Coronavirus e cambio della “vulgata” sull’immigrazione. La “buona nuova” della Ministra Bellanova

Chi l’avrebbe detto solo 8 mesi fa, quando ancora furoreggiava il Salvini-pensiero, che gli immigrati sarebbero diventati una “merce” ambita e ricercata, la cui penuria viene lamentata nei board delle associazioni imprenditoriali, e la cui triste condizione nel nostro Paese viene oramai denunciata con forza e in maniera trasversale?
La lotta ai barconi e la loro strumentalizzazione in chiave politica, dopo aver contraddistinto fieramente un’intera stagione politica, sembrano scalzate dalla narrazione del bisogno estremo che abbiamo di lavoro, soprattutto nei campi e nella cura della persona.
È bastato che nelle pianure e nelle colline del Nord si toccasse con mano il rischio che senza braccia disponibili, per pochi euro l’ora, a vangare, potare e seminare, non possano giungere sulle nostre tavole i prodotti di stagione che tanto desideriamo – e che da decenni vengono “lavorati” da stagionali dell’Europa centrale e dell’est; è stato sufficiente ascoltare gli allarmi riguardanti frutta e ortaggi estivi che, in mancanza degli sfruttati dal caporalato – soprattutto extracomunitari – , rischiano di marcire nei campi del nostro Meridione; è stato automatico constatare che le famiglie non ce la fanno a gestire e accudire gli anziani “nazionali” senza il supporto dei tanti badanti “stranieri” cui il Coronavirus ha negato l’accesso alle nostre case: questi elementi, se vogliamo prevedibili o addirittura scontati, hanno contribuito in poche settimane a stravolgere il tradizionale paradigma al cui interno si sono scontrate, nel recente passato, le opposte tesi sull’immigrazione.

Alla partenza della Fase 2 si presentano categorie di cittadini che con il loro sacrificio e il loro lavoro, e in certi casi con l’impossibilità di prestarlo, hanno guadagnato in considerazione sociale. Medici, infermieri, operatori sanitari e del volontariato, commessi e commesse dei supermercati, riders e, appunto, badanti, lavoratori dei campi, sono divenuti oggi – e auspicabilmente lo saranno anche nell’immediato futuro – soggetti particolarmente apprezzati, meritevoli di plauso e di riconoscenza.
Sì, anche i ragazzi di colore dei ghetti in Puglia, Campania e Sicilia, in grande parte senza diritti e sfruttati, anche quegli irregolari che in numero di 600.000 si riteneva di volere e poter espellere dal Paese, oggi sono oggetto di attenzione bonaria e in qualche caso di “ripensamenti”, in quanto “utili” e conseguentemente, portatori di diritti.
Sarebbe stato preferibile che questa resipiscenza fosse scaturita da una riflessione “morale”, piuttosto che da un “bisogno economico”, ma tant’è: anche la doppia morale qualche volta può produrre buone notizie.
La “buona notizia”, in queste ore, ce la sta fornendo la Ministra dell’Agricoltura Bellanova che, coordinandosi con due altre Ministre – quella degli Interni e quella del Lavoro – si appresta a proporre il rilascio di 600.000 permessi di soggiorno “a tempo” (6 mesi + 6 mesi) per stranieri in grado di lavorare nei campi e nella cura della persona. Un “tris di Ministre”, forse non casualmente donne, che si mostrano in grado di bypassare le strettoie del settarismo politico, e di guardare concretamente alla realtà.
Una visione che coniuga tre elementi tutti ugualmente essenziali:
– la necessità di poter disporre in legalità e trasparenza di prestazioni di lavoro di cui il Paese ha urgente bisogno;
– la prevenzione dei rischi sanitari che, in fase di permanenza epidemica, sono rappresentati da decine di migliaia di individui oggi non “raggiungibili” dal Servizio Sanitario Nazionale e, quindi, potenziali quanto involontari diffusori di contagio;
– l’esigenza di rafforzare la condizione individuale dei migranti per attutire il peso criminale del caporalato, che si rafforza proprio sulla base della loro fragilità che dipende dalla condizione di irregolari.
Tre elementi che convergono a fare della notizia dell’iniziativa della Ministra Bellanova, appunto, “una buona nuova”. Ci si permetta di aggiungere un quarto elemento, che per molti potrà apparire inessenziale, ma che certamente non è disprezzabile: i “nostri” diritti sono reali solo quando valgono anche per gli altri, compresi i lavoratori stagionali, gli immigrati irregolari e i richiedenti asilo. Qualcuno non sarà d’accordo, ma non facciamone un motivo di contesa. L’importante è che, nel risolvere i “nostri” problemi, ci guadagnino tutti.

Ultime notizie
Cosa vuol dire Mafia?

Amministrare la legalità: il difficile mestiere del Sindaco

Renato Natale, Sindaco di Casal di Principe, ci spiega la quotidianità dell’Amministrare un Comune come quello di Casal di Principe, un luogo di rinascita e di riscatto.
di Sergio Nazzaro
Metafore per l'Italia

Era il 1998*

Il Sud: metafora dell’incompiutezza L’insofferenza del Nord-Est e la sofferenza del Meridione rappresentano i poli di una tra le più profonde e antiche...
di Gian Maria Fara
Senza categoria

It was 1998

The South: a metaphor for incompleteness The intolerance of the North-East and the South's suffering represent the two sides of one of Italy's...
di Gian Maria Fara*
tigrai
Attualità

Il conflitto del Tigrai: una guerra civile e regionale che rischia di estendersi

Secondo Addis Abeba quella in corso in Tigrai non sarebbe neanche una guerra. Si tratterebbe “solo” di un’operazione interna di ordine pubblico. In realtà si tratta di una guerra insieme civile e regionale, che rischia di minacciare gli equilibri dell'intera regione.
di Marco Omizzolo*
tigrai
europa
Europa

Una Conferenza per il futuro dell’Europa

I presidenti del Parlamento Europeo, del Consiglio e della Commissione hanno annunciato l’intenzione di convocare una conferenza per raccogliere pareri e proposte dei cittadini e, in particolare, dei giovani, su come “plasmare il futuro del progetto europeo”.
di *Roberto Nigido
europa
leadership
Intervista

La funzione collettiva della leadership. Videointervista al Generale Fernando Giancotti, Presidente del CASD

La leadership è una funzione dell’azione collettiva, che la orienta sugli scopi comuni; quando essa si interfaccia con problemi e con sistemi molto complessi e rapidamente mutanti, deve avere una capacità di visione strategica, secondo il Generale di Squadra Aerea Fernando Giancotti, intervistato da Emilio Albertario
di emilio albertario
leadership
Internazionale

The Tigray conflict: a civil and regional war that risks spreading

According to Addis Ababa Government, the ongoing war in Tigray is not even a war.  Instead, it is an internal operation of public order to bring to justice the Popular Liberation Front leaders (PLF), which has apparently put itself outside the constitution, threatening the Ethiopian nation’s very integrity.  
di Marco Omizzolo*
Internazionale

Administering legality: the challenging job of a Mayor

Renato Natale, Mayor of Casal di Principe, explains the daily routine of managing a municipality like that of Casal di Principe, a place of rebirth and redemption.
di Sergio Nazzaro
criminale
Criminalità e contrasto

Petrol-mafie, la crisi globale non ferma le infiltrazioni criminali nell’economia legale

Le organizzazioni criminali approfittano della crisi per infiltrarsi nella economia legale: è quanto attestato anche dalla recente operazione Petrol-mafie condotta dalla Guardia di Finanza, che ha portato a 71 misure cautelari per i reati di frode fiscale e riciclaggio e al sequestro di beni per milioni di euro.
di redazione
criminale
foto
Attualità

Perché facciamo così tante foto?

Siamo tutti fotografi e inondiamo il mondo di immagini, in una sfida perenne con la parola. Perché facciamo così tante foto? Non solo perché abbiamo sempre a portata di mano gli smartphone, ma è anche perché siamo alla ricerca dell’attimo perfetto, dell’istante da immortalare e da condividere, per affidare poi tale narrazione al web.
di Alfonso Lo Sardo
foto