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Politica

L’ambiente al centro della giornata politica

Al Senato andrà avanti il dibattito sulla conversione del decreto-legge che introduce nuove norme sul finanziamento dell’edilizia scolastica, sui comuni alluvionati dell’Emilia-Romagna e sulla gestione della grandi imprese in stato di crisi. La commissione Finanze si confronterà con lo schema di decreto legislativo recante recepimento delle direttive Ue che istituiscono un meccanismo di azione rapida contro le frodi in materia di IVA e prevedono l’applicazione facoltativa e temporanea del meccanismo dell’inversione contabile a determinate operazioni a rischio di frodi. Nel pomeriggio, la commissione Lavori pubblici porterà avanti l’esame del disegno di legge sulla riforma della Rai: provvedimento giunto alla terza lettura. Lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva Ue relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori proseguirà il suo iter in seno alla commissione Industria; sarà inoltre analizzato lo schema di decreto legislativo sull’efficienza energetica. Il governo si presenterà in commissione Sanità per rispondere ad alcune interrogazioni; una di queste è relativa alle autorizzazioni per l’immissione in commercio dei farmaci. I rappresentanti del Consorzio Obbligatorio per le Batterie al Piombo Esauste e i Rifiuti Piombosi-Cobat saranno auditi dalla commissione Ambiente in merito allo schema di decreto legislativo su pile e accumulatori. Alla Camera proseguirà il confronto sul disegno di legge di revisione costituzionale sull’abolizione del bicameralismo paritario e la ridefinizione dei rapporti tra lo Stato e le Regioni. Non si prevedono sorprese rispetto ad un percorso che ormai è sostanzialmente segnato.

I tempi non sono contingentati, per cui su ciascun emendamento, in base al regolamento della Camera, può intervenire per cinque minuti un deputato per gruppo e, per un minuto ciascuno, altri deputati in base alla consistenza numerica delle formazioni politiche. Tuttavia, la conferenza dei capigruppo ha già fissato all’11 gennaio, alla ripresa dei lavori d’Aula dopo la pausa natalizia, il voto finale sul ddl Boschi. In questa, e soprattutto nella prossima settimana, dunque, l’Assemblea di Montecitorio sarà impegnata nelle votazioni sugli emendamenti e sugli ordini del giorno al testo. La Commissione Bilancio proseguirà l’esame preliminare del ddl di Stabilità; ieri il Presidente Francesco Boccia ha illustrato la road map dell’esame in Commissione che dovrebbe concludersi – il condizionale in questi casi è d’obbligo – l’11 dicembre. Il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato alle 18:30 di venerdì 27 novembre. In commissione Finanze si svolgerà l’audizione dei rappresentanti del Fondo interbancario di tutela dei depositanti, sulle tematiche relative all’operatività del Fondo nell’attuale contesto.

Il collegato alla Finanziaria in materia di green economy continuerà ad essere al centro dell’ordine del giorno della commissione Ambiente. La commissione Attività produttive porterà avanti l’analisi delle parti di competenza della legge di Stabilità. Nel corso della seduta saranno affrontate anche le comunicazioni della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni un “New Deal” per i consumatori di energia e “Avvio del processo di consultazione pubblica sul nuovo assetto del mercato dell’energia”. La commissione Affari sociali porterà avanti l’esame delle parti di competenza della legge di Stabilità.

Alle 13 il Parlamento si riunirà in seduta comune per l’elezione di tre giudici della Corte costituzionale. L’intesa a tre tra maggioranza, M5s e Forza Italia è in bilico. La trattativa è andata avanti per tutta la notte. Di certo c’è il mandato del premier Matteo Renzi ai suoi capigruppo: “Non può finire in una nuova buca”. Lunedì si era respirato un cauto ottimismo su una intesa su tre nomi proposti da Pd, M5s e FI, vale a dire Augusto Barbera, Franco Modugno e Francesco Paolo Sisto. I primi due sono docenti di diritto costituzionale e il terzo un giurista e deputato “azzurro”. Ma ieri è arrivato il niet dei pentastellati ai nomi di Barbera e Sisto.

L’abbattimento di un caccia russo da parte delle forze turche rischia di complicare irrimediabilmente la partita sullo scacchiere mediorientale. Il presidente russo Putin ha confermato che la scelta di Ankara “avrà conseguenze tragiche”. Francia e Stati Uniti hanno spiegato che continueranno a combattere lo Stato islamico insieme, coinvolgendo anche Mosca. La Casa Bianca ha mobilitato anche il vicepresidente Biden che ha chiamato al dipartimento di Stato gli ambasciatori in Usa di 59 degli oltre 60 paesi membri della coalizione anti Isis e che venerdì vedrà a Roma il presidente del Consiglio Matteo Renzi.

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