L'opinione

Tar – Il gioco dell’Oca

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I Tg di giovedì 25 maggio – Se Manchester e Bruxelles incombono sulle aperture dei Tg, la notizia del giorno è senz’altro la nuova sentenza problematica del Tar del Lazio, che stavolta ha bocciano la nomina di 5 tra i direttori dei principali complessi museali italiani, a 2 anni dalla loro assunzione. Una vicenda dalla “correttezza disarmante”, e che riaccende lo scontro politica contro la magistratura, come rimarcato nei servizi Mediaset, mentre espone il Paese al ridicolo per come le nostre normative non consentano a direttori stranieri di dirigere questi decisivi centri culturali. Tutte le testate riprendono fin dai titoli le dichiarazioni di Franceschini, che parla senza mezzi termini di “figuraccia”. I più duri nei giudizi sono Tg2 e Tg La7, con quest’ultimo che parla di una “bruttissima vicenda” nata per “i motivi più bizantini”, con la sentenza del Tar che, nonostante la sua correttezza, fa fare all’Italia, come al gioco dell’oca, “diversi passi indietro”.

L’attentato di Manchester, e l’odierno contrasto tra l’UK e degli States, si mantiene primo o secondo titolo per tutte le edizioni. Tg2 apre sull’ira della premier May per la fuga di notizie riservate pubblicate in America sulla strage in Gran Bretagna, mentre i Mediaset minori si concentrano sui mancati controlli attorno alla figura di Abedì, e sugli arresti di suoi familiari e spalleggiatori. A due giorni dalla strage, non c’è piaciuta la copertina del Tg5 che, trattando delle vittime dell’Arena di Manchester, incornicia l’immagine della piccola Saffie Rose con toni più melodrammatici che giornalistici. Presente nei servizi di tutti, e senza eccessivi fronzoli, la visita a sorpresa dell’anziana Regina Elisabetta in un nosocomio dove sono ricoverati alcuni giovani feriti dell’attentato.

Al primo vertice Nato, cui prende parte il neopresidente Trump che richiede una maggiore partecipazione (economica) dell’Alleanza alla lotta all’Isis, vanno le aperture di Tg1 e Tg3, secondo titolo Tg2, terzo per Tg5 e La7. I Tg Rai riflettono sull’accoglienza tutto sommato cordiale riservata dall’assemblea del Patto Nord Atlantico a quello stesso leader che, in campagna elettorale, ne aveva dileggiato il ruolo. Sempre Tg1 e Tg2 dedicano un titolo al prossimo G7 di Taormina che apre domani, e son diverse le testate che propongono nei servizi sia le misure di sicurezza, sia l’apprensione diffusa della cittadinanza.

Tornando alla politica, la legge elettorale resta bassa ma comunque presente nei Tg delle 20. Mentana ha l’occhio lungo, e fin dai titoli annuncia l’ipotesi di un voto in autunno sempre più probabile, e con un sistema proporzionale alla tedesca.

Per gli esteri, gli scontri in Brasile scoppiati a seguito di un’inchiesta che proverebbe la corruzione dell’attuale Presidente Temer, figurano nei servizi di tutti e spiccano sul Tg5, che li propone in apertura affiancandoli alle proteste contro Maduro che infiammano ormai da 2 mesi il Venezuela. Titolo anche per il Tg3, mentre Tg1, Tg2 e Tg La7 riportano l’esplosione di un pacco bomba contro l’ex premier greco Papademos, rimasto ferito assieme alla sua scorta.

Passando al naufragio di ieri, con il bilancio delle vittime salito a 35, diverse testate rilanciano i dati dell’Unicef sui morti nel Mediterraneo.

Per la cronaca, utilizzando le rivelazioni dell’intelligence che parlano di potenzialmente 100 jihadisti attivi in Italia, Tg4 rilancia la campagna di sicurezza offrendo fin dai titoli la testimonianza di una 20enne stuprata e segregata per ore da un immigrato tunisino ospite di amici; una testimonianza indubbiamente forte ma proposta senza alcuna mediazione giornalistica. Attenzione alta per tutti alla nuova aggressione nel milanese di un uomo che si è scagliato contro la sua compagna e ha tentato il suicidio: entrambi in fin di vita. A fine edizione tutte le testate riprendono le condizioni della nota stilista Laura Biagiotti, ricoverata in un ospedale romano in condizioni gravissime.

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