Che cosa c’è davvero dietro il fenomeno delle cosiddette “baby gang”? Per Cristina Maggia, per trent’anni magistrata minorile e oggi componente del consiglio direttivo dell’Associazione italiana Magistrati per i minorenni e per la famiglia, l’espressione è soprattutto un’etichetta mediatica che rischia di semplificare una realtà molto più complessa. I gruppi di adolescenti che compiono reati non sono necessariamente organizzazioni criminali strutturate: spesso sono aggregazioni fluide, nelle quali si intrecciano disagio, solitudine, marginalità, bisogno di appartenenza e ricerca di visibilità, specie di fronte alla sempre più netta assenza di figure adulte significative.
Esiste una correlazione significativa tra accesso al lavoro in carcere e riduzione della recidiva: favorire il reinserimento lavorativo dei detenuti abbasserebbe la possibilità di reiterare il reato dal 70% al 2%, soprattutto per i reati contro il patrimonio e le violazioni della legge sulla droga, che più risentono dell’assenza di opportunità lavorative e di percorsi di reinserimento. Il sovraffollamento incide sulla recidiva perché comprime gli spazi umani, materiali e organizzativi per le attività trattamentali, la formazione e il lavoro. In Italia il tasso di affollamento effettivo nelle carceri è del 138%, mentre il 68,4% di chi non ha svolto alcuna attività lavorativa durante la detenzione torna a delinquere.
L’allarmante tasso di suicidi nelle carceri italiane è la manifestazione estrema di un sistema in crisi che spesso si innesta in situazioni di vulnerabilità. L’ordinanza n.636/2026 del Tribunale di Sorveglianza di Firenze solleva una questione di legittimità costituzionale in merito al sovraffollamento e alle condizioni detentive inumane nelle carceri. Il giudice propone di estendere il differimento facoltativo della pena come extrema ratio per tutelare la dignità umana dei detenuti. La questione richiama il monito della Corte Costituzionale dopo la sentenza Torreggiani, che pone l’accento sull’inerzia legislativa.
La Corte Costituzionale ha assunto un ruolo sempre più incisivo negli anni, rendendosi interprete di radicali cambiamenti nella società e nell’ordinamento giuridico. Nella relazione sull’attività della Corte Costituzionale relativa all’anno 2025, emerge soprattutto la funzione decisionale in merito a questioni di respiro sociale ed etico come la procreazione medicamenti assistita e il fine vita, questioni sulle quali la politica non si è espressa in modo chiaro e univoco e nelle quali è intervenuta la decisione della Corte.
La corruzione rappresenta uno dei fenomeni più insidiosi per la tenuta democratica e lo sviluppo economico di uno Stato, minando la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni, distorcendo la concorrenza nei mercati e generando inefficienze nell’allocazione delle risorse pubbliche....
In Italia si intercetta molto, sebbene le intercettazioni siano diminuite del 40% in 10 anni. Ma mancano standard formativi e professionali per periti fonici e trascrittori, con una conseguente esposizione del sistema ad errori di trascrizione e quindi giudiziari.
Gli ingressi nei centri di detenzione per minori, aumentati sensibilmente nel biennio 2024-2025, evidenziano un allargamento delle misure cautelari per i minori, dovuto principalmente agli effetti del decreto Caivano che ha reso preventivamente “carcerabili” in fase di indagine una serie di reati, come il furto aggravato e lo spaccio di media entità, che prima portavano a misure meno afflittive. La giustizia minorile è oggi in bilico tra due visioni: quella paternalistico-rieducativa, cardine del sistema italiano dal 1988, e quella securitario-repressiva, riemersa con forza nell’ultimo biennio.
In data 31 Dicembre 2025, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – Ufficio del Capo del Dipartimento – Sezione Statistica, ha pubblicato la situazione degli Istituti Penitenziari italiani, evidenziando dei numeri assolutamente drammatici.
Sono presenti sul territorio nazionale 63.499 detenuti, ben...
Grazie al progetto “Nessuno escluso “ la Costituzione arriva all’interno delle carceri. I detenuti potranno avere accesso a testi specifici su argomenti normativi e costituzionali. Lo scopo è rendere i detenuti partecipi del proprio percorso attraverso una una maggiore comprensione del sistema giudiziario italiano.
“Potere e responsabilità: la figura del magistrato” è il saggio di Luigi Balestra pubblicato da Rubbettino Editore che riflette anche sul concetto di giustizia, storicamente e come declinazione del presente, dove la giustizia è chiamata a colmare vuoti politici o amministrativi, finendo per essere percepita come un ostacolo.