Interviste

Il Cavalier Mercati, l’impresa, la natura e il progetto Aboca. “Ho sempre pensato che la vita fosse trasformazione”

Nel 1978 Valentino Mercati lascia il settore automobilistico e compra una fattoria sulle colline di Sansepolcro: da lì nasce Aboca, oggi impresa internazionale delle piante medicinali. Una vita fatta di trasformazioni, dall’officina del padre alla ricerca scientifica: al centro c'è l’idea che l'uomo sia parte del sistema vivente e non il suo padrone, e che la scienza serva a capire la natura più che a contrastarla. Ne discendono una visione dell’impresa come progetto di famiglia più che corsa alla ricchezza, un’attenzione al bello, all’arte e ai testi antichi, nonché uno sguardo sul futuro.

La “caccia alle streghe” non aiuta a comprendere la rivoluzione dell’Intelligenza artificiale. Intervista a Raffaele Gaito

L’Intelligenza artificiale scuote il mondo della scrittura: editori in allarme, autori che temono di ridursi a “timonieri” dell’algoritmo, un romanzo escluso dal Goncourt perché scritto con l’aiuto della macchina. Per Raffaele Gaito, divulgatore e fondatore di IA360 Academy, la questione, tuttavia, è mal posta. Conta la qualità di un testo e ciò che suscita in chi lo legge, non lo strumento con cui è stato prodotto, come da sempre avviene con ghost writer, editor e redazioni. L’Ia deve aiutare a pensare, non a “spegnere il cervello”: resta decisiva la responsabilità di chi firma, insieme alla verifica della qualità delle fonti.

Il ruolo della messa alla prova nella giustizia minorile. Intervista a Maria Francesca Pricoco, Presidente del Tribunale per i minorenni di Messina

La presidente del Tribunale per i minorenni di Messina Maria Francesca Pricoco, già a lungo alla guida di quello di Catania, ricostruisce la situazione della giustizia minorile nella realtà siciliana, tra povertà educativa, dinamiche familiari di stampo mafioso e presenza di minori stranieri non accompagnati, con particolare attenzione per l’istituto della messa alla prova, recentemente ridimensionato dal “decreto Caivano” per i reati più gravi.

“Prevenzione e ricerca per ridurre le disuguaglianze nella salute”. Intervista alla Vice Presidente del Senato della Repubblica, Mariolina Castellone

 “Occorre costruire una nuova cultura della prevenzione, capace di mettere nutrizione e corretti stili di vita al centro delle politiche per la salute. Non possiamo ignorare che le condizioni economiche incidano anche sulla possibilità di condurre una vita...

L’Europa senza il Mediterraneo ha perso l’anima. Intervista ad Andrea Granelli

In un’Europa scossa da guerre e incertezza, Andrea Granelli propone di ripartire dalle radici mediterranee per ritrovare un senso e una direzione possibili. Se riscoperte attraverso uno studio metodico, le civiltà che hanno abitato le sponde del Mare Nostrum costituiscono un giacimento di sapienza e bellezza, capace di convivere con la diversità in alternativa alla logica di un’Europa “fortezza” e della performance produttiva. Dal loro esempio può nascere oggi l’idea di una “guida mediterranea” plurale, relazionale e capace di tenere insieme complessità e umanità.

Una vera giustizia ripartiva per affrontare la devianza minorile. Intervista all’Onorevole Simonetta Matone

Simonetta Matone ripercorre l’evoluzione della criminalità giovanile, dalle bande legate a specifiche comunità etniche alla devianza degli stranieri di seconda generazione, sottolineando il peso crescente dei social network e le responsabilità di famiglie e tribunali minorili. Raccontando la sua esperienza diretta con la giustizia riparativa, ribadisce la contrarietà ad abbassare l’età imputabile e affronta il tema delle politiche scolastiche e del riconoscimento delle gang giovanili, fino alle recenti novità legislative sulla tutela dei minori.

L’ago, il filo e la tecnologia. La sfida di Davide Catania: le persone fanno la differenza

Davide Catania è il fondatore di Alidays, tour operator nato nel 2002 e specializzato nella costruzione di viaggi su misura. Il suo percorso comincia negli anni universitari alla Cattolica di Milano, con l’organizzazione di viaggi studio negli Stati Uniti, esperienza da cui matura l’idea di un'azienda che unisce tecnologia e rapporto diretto con il cliente. Oggi Alidays conta 100 dipendenti e nel 2025 ha raggiunto 86,5 milioni di euro di fatturato, grazie anche a un uso mirato dell’Intelligenza artificiale a supporto dei processi interni. A quasi 25 anni dalla fondazione, le persone e l’identità aziendale restano gli elementi distintivi dell’azienda.

Educazione e violenza giovanile, tra famiglia e scuola. Intervista alla Professoressa Susanna Mantovani

Susanna Mantovani, pedagogista e Professoressa onoraria alla Bicocca di Milano, individua le radici della violenza giovanile nei modelli offerti dal mondo adulto (dal linguaggio pubblico ai media, fino all’uso degli smartphone in famiglia). Il gruppo dei pari ha un ruolo centrale ed è capace di amplificare spinte sia positive sia distruttive, soprattutto in preadolescenza e adolescenza. Sui più giovani pesano le fragilità della famiglia contemporanea, i limiti della scuola nel costruire comunità reale, i segnali precoci di bullismo e le difficoltà dei ragazzi con background migratorio. Restano da superare etichette come “baby gang” e la frammentazione delle competenze educative.

Criminalità e devianza minorile come scorciatoie verso la crescita. Intervista al Professor Alfio Maggiolini

Il termine “baby gang” è impreciso: descrive gruppi perlopiù privi di una vera struttura gerarchica. Non cala l’età dei minori coinvolti, ma crescono i reati di strada dopo la pandemia, in calo tra italiani e in aumento tra stranieri di seconda generazione e minori non accompagnati. Per lo psicoterapeuta Alfio Maggiolini, la devianza è una scorciatoia verso l’età adulta imboccata da chi non ha le risorse per attenderne i tempi: per ridurre la recidiva contano rapidità e certezza della risposta, non la durezza della pena. I Social non creano violenza ma ne amplificano alcune forme, mentre resta centrale il valore del gruppo, a fronte del rischio che i media criminalizzino indistintamente l’aggregazione giovanile.

Carlin, il visionario di Bra. Intervista a Roberto Burdese

Non gli interessava il cerimoniale, né la propria immagine. Carlo Petrini è passato alla storia come il fondatore di Slow Food, ma chi gli è stato vicino per decenni – come Roberto Burdese, suo successore per due mandati alla guida di Slow Food Italia – lo ricorda soprattutto per un tratto più semplice: la capacità di ascoltare chiunque, dai potenti agli ultimi, senza pregiudizio, sempre seguendo il faro della sostenibilità nell’interesse di un cibo «buono, pulito e giusto».

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