Intervista

Casucci (Lega): «Educazione civica sia materia vera, con tanto di voto»

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Quasi sette italiani su dieci sarebbero favorevoli all’insegnamento dell’educazione civica in ambito scolastico, secondo l’ultimo Rapporto Italia di Eurispes; insegnamento che è già previsto dalla legge, ma in pochissimi casi viene rispettato. La nostra rivista ha promosso un dibattito tra esponenti della politica, della cultura e della scuola per riflettere sull’importanza di questo tema. Dopo aver intervistato Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi (ANP) del Lazio, abbiamo sentito Marco Casucci, promotore di una mozione approvata dalla Regione Toscana per attivare lo studio dell’educazione civica fin dalla scuola elementare e media. Consigliere regionale della Lega e segretario dell’ufficio di presidenza del consiglio della Toscana, ma anche consigliere comunale di maggioranza ad Arezzo, Marco Casucci, 43 anni, sposato, è convinto che l’educazione civica aiuti a “rafforzare l’identità nazionale”.

Onorevole Casucci, porta la sua firma una mozione che prevede la promozione dell’educazione civica fin dalle scuole elementari e medie. Perché questa idea?
Abbiamo presentato una mozione affinché la Regione Toscana si facesse promotrice del ritorno dell’educazione civica come materia curriculare, in considerazione del fatto che ci sono, attualmente, sia una proposta di legge di iniziativa popolare in Toscana, che gode del consenso generale e promossa in particolare dai sindaci di Empoli e Firenze, sia una proposta di legge parlamentare. La Toscana è tra le primissime Regioni, se non la prima in assoluto, ad essersi mossa su questo tema.

Come nasce la proposta?
Questa mozione ha una storia curiosa: la presentai la prima volta nel 2015 ma poi rimase nel cassetto, fino a quanto mi sono reso conto di quanto, in realtà, la richiesta dell’insegnamento dell’educazione civica come materia a sé, fosse impellente, da parte dell’opinione pubblica, così ne ho sollecitato la discussione e, alla fine, è stata approvata all’unanimità, circa un mese fa, sia in Commissione sia in aula.

Che cosa prevede la vostra richiesta?
Il coinvolgimento delle famiglie. Infatti, parliamo di promozione della materia anche in orario extra scolastico: per ottenere dei risultati sui ragazzi è imprescindibile una alleanza scuola-famiglia.

Al momento, l’insegnamento dell’educazione civica è previsto dalla legge nell’ambito delle ore dedicate alla storia, nonostante in pochissimi casi venga effettivamente rispettato. La vostra idea è che l’educazione civica diventi una materia a sé?
Assolutamente. Una nuova materia che preveda anche un voto.

Che tipo di importanza o influenza avrà, a livello legislativo, la vostra mozione?
Si tratta di un atto di indirizzo politico di valenza fondamentale, perché ha ottenuto il consenso di tutti i gruppi consiliari. È rivolto al Governo e rappresenta, di fatto, la voce della Regione Toscana.

Secondo lei, gli studenti italiani conoscono la Costituzione italiana e sono pronti per votare a 18 anni?
Credo che la nostra Costituzione debba essere più conosciuta di quanto accade ora. E intendo dire che è necessario conoscere meglio anche il rispetto delle normative, degli usi, dei costumi, la conoscenza delle nostre tradizioni e del nostro essere civili. Insomma, l’insegnamento dell’educazione civica deve essere anche un modo per affermare ciò che noi della Lega sinteticamente riassumiamo nello slogan “prima gli italiani”, ovvero il nostro modo di essere.

Un modo, quindi, per rafforzare l’identità nazionale?
Esattamente, ed è per questo che si tratta di un provvedimento fondamentale, per la Lega.

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