I musei si mettono in rete

Con il decreto del Ministro Alberto Bonisoli del 9 agosto 2018 è nato il Sistema museale nazionale, una rete di musei e luoghi della cultura collegati fra loro.

In Italia esistono circa 5.000 istituzioni museali aperte al pubblico ed operanti. Nello specifico si tratta di 4.158 musei e gallerie; 282 aree e siti archeologici, 536 monumenti o complessi monumentali, per un totale di 4.976. Di questi 1.157 (23,2%) si trovano nel Nord-Ovest, 1.167 (34,4%) nel Nord Est, 1417 (28,5%) nel Centro, 750 (15%) al Sud (Istat 2018, con riferimento all’anno 2015). Quasi la metà dei musei italiani (il 46%) fa parte di reti o sistemi museali organizzati, in cui sono condivise risorse finanziare, umane e tecnologiche; il 57,2% instaura rapporti di partenariato o collaborazione con altri enti o istituzioni operanti in àmbito culturale; il 45% ha aderito, invece, ad accordi tra istituzioni al fine di valorizzare il territorio e, tra il 2010 e il 2015, il 52% è entrato a far parte di sistemi o reti museali creati nel territorio di appartenenza. Ben il 63,1% delle strutture, infatti, è stato inserito all’interno di itinerari turistici.

Il 26% delle organizzazioni museali partecipa a tutte le tipologie sopra elencate, mentre solo il 12% non è coinvolto in nessuna di queste reti.

Quella del sistema museale è un’Italia a due velocità. Dal punto di vista della distribuzione geografica esistono infatti sensibili differenze: nel Sud-Italia le istituzioni museali inserite in reti museali non raggiungono il 27% e quelle che aderiscono a sistemi museali locali sono meno del 33%. Al Centro-Nord, invece il 64,4% delle istituzioni museali ha avviato rapporti di collaborazione e formalizzato forme di partenariato con altri enti, associazioni od organizzazioni culturali.

Ma che cosa si condivide? Le attività che sono maggiormente oggetto di condivisione all’interno dei sistemi museali sono la comunicazione esterna e la raccolta di fondi pubblici, seguite dalle attività di pianificazione e sviluppo e dai servizi didattici (Aspen Institute Italia, “I sistemi museali in Italia”).

 

 

Ultime notizie
Last 20
Diritti umani

Last 20*: sono gli ultimi l’altra faccia del nostro Pianeta

“Last 20, gli Ultimi della Terra”, sono i 20 paesi più poveri al mondo, in contrapposizione a quelli del G20. La distanza tra questi due blocchi è abissale, e cresce di anno in anno, alimentata da crisi internazionali e guerre. Ai Last 20 è dedicato un Comitato e un ciclo di incontri.
di Tonino Perna** e Ugo Melchionda***
Last 20
idrogeno
Italia Domani

Idrogeno verde, alleato della decarbonizzazione dei processi industriali in Ue

In Europa e in Italia, i progetti legati all’idrogeno stanno crescendo in ogni ambito e rappresentano una soluzione per decarbonizzare i processi industriali e i comparti economici in cui la riduzione delle emissioni di carbonio è urgente e allo stesso tempo difficile.
di Claudia Bugno*
idrogeno
scuola paritaria
Scuola

Il contributo della scuola paritaria al sistema nazionale di istruzione: numeri, problemi, possibilità

La scuola paritaria in Italia accoglie 817.413 studenti in 12.096 scuole ogni anno, contribuendo al sistema nazionale di istruzione. Eppure, le scuole paritarie sono ancora escluse da sostanziosi finanziamenti e progetti del Ministero, anche quelli previsti dal PNRR.
di Elena Ugolini
scuola paritaria
pace
Attualità

Tempo di uccidere

Nella nostra cara, felice e ricca Europa, nessuno ci credeva. Ma, insomma, si chiedeva la gran massa delle persone, questi si vogliono davvero...
di Luciano Maria Teodori
pace
Laboratorio Europa
Intervista

Laboratorio Europa, alimentare il confronto su Istituzioni europee e sulla necessità di un’Europa sociale. Intervista al Prof. Umberto Triulzi

Laboratorio Europa dell’Eurispes, gli esperti si riuniscono per il primo incontro del 2023, attualmente coordinato dal Prof. Umberto Triulzi, economista, e docente di Politica economica europea, intervistato rispetto ai temi di discussione: Istituzioni europee, integrazione in ambito internazionale, Europa sociale.
di Silvia Muscas
Laboratorio Europa
complottismo
Attualità

Il dubbio e il burattinaio. Complottismo all’italiana

Cronaca e intrigo: anche per l’arresto di Matteo Messina Denaro, non sono mancati sospetti, dubbi, perplessità oltre l’accertamento dei fatti, con il risultato di offuscare il senso di una vittoria importante dello Stato contro la mafia. Il dovere di dubitare è una pratica essenziale nella società democratica, tuttavia bisogna contrastare il rischio dello scetticismo aprioristico e distruttivo.
di Angelo Perrone*
complottismo
editoria
Cultura

Editoria italiana: ricavi, geografia e nuove prospettive

L’editoria italiana ha registrato un calo del 2,8% nel 2022, ma i dati restano favorevoli rispetto al 2019. Crescono lettori e case editrici al Sud, pur restando al di sotto della media nazionale: lettori e case editrici si concentrano al Nord e al Centro, in Lazio e Lombardia ha sede il 38% delle case editrici italiane.
di Roberta Rega
editoria
bilancio energetico
Italia

Bilancio Energetico Nazionale, differenze regionali e potenzialità inespresse

Bilancio energetico nazionale, l’Italia ha un grande potenziale confermato da una quota del 20% di energie rinnovabili sul totale registrato nel 2020. A frenare la transizione ecologica però ci sono burocrazia e regionalismi che rischiano di allungare i tempi di decarbonizzazione dell’economia.
di Ludovico Semerari
bilancio energetico
prezzi della benzina
Fisco

Possibili profili speculativi sull’aumento dei prezzi della benzina e la marginalità delle cause fiscali

L’aumento del prezzo della benzina, di cui si parla molto ultimamente, è determinato da una serie di fattori che non limitano il dibattito alle semplici accise. A incidere è soprattutto la quotazione Platts, che viene decisa dalle compagnie in base al valore effettivo dei prodotti raffinati in un determinato momento.
di Giovambattista Palumbo*
prezzi della benzina
città
Futuro

La città nell’orizzonte della rivoluzione digitale

Le città raccontano chi siamo e che futuro vogliamo costruire: la rigenerazione urbana può essere la chiave per riconquistare gli spazi sottratti dalla pandemia, e costruire un universale urbano aperto al libero attraversamento di popoli ed etnie per una società sempre più fatta di migrazioni.
di Massimiliano Cannata
città