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Osservatorio TG

Roma. “Dimissione compiuta”

I Tg di lunedì 12 ottobre – Cosa fatta, capo a. Con le dimissioni formalizzate oggi dall’ormai ex Sindaco di Roma Ignazio Marino si chiude il tormentone che, in mancanza di altri spunti dall’agone politico, aveva intasato i Tg delle scorse settimane. L’addio al colle del “chirurgo prestato alla politica” è raccontato dalle testate Mediaset senza infierire oltre, con Tg4 che sembra voler subito voltar pagine per lanciare la campagna elettorale del centro destra. Anche Mentana parla delle “dimissione compiute” – che riprendiamo nel titolo – e le liquida con un servizio tranquillo. Tg3, Tg1 e Tg2 si soffermano invece sul “domani”; il vuoto lasciato da Marino, con la Capitale rimasta senza briglie ad meno di due mesi dall’inizio del Giubileo Straordinario, sono incognite non facilmente archiviabili.

I dati dell’inps che attestano un aumento di 319 mila nuove assunzioni a tempo indeterminato rispetto al 2014 – apertura su TG1, titoli su Rai e La7 – sono per Mentana dati incontestabilmente buoni. Non potendoli contraddire, le testate Mediaset semplicemente li omettono. Sempre i Tg di Cologno Monzese stasera bucano l’avvio della discussione sulla Legge di Stabilità, ampiamente coperta ed analizzata da tutti gli altri. Unica eccezione Tg4 che, affondato il sindaco “dragamine”, può nuovamente scaricare le proprie batterie sul governo e la “portaerei Renzi”, colpevole di aver stralciato i propositi sulla flessibilità delle pensioni, rinviata al 2016. I Tg Rai affrontano questo passo indietro da posizioni certo non ostili al governo, affiancando alle misure previste da Palazzo Chigi (abolizione della Tasi, tagli sulle tasse) l’avviata privatizzazione delle Poste. La spaccatura sulle unioni civili nella maggioranza figura tra i servizi dei Tg Rai e di La7 mentre latita – stranamente – tra i servizi delle testate Mediaset. TgLa7 legge la bocciatura della finanziaria spagnola da parte dell’Europa come un monito anche per l’Italia.

L’arresto dei presunti killer di Cocò, il bambino “ucciso come un boss” dalla’ndrangheta, e che sarebbe stato usato dal nonno come “scudo umano”, è apertura per Tg5 e titolo per tutti. Il Tg di Clemente Mimun vi dedica un buon servizio che ripercorre la storia delle azioni mafiose contro i minori e ricorda quando l’“onorata Società” non toccava donne e bambini. Ma forse anche questa è una leggenda metropolitana.

Restano alti su tutti i Tg i molti focolai di crisi per il Medioriente: il day after della strage di Ankara, l’acuirsi delle violenze in Israele e Cisgiordania per quella che oramai per tutti è diventata la “terza Intifada”, la guerra in Siria e Libia; molti gli approfondimenti e i servizi.

Tg3, Tg5 e Tg1 riprendono, anche se a fine edizioni, il forte monito del Presidente di Mattarella nei confronti delle politiche attuate dell’Europa sull’immigrazione “totalmente superate”. La dura presa di posizione del Capo dello Stato avrebbe probabilmente meritato spazi ben più ampi.

Chiudiamo su due buoni servizi Rai. Il primo, del Tg3, riguarda un caso di “buona sanità” in un ospedale di Bologna che adotta tecniche innovative e d’avanguardia contro le malattie senili. Quello del Tg1, invece, ci racconta della nuova app sviluppata da un disabile motorio che mappa le città italiane per fornire a chi necessita percorsi privi di barriere architettoniche.

 

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