L'opinione

Sicurezza e Cultura

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I Tg di martedì 24 novembre – Titolazioni e aperture praticamente bloccate per tutti: abbattimento del jet russo e conseguente ira di Putin, incontro Obama-Hollande e invito alle parti (Turchia e Russia) ad abbandonare i bollenti spiriti e cooperare contro l’Isis, sviluppi delle indagini in Francia e in Belgio, ulteriore attentato a Tunisi, posizione italiana di nuovo espressa da Renzi, funerali civili a Venezia per Valeria Solesin, udienza del processo Vatileaks. Tg, dunque, tutti allineati, con molto spazio dato alla surreale condizione delle vie di Bruxelles, con le vite “sospese” di tanti cittadini, come poeticamente le definisce Mentana.

L’importante intervento di Renzi, con l’abbinata “un euro per la sicurezza e un euro per la cultura” e l’attenzione all’integrazione e alle periferie metropolitane, compare necessariamente nella seconda parte delle edizioni, malgrado l’apertura sul tema dei valori meriti una certa attenzione. Tutti i Tg riprendono correttamente le critiche delle varie opposizioni, non convinte (pienamente) di ciò che il governo afferma sui temi della guerra e della sicurezza. L’avvicinamento (relativo) tra Cinque Stelle e Palazzo Chigi non è adeguatamente segnalato, è lo stesso vale per il Pd, stranamente unito sulla politica estera.

Fuor di retorica l’intervento del padre di Valeria ai funerali in piazza San Marco della ragazza italiana uccisa dai terroristi a Parigi, ha rappresentato una vetta di civismo e di lucidità senza pari, conferendo ai Tg di serata inusitati toni elevati.

Le dirette dei Tg delle 20 sono state interessate dall’ultim’ora proveniente da Roubaix sul presunto nuovo attacco terroristico. Come spesso capita Tg La7 risulta il più attento e puntuale, nonché l’unico a tranquillizzare i teleutenti segnalando che si trattava “solo” di una banda di rapitori balordi.

Fittipaldi e Nuzi a processo in Vaticano trovano tutti i Tg concordi nello stigmatizzare le aporie della giustizia d’Oltretevere. Un vero peana alla libertà di stampa e dell’informazione cui non siamo troppo abituati, soprattutto quando il giornalismo si occupa di casi e potenti che popolo a questa riva del Tevere.

Segnaliamo 2 ottimi servizi del Tg3. Il primo segnala la pratica scomparsa delle vittime nella rotta balcanica dal flusso della nostra informazione, mentre in realtà le morti e le stragi continuano davanti alle coste turche e alle isole greche. Il secondo mette a fuoco le condizioni dei minori in tanti paesi dell’Africa nera che Papà Francesco si appresta a visitare. Le morti nel primo anno di vita in Kenia raggiungono percentuali intorno all’80 x1.000, mentre da noi sono 40 volte più basse. Infine la vigilia della giornata internazionale contro la violenza sulle donne trova spazio su Tg2 e Studio Aperto.

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