastrutture degli impianti petroliferi in Libia. Nei servizi di tutte le testate alla gioia delle famiglie dei liberati si accompagnano le domande dei famigliari dei due morti, che sulle testate Mediaset, e soprattutto Tg4, assumano i consueti toni di attacco al governo che non sarebbe intervenuto efficacemente. Ma come nella serata di ieri alla cronaca seguono dopo pochi minuti gli interrogativi sul “che fare”. Mentana nei titoli parla di un “forte dietrofront” da parte di Renzi, che ha derubricato le notizie sull’imminente intervento militare dei giorni scorsi a “indiscrezioni della stampa”. Le cautele mostrate dal premier sono riprese da tutte le testate. Tg5 giustappone lo stop del governo alle dichiarazioni bipartisan di Prodi (di ieri) e di Berlusconi che oggi torna a dichiararsi contrario all’intervento. Chi l’intervento lo dà per scontato è l’ambasciatore americano in Italia che sul Corriere ha “dato i numeri”: 5.000 militari italiani pronto ad intervenire (Tg1, Tg5 e Tg La7). Peccato che Palazzo Chigi smentisca. Intanto su Tg3 l’ambasciatore libico assicura che dal caos del suo paese sta emergendo finalmente il governo unitario. Non sappiamo come finirà ma, certo, la guerra è un’opzione che non ha mai prodotto soluzioni giuste e durature, senza parlare del prezzo di sangue che esige e provoca. Quello che ci vuole è “calma e gesso”, accompagnato da un dibattito interno che rispetti la gravità della situazione. Il governo al momento sembra ben orientato.
Per gli esteri continua sui Tg Rai una buona copertura con la situazione ai confini tra Grecia e Macedonia, a pochi giorni dall’ennesima “riunione decisiva” in ambito Ue. Anche TgLa7 torna ad occuparsene, mentre Tg5 propone un buon servizio sui 400 minori non accompagnati presi in carico dalle associazioni di volontariato a Calais.
I nuovi dati dell’Istat che lasciano intravedere per il 2016 una crescita meno gracile, fanno brindare Via XX Settembre, e trovano ampio spazio soprattutto su TgLa7 che, per altro, torna sui problemi del sistema bancario (accorpamenti difficoltosi e difficoltà di Carige) affibbiando una parte delle colpe dei ritardi nelle ristrutturazioni bancarie all’”occhio” troppo vigile e interessato delle istituzioni finanziarie tedesche.
Tornando alla politica “dei partiti”, Mediaset dà ad intendere che dopo l’odierna uscita di Berlusconi a fianco di Bertolaso, per Roma tutto sarebbe ok; smentita da Tg2 e TgLa7 che riportano le dichiarazioni contrarie di Salvini delle ultime ore.
Tanta cronaca stasera e, soprattutto “trasversalmente”. Le dichiarazioni in aula dell’imputato Bossetti rimbalzano su tutte le testate, comprese quelle in genere non “votate” alla cronaca criminale. Il processo per l’omicidio di Yara è nei titoli per tutti, tranne Tg2.
L’ex Presidente Lula, interrogato in Brasile nell’ambito di un’inchiesta sulle tangenti petrolifere alla politica, è nei titoli dei Tg Rai e di La7. Tg2 riferisce che gli inquirenti brasiliani hanno preso a modello per loro indagini il po

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