L'opinione

I Tg dal 12 al 16 marzo 2018

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Tabella dei titoli in percentuale. Totale titoli: 201. Argomenti presenti nelle titolazioni: 224; cronaca 26% (58 presenze, per il 28% dei titoli), politica 25% (55 presenze, per il 27% dei titoli), esteri 18% (41 presenze, per il 20% dei titoli), cultura e società 14% (31), sport e varie 7% (15), economia 5% (12) ed interni 5% (12)

17 marzo – A due settimane dal voto del 4 marzo la cronaca torna a contendersi “alla pari” le scalette con la politica, raccogliendo il 28% delle titolazioni. Nel complicato panorama post elettorale, con la conclusione dell’ “Era di Renzi” e la conferma da parte del neo segretario Martina che il partito resterà all’opposizione (passaggio a cui sono andate le 7 aperture di lunedì), l’attenzione delle testate si è concretata sulle prove di dialogo tra Centro Destra e Movimento 5 Stelle, anche in vista della nomina dei presidenti delle Camere. Piatto forte della settimana sono state le dichiarazioni del candidato premier Salvini, che non avrebbe “pregiudizi” verso un governo con esponenti M5S, parole seguite a stretto giro da quelle opposte di Berlusconi, per il quale al Movimento va “aperta una porta solo per cacciarli”: titoli mercoledì per i Tg Rai, Tg4 e La7, con quest’ultimo che parla di una “divaricazione” apertasi nel centrodestra, negata dalle parti interessante i giorni seguenti.

In merito a questo passaggio, risulta interessante osservare – adesso che il centrodestra si afferma come la principale coalizione del Paese – il comportamento delle testate che gli sono più favorevoli. Se il Tg4 di Mario Giordano rilancia fin dai titoli l’apertura di Salvini, l’ammiraglia delle reti Mediaset non ne fa menzione mercoledì, privilegiando un virgolettato del leader di Forza Italia. Sempre Tg4, tuttavia, è stata la sola testate Mediaset a cercare di “sondare il clima” del suo elettorale, presentando martedì una serie di interviste, raccolte in comune a profonda maggioranza legista, in cui la volontà di scendere a patti con gli M5S risultava palese. Risultati analoghi sono stati ottenuti dal sondaggio del Tg La7 di giovedì rivolto agli elettori democratici, che concorderebbero sul ruolo di opposizione scelto dalla dirigenza Pd.
Ma più che per la politica, questa settimana è risultata interessante per le numerose notizie di esteri, e per come queste sono state affrontate. La “spy story” inglese, divenuta in pochi giorni “guerra di spie” e che ha portato ad un’inattesa e decisa escalation della tensione tra Londra e Mosca, con la riproposizione già da giovedì di uno scenario “da guerra fredda”, è stata non solo seguita da tutte le testate (20 titoli), ma è stata anche oggetto di riflessioni interessanti. Per l’editorialista Garimberti di Repubblica, ospite al Tg1 di giovedì, risulta interessante come, dinnanzi al fronte comune di Gran Bretagna, Francia e Germania anche gli Stati Uniti di Trump si siano dovuti schierare apertamente in funzione anti russa; una reazione senz’altro non condivisa da Aldo Ferrari, che ripreso mercoledì dal Tg3 metteva in guardia da situazioni che volessero troncare le vie diplomatiche alla Russia; di una simile opinione anche Enrico Mentana, che nel corso dell’edizione di venerdì ha espresso il timore del ritorno di un’immagine della Russia come “figura inaffidabile” sul panorama internazionale.

Ma gli occhi dell’Italia restano ancora puntati sull’America di Trump, con le dimissioni via “tweet” del segretario di Stato Tillerson che si guadagnano martedì le aperture di Tg3, Tg1 e Tg La7. Non banale la riflessione del Tg2, che giovedì ha messo confronto la lentezza istituzionale tra i rapporti Londra – Mosca e la rapidità della comunicazione del presidente americano, la cui amministrazione è arrivata già al licenziamento n°25. Sulla politica di Dazi di Trump nei confronti dell’Europa segnaliamo il commento di lunedì di Mentana: “Nel parlare dell’industria automobilistica, Trump ha colpito duro soprattutto la Germania”. Il crollo di un passaggio pedonale su una strada trafficata di Miami viene con l’imporsi sulle scalette dei Tg delle 20 di giovedì, ottenendo l’apertura del Tg2.

Da segnalare l’attenzione anche agli ultimi sviluppi della guerra civile siriana con i bombardamenti su Goutha (titoli per Tg1 e Tg La7). Se Mentana giovedì commentava duramente sulla “disattenzione completa” di cui questo nuovo capitolo del conflitto risulta oggetto, alcune testate (Tg1, Tg2 e Tg5, che si dilunga) sembrano accettare la sfida, dedicando venerdì alcuni servizi su di una nuova immagine simbolo del conflitto: quella di un bambino addormentato, trasportato in una valigia fuori dalle aree bombardate. Restando sul tema del Medioriente, Tg5 è la sola testata a coprire la campagna d’immagine del principe saudita Bin Salman a Londra ed i suoi scambi al vetriolo con l’Iran.

Di maggiore interesse, a livello nazionale, sono risultati però gli sviluppi del caso Kuciak, che in queste giornate hanno portato ad un vero e proprio “terremoto politico” in Slovacchia con le dimissioni del premier Roberto Fico: titoli mercoledì per Tg1 e Tg7, ma buoni servizi per tutti.

Passando alle altre notizie, il quarantesimo anniversario dell’agguato di Via Fani, in cui le Brigate Rosse rapino il leader DC Aldo Moro, uccidendo i cinque membri della sua scorta, trova tutte le testate impegnate tra giovedì e venerdì nel fornire al pubblico italiano memorie e testimonianze di uno dei momento più drammatici della storia repubblicana; edizioni scompaginate per i Tg Rai: apertura venerdì per Tg1, titolo unico per Tg2, che ospita in studio il figlio di uno degli uomini della scorta.

Per la cronaca, il caso della setta macrobiotica di Ancora conquista la prima pagina: 7 titoli, di cui l’apertura di Studio Aperto di mercoledì e la copertina di Tg5, con numerose interviste sia sulle testate Rai che Mediaset degli aderenti che hanno trovato il coraggio di ribellarsi. Su un altro fronte, va segnalato l’impegno di Tg La7 nel sollecitare chiarimenti sul sequestro del centro polivalente di Norcia, una struttura costruita nel post terremoto a tempo di record grazie ai fondi raccolti da una campagna lanciata proprio dal Tg la7 assieme al Corriere della Sera, e che ha visto il Direttore Mentana domandare pubblicamente, con contenuta indignazione, le ragioni per le quali, nell’ambito di un’indagine, la struttura dovesse essere sequestrata.

Sempre in tema del post terremoto, i Tg Mediaset tornano a denunciare la cecità della burocrazia italiana che negli ultimi tre mesi ha nuovamente costretto fuori dalla sua casa la 95enne di Fiasca Nonna Peppina per un difetto nella documentazione presentata.

Gli arrivi di migranti sulle coste italiane delle ultime giornate, ed il caso diplomatico della Ong spagnola Proactive, a cui sarebbe stato impedito dalle navi libiche di operare dei salvataggi al di fuori delle loro acque territoriali, risultano coperti solamente dai servizi del Tg3. Sempre il Tg di Mazzà è il solo a segnalare la momentanea chiusura dell’Hotspot di Lampedusa a seguito di un rogo causato dai suoi occupanti, in protesta delle condizioni proibitive della loro permanenza.

I dati di lunedì sulla povertà nel Paese che vede i cittadini maggiormente esposti, seguiti a quelli più incoraggianti sull’occupazione di martedì, vengono ripresi da tutte le testate e sono oggetto di buone riflessioni da parte dei Tg delle 20.

Spazio nei titoli anche per i buoni risultati degli sport invernali, con le vittorie di Sofia Goggia al mondiale di Svezia, accompagnate dalle medaglie raccolte dai nostri atleti alle Para Olimpiadi, che figurano sulle scalette dei Tg Rai.

La morte a 76 anni di Stephen Hawking, geniale astronomo inglese affetto da sla divenuto un simbolo della volontà e delle possibilità dell’uomo proprio per aver convissuto con quell’infermità, che l’aveva lasciato completamente paralizzato per una larga parte della sua vita, viene compianta da tutti, e figura nei titoli di 6 testate di mercoledì.

Tra le varie ed eventuali, segnaliamo:
- Il servizio del Tg1 di mercoledì sul funerale inter-religioso riservato per l’ambulante senegalese ucciso la scorsa settimana a Firenze;
– Il reportage del Tg2, proposto in due edizioni (titolo per entrambe), sull’attività dell’Anonima Sarda, associazione criminale responsabile negli anni di piombo di numerosi sequestri di persona, il più lungo dei quali fu quello dell’imprenditore Giuseppe Soffiantini, della cui morte le testate hanno dato notizia lunedì (titoli per Tg1, Tg2 e Tg La7);
- Le proteste in Puglia da parte dei disabili gravi, rimasti per 8 mesi senza ricevere l’assegno di mantenimento mensile, riprese fin dai titoli dal Tg5 di giovedì;
- Il servizio di Studio Aperto di mercoledì, che riprende le iniziative presentate da alcuni parlamentari per sollecitare l’attenzione delle istituzioni sulle condizioni del detenuto Marcello Dell’Utri;
– La nuova tappa della campagna dell’insicurezza in onda sul Tg4 che, sempre mercoledì, in un servizio di giovedì ci segnala, come 4 stupri su 10 compiuti nell’ultimo anno nel nostro Paese siano stati ad opera di stranieri: numeri reale, ma che assumerebbero una maggiore importanza se nei servizi si abbandonasse l’indignazione e gli accompagnamenti musicali tetri per maggiori livelli di dettaglio e discussione.

Luca Baldazzi

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