L'opinione

I Tg dal 14 al 18 maggio 2018

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Tabella dei titoli in percentuale. Totale titoli: 214. Argomenti presenti nelle titolazioni: 241; politica 34% (81 presenze, per il 37% dei titoli), cronaca 25% (61 presenze, per il 28% dei titoli), esteri 14% (33 presenze, per il 16% dei titoli), sport e varie 10% (23), cultura e società 7% (17), economia 6% (14) ed interni 5% (12)

19 maggio – Una settimana dell’informazione ancora una volta “assorbita” dalla politica (al 37% delle titolazioni), con le trattative tra Lega e Movimento 5 Stelle per la chiusura del contratto di governo che si sono imposte su 30 aperture. Ma più che il consueto braccio di ferro tra le compagini del futuro governo giallo-verde, con la lotta sul nome del premier che ancora non ha sortito un “vincitore”, è stato proprio il contratto di governo in sé, con le numerose voci di spesa, a ricevere il maggior interesse. Sono bastate le “bozze” pubblicate martedì dall’Huffington Post, come segnalato mercoledì fin dai titoli da Tg La7, a “mettere in fibrillazione i mercati”, mandando in rosso Milano e producendo una sostenuta risalita dello spread, una “vecchia conoscenza” dell’informazione rievocato già dall’apertura del Tg1 di martedì.

Ma è proprio sui contenuti del contratto di governo che si registrano le coperture più interessanti. A fronte delle molte voci di spesa, tutte le testate hanno accompagnato alle numerose tabelle altrettanti interrogativi nei confronti delle potenziali coperture nel tentativo di chiarire quali risorse e quali ricette saranno adoperate per realizzare riforme di un valore previsto tra i 60 ed i 100 miliardi. Interrogativi che per ancora qualche giorno non potranno venir posti alle persone opportune, ma a cui le risposte che al momento arrivano (ricavare soldi da una decisa lotta contro l’evasione) sembrano poco convincenti. Se perfino il Tg4 di Rosanna Ragusa arriva ad esprimere scetticismo, chiedendo nel servizio di venerdì “dove li trovano i soldi?”, Tg3 prova giovedì a dare qualche risposta consultando alcuni esperti: l’economista Veronica De Romanis ed Enrico Giovannini.

Paralleli al contratto di governo, come alla disputa tra i leader Di Maio e Salvini, dal fronte delle “opposizioni” sono arrivati in settimana interventi molto simili, ed entrambi rivolti al rapporto del futuro, probabile nuovo governo verso l’Europa. Su un versante Berlusconi, che dal vertice Ppe di Sofia ha espresso in un’intervista di mercoledì preoccupazione per la situazione italiana, avvalorando – questa volta – i richiami dell’Europa nei confronti della politica economica italiana, leggendo nello spread in salita un “segnale” e non una minaccia; sempre l’ex premier, forte della riabilitazione politica, ha guadagnato ulteriore visibilità nelle scalette (figurando in 15 titoli) a seguito di dichiarazioni sempre più dure verso Salvini che sono state lette da alcune testate di venerdì come dei veri e propri “attacchi”, per altro accompagnati da un’inattesa “autocandidatura” rivolta direttamente al Capo dello Stato. Posizioni egualmente dure verso le “proposte stravaganti” presenti nel contratto di governo sono state espresse dall’attuale premier Gentiloni, intervistato dal Tg1 di mercoledì e ripreso in un titolo anche dal Tg La7 di giovedì. 

Restando in tema dell’Europa, i richiami a seguito delle prime indiscrezioni del contratto sono stati fortemente contestati dai leader delle due “forze di governo”, con Salvini che ha parlato di “inaccettabile ingerenza”; non si ritrovano invece reazioni della politica sulle testate a seguito delle procedure d’infrazione avviate dalla Corte Europea nei confronti dell’Italia per la violazioni inerenti le polveri sottili, il mancato smaltimento di scorie radioattive e la questione del batterio killer degli ulivi pugliesi. Buoni comunque gli approfondimenti di alcune testate, tra cui quello del Tg2 di mercoledì sulla situazione dei coltivatori pugliesi.

Un’ulteriore tema di scontro settimanale sono inoltre state le dichiarazioni del leghista Claudio Borghi sulla governance di Montepaschi di Siena, che hanno visto rispondergli prima l’attuale ministro dell’economia Padoan e, nella giornata di venerdì, anche esponenti del Movimento.

Passando agli esteri, la strage di palestinesi sul confine israeliano a seguito dell’apertura dell’ambasciata statunitense a Gerusalemme cattura l’attenzione delle testate, producendo 12 titoli tra lunedì e martedì. Varie e molto dure le coperture, con attenzione alle reazioni del resto del medio oriente, soprattutto sui Tg Rai, che assieme a Tg la7 vi ritornano nel corso della settimana. Il commento più forte è quello di Paolo Piras del Tg3, che lunedì paragona la soddisfazione di Trump e le repressioni sul confine, che hanno causato un totale di 61 morti, uno “stridente accostamento tra fanfara e fucili”.

Gli Stati Uniti rimangono purtroppo centrali nella pagina degli esteri a seguito dell’ennesima strage da armi da fuoco questo venerdì in una scuola americana, stavolta con 10 vittime in un liceo di Santa Fè, in Texas. Le testate riprendono la notizia e, semplicemente, prendono atto dei morti, col solo Tg2 che ha il tempo di riproporre nei servizi la lunga catena di simili casi, l’ultimo lo scorso febbraio. Il Tg3 delle 19.00 e le edizioni seguenti riescono altresì a trattare dello schianto sulla pista di un Boeing 737 a l’Avana.
Per la cronaca nostrana, a tenere quanto questa settimana è il tema della sicurezza sul lavoro a seguito di una sfortunata concatenazione di incidenti che è costata la vita a diverse persone, l’ultima delle quali un 28enne al lavoro presso una ditta concessionaria dell’Ilva di Taranto (apertura per il Tg3 di giovedì). Durissima la denuncia di Mentana, che considera come il nostro sia l’unico sistema paese dove questo tipo di casi, con gli anni, invece che diminuire, aumentano. Analoga il giudizio del presidente Aniv Giancarlo Sponchia, intervistato lunedì dal Tg3 e che denuncia la mancanza di controlli da parte di ispettori, parlando delle 212 “morti bianche” da inizio anno. Interessante anche la dura riflessione del Tg5 di lunedì, questa nei confronti dell’Ilva e del contrastato processo di acquisizione di un’azienda che continua ad essere “pericolosa” sia per gli operai che per l’ambiente. In una nota positiva, la risoluzione della vicenda Embraco viene seguita sottotono dai Tg di martedì (titolo per il solo Tg3).

Per la cronaca criminale, tutte le testate hanno seguito l’epopea di Farah, ragazza pakistana residente in Italia sequestrata dalla famiglia e riportata in Pakistan, una storia simile a quella di Sana, 25enne sequestrata ed uccisa dalla famiglia, ma che si fortunatamente risolta con la liberazione della giovane grazie alla repentina denuncia degli amici. Spazio sui Tg Rai, ma anche su Tg5, alle ulteriori udienze del caso Cucchi ed allo sciopero della fame intrapreso dalla madre di Giulio Regeni per sollecitare l’azione delle autorità italiane ed egiziane.

I dati diffusa martedì dall’Istat che certificano l’Italia essere divenuta il secondo paese più “vecchio” al mondo, sono ripresi nei titoli dai Tg Mediaset, Tg La7 e Tg2, con le testate rai che segnalano il ritorno dell’occupazione ai livelli pre crisi pur marcando l’abissale differenza tra alcune regioni del nord dove il tasso di disoccupazione è paragonabile a quello della Germania ed un sud dove la disoccupazione tocca punte doppie rispetto alla media nazionale.

Un’attenzione crescente è andata nel corso della settimana ai preparativi per il Royal Wedding del principe Harry di Inghilterra con l’attrice Meghan Markle: 17 titoli in totale, con coperture anche da parte del Tg La7 di venerdì.

Tra le varie ed eventuali, segnaliamo:
- il titolo di Studio Aperto dedicato alle prime, forti contromisure prese da Facebook a seguito degli scandali, e che hanno portato alla cancellazione di ben 16 milioni di profili falsi;
- l’attenzione del Tg2 alla difficile situazione del popolo venezuelano, che andrà alle elezioni questa domenica 20, a cui la testata di Ida Colucci dedica tra mercoledì e venerdì tre lunghi servizi che fanno toccare con mano l’estrema povertà provocata dalla crisi economica;
- il reportage del Tg5 di mercoledì sulla situazione del lungomare di Ostia (presente nei titoli), dove tra degrado ed abbandono il cemento invade la spiaggia nascondendo il mare mentre le concessioni agli stabilimenti vengono “rinnovate in automatico”; sempre Tg5 venerdì riprende l’iniziativa in sede europea di contrasto all’inquinamento causato dalle plastiche sulle coste dell’Unione;
- le coperture del Tg3 di venerdì, la prima sulla protesta dei migranti che scendono in piazza a Napoli per chiedere maggiori opportunità di reddito, l’altra che riprende in mano l’applicazione del testamento biologico, con alcuni casi recenti che hanno richiesto nuove interpretazioni della legge, allargandone la casistica.

Luca Baldazzi

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