Società

Le regole del gioco. Gioco d’azzardo e distanziometro

Secondo le ricerche Eurispes, il gioco legale, se ben regolato e controllato, argina il gioco illegale e i suoi costi sociali. I distanziometri, da soli, non ridurrebbero la domanda né proteggerebbero i più vulnerabili, mentre le chiusure durante la pandemia avrebbero spinto i giocatori verso canali illegali e online. Servono quindi operatori più responsabili, una prevenzione più forte e maggiori tutele per i minori nelle scommesse digitali. Sull'efficacia del distanziometro, però, esperti di dipendenze e associazioni restano divisi.

Capitali alla prova del clima: come le grandi città del mondo si preparano a eventi climatici estremi

Dalle «piazze incandescenti» di Roma ai tunnel antipiena di Tokyo, le strategie con cui le capitali del mondo affrontano caldo estremo e alluvioni sono sempre più varie. Tre sono i modelli principali che emergono: grandi opere, verde diffuso e nuove forme di governance. Per Roma la sfida è rendere l’adattamento una regola, con risorse, continuità e coerenza.

Gli animali nelle famiglie italiane, tra amore, costi e nuove tutele legali

In occasione della Giornata Mondiale degli Animali, l'Eurispes rileva che nel 2026 un italiano su tre vive con un animale domestico, e il cane (41%) torna a superare il gatto (37,1%). La spesa mensile si concentra tra i 31 e i 100 euro (57,9%), mentre chi spende meno di 30 euro è quasi un terzo rispetto a dieci anni fa. La crisi economica continua però a pesare: il 23% dei possessori ha rinunciato a prendere altri animali e l'11,4% di chi non ne ha ha dovuto rinunciarvi per motivi economici. Cresce invece la cultura dell'adozione, scelta da quasi 4 italiani su 10 che prendono cani e gatti dalla strada o dal canile, mentre la riforma costituzionale del 2022 e la Legge Brambilla (82/2025) hanno rafforzato la tutela degli animali come esseri senzienti.

Il divieto dei Social per i minori di 15 anni: gli italiani sono favorevoli a una nuova normativa

Il 78,9% degli italiani è favorevole a vietare i Social Network ai minori di 15-16 anni, come già avviene in Australia e come stanno per fare Francia e Spagna, mentre il 21,1% è contrario. Il consenso aumenta con l'età, dal 54,1% dei 18-24enni all'83,7% degli over 64, e tocca il massimo tra le coppie con figli (85,9%). Gli italiani vedono quindi nella regolazione dell'accesso ai Social una risposta legittima alla diffusa vittimizzazione digitale dei minori, anche se il dibattito internazionale resta aperto.

Il rebranding dell’Ia. Tra superintelligenza e SALAMI, tu cosa preferisci?

A settembre la Casa Bianca ha deciso che l’intelligenza artificiale, nei documenti ufficiali, si chiamerà “super intelligence”. Non è la prima volta che il nome cambia: già nel 1955 John McCarthy scelse “artificial intelligence” per attirare fondi e prendere le distanze dalla cibernetica di Norbert Wiener. Da allora, l’etichetta ha seguito l’andamento degli investimenti, passando da “generale” a “super”. Ricercatori come Hill, McDermott e Dijkstra hanno messo in guardia dalle parole che promettono più di quanto le macchine facciano, perché chi controlla il nome controlla anche i confini del dibattito.

Nutrition & Longevity Festival 2026


A Cervia, il 12 e 13 settembre, il Nutrition & Longevity Festival ha riunito sportivi, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni intorno ai temi di salute, educazione e sport, per promuovere una cultura della longevità sana 


Esperienze negative online: quanto pesano su benessere, autostima e fiducia nelle piattaforme

L’indagine Eurispes 2026 sul rapporto fra italiani, tecnologie digitali e salute mentale mostra come l’esposizione a episodi dannosi online sia tutt’altro che marginale: il 26% ha incontrato involontariamente contenuti violenti o disturbanti, il 23,4% ha subìto commenti offensivi e il 21,8% la condivisione non autorizzata di foto o video. I giovani tra i 18 e i 24 anni sono i più esposti, con quote che raggiungono il 40,7% per i contenuti disturbanti e il 38,4% per offese e attacchi personali. Per chi le ha vissute, le esperienze negative pesano sul benessere emotivo (45,9%), sull'autostima (39,3%), sulla fiducia nelle piattaforme (49,3%) e sul comportamento online (43,8%). Un dato colpisce in particolare: il 91,9% dei 18-24enni usa i Social per alleviare emozioni negative, lo stesso ambiente che li espone con maggiore frequenza a aggressioni e violazioni.

Cyberstalking in Italia: tra i reati digitali più diffusi, colpito quasi un utente su tre

L’indagine dell’Eurispes sulla vittimizzazione digitale colloca il cyberstalking al primo posto tra i reati online, con il 28,2% degli utenti che dichiara di averne fatto esperienza diretta, un dato quasi raddoppiato rispetto al 14% rilevato nel 2024. Seguono la violazione della privacy (19,7%) e il tentativo di adescamento tramite falsa identità (17,6%), mentre cyberbullismo (12,6%) e revenge porn (9,8%) registrano le incidenze più contenute. Attraversa quasi tutte le tipologie un chiaro gradiente generazionale, con i più giovani sistematicamente più esposti: la violazione della privacy tocca il 39,2% dei 18-24enni contro il 6,6% dei più maturi. Il cyberstalking si distingue per una distribuzione meno lineare, con il picco tra i 25-34enni (35,6%) e valori analoghi nelle fasce 18-24 e 35-44 anni.

Sponsorizzazioni in prima fila: come i fan trasformano il valore dello sport

Il rapporto tra tifosi, media e sponsor cambia volto: il calcio resta lo sport più seguito al mondo, con l’Italia tra i mercati più coinvolti. Tra streaming, Social e piattaforme on-demand, il tifoso diventa protagonista attivo, capace di orientare le scelte di club e brand. Le sponsorizzazioni sportive valgono ormai decine di miliardi di dollari nel mondo e centinaia di milioni di euro in Italia: in questo scenario, il valore di un brand cresce quanto più crea un legame autentico con i tifosi, tra coerenza valoriale e contenuti coinvolgenti. Il futuro del settore si giocherà sulla qualità di queste relazioni.

Intelligenza artificiale e prevenzione della devianza minorile: l’Italia si divide

Il tema dell’Intelligenza artificiale applicata alla prevenzione della devianza minorile spacca l’opinione pubblica italiana: il 51,5% si dichiara favorevole contro il 48,4% di contrari. Tra i favorevoli prevale la preoccupazione per l’aumento della criminalità minorile (20,7%), mentre tra i contrari la motivazione più diffusa in assoluto è la sfiducia nell’adeguatezza dello strumento tecnologico (26%). L’incrocio con l’area politica mostra come centro e centro-destra si orientino su basi prevalentemente securitarie, la sinistra privilegi le obiezioni etiche legate al controllo delle persone, mentre il Movimento 5 Stelle si distingue per il più alto livello di sfiducia tecnologica in assoluto (38,5%). Il quadro complessivo racconta un consenso costruito su motivazioni plurali e frammentate, a fronte di un rifiuto che converge su un argomento dominante.

Ultime news

Per rimanere aggiornato sulle nostre ultime notizie iscriviti alla nostra newsletter inserendo il tuo indirizzo email: