L'opinione

I Tg dal 19 al 23 marzo 2018

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Tabella dei titoli in percentuale. Totale titoli: 197. Argomenti presenti nelle titolazioni: 237; cronaca 31% (73 presenze, per il 37% dei titoli), esteri 26% (61 presenze, per il 30% dei titoli), politica 23% (53 presenze, per il 26% dei titoli), cultura e società 7% (16), interni 6% (13), sport e varie 5% (12) ed economia 3% (6)

24 marzo – Una settimana dell’informazione molto vissuta, con il countdown all’avvio della 18esima legislatura che raccoglie tra lunedì e venerdì 21 aperture. Marcata anche presenza di esteri e cronaca, che assieme ammontano al 57% degli argomenti nelle titolazioni.

La cronaca delle trattative tra le forze politiche per l’assegnazione delle presidenze di Camera e Senato, dopo il vertice interno al centrodestra di mercoledì (apertura per tutti) che acconsentiva alla sparizione con il Movimento 5 Stelle, ha conosciuto giovedì un “cambio di registro” dopo il rifiuto dei pentastellati di Romani al Senato. La vera scossa è arrivata però venerdì, con la proposta di Bernini da parte della Lega alla seconda votazione al Senato: un atto che, usando le parole di Berlusconi, parafrasate dai conduttori, marcano una “rottura” nella coalizione del centrodestra. A seguito di questo “fulmine a ciel sereno” (Tg La7), le coperture di venerdì si sono dimostrate più dedite ad ottenere risposte che a raccoglierne. Tg2, complice l’orario di messa in onda, è la sola testata a poter rilanciare l’apertura di Di Maio al nome della Bernini, passaggio che secondo Mentana rappresenta per Berlusconi e Forza Italia un’ulteriore messa all’angolo, ed il profilarsi di potenziali accordi tra Lega e Movimento anche per il governo.

Ma le edizioni di venerdì risultano inevitabilmente assorbite dal nuovo attentato in Francia, a Trèbes, dove un marocchino di 25 anni, apparentemente un terrorista dell’Isis, ha preso in ostaggio in clienti di un supermercato, facendo tre vittime prima di essere a sua volta abbattuto: apertura per Tg3, Tg4 e Studio Aperto, titolo per gli altri. Interessante il servizio del Tg3, che esplora la nuova strategia del terrore dell’organizzazione dopo la perdita della loro roccaforte di Raqqa.

A tenere banco per gli esteri è tuttavia lo scandalo “datagate”, l’inchiesta che coinvolge Facebook in merito ai dati dei profili di 50 milioni di utenti sottratti negli anni dalla società Cambridge Analitica ed usati per manipolare eventi elettorali in tutto il mondo, tra cui le ultime presidenziali USA ed il voto sulla Brexit: 23 i titoli, tra cui le aperture di Tg4, Tg La7 e Tg2 di martedì. A fronte di quello che molte autorità già definiscono lo “scandalo del secolo” (Tg4), che sicuramente sortirà effetto non solo sui paesi coinvolti, ma anche, più in generale, sulle modalità con cui i dati personali vengono tutt’ora difesi, le testate propongono coperture variegate, ma non molto approfondite. Un’eccezione è Studio Aperto, che nella seconda parte della sua edizione di giovedì illustra, intervistando Giuseppe Riva della Cattolica di Milano che illustra come, nel concreto, i dati delle utenze Facebook possano essere utilizzati per catalogare i profili.

Sempre Studio Aperto è la sola testata ad aprire martedì sull’arresto dell’ex presidente francese Nicolas Sarkozy (titolo per tutti), accusato di aver ottenuto per la sua campagna elettorale del 2007 finanziamenti illeciti, complessivamente 50 milioni di euro, dal governo Gheddafi. Tra i conduttori è Mentana ad avanzare il giudizio più severo, marcando apertamente come, alla luce di questa scoperta, l’intervento francese nel conflitto libico del 2011, che portò all’eliminazione di Gheddafi, trova tra le sue ragioni anche un personale interesse di Sarzoky nell’eliminazione di uno scomodo creditore.

Lo scontro che perdura tra Russia e Gran Bretagna, con il ministro degli esteri Johnson che arriva a paragonare “La Russia di Putin del 2018 alla Germania di Hitler del 1936” scuote gli scenari internazionali, ma delle nostre testate continua ad affascinare solamente Tg La7. Maggiore interesse, nel complesso, alle ulteriori mosse di Trump, pronto a spostare il fronte della sua guerra dei dazi verso la Cina, che non dovrebbero riguardare l’Europa almeno sino al mese di maggio.

Per la cronaca, i due casi di femminicidio nel meridione raccolgono lunedì le aperture di Studio Aperto, Tg5 e Tg2 (titolo per tutti), con la testata Rai che dopo aver fornito un riepilogo sul fenomeno nei primi tre mesi dell’anno lascia intervenire una carabiniera, responsabile di un centro specializzato per l’assistenza di simili casi di violenza. Assai presente è stato inoltre lo scandalo in Vaticano che ha portato alle dimissioni di monsignor Viganò, responsabile di aver manomesso il contenuto di una lettera del papa emerito Ratzinger.

ll nuovo atto di vilipendio sul monumento commemorativo della strage di Via Fani figura in tutte le edizioni di giovedì (titoli per Tg5 ed i Tg Rai). Il 16° anniversario questo 19 marzo dell’uccisione di Marco Biagi è ripreso fin dai titoli dai soli Tg Rai, con gli altri Tg delle 20 che vi dedicano servizi. Sempre i Tg Rai, martedì 20, riprendono un altro anniversario, quello dell’uccisione della giornalista Rai Ilaria Alpi.

Dopo il tanto parlare di ong del 2017, ed anche a fronte di quanto la tematica della sicurezza e dell’immigrazione abbia pesato sulle recenti elezioni, ci ha sorpreso come le accuse della procura di Catania contro la ong spagnola Open Arms per associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina siano figurate solo nei titoli di Tg5 e Tg La7 di lunedì, venendo riprese nei servizi dei Tg Rai.

In mezzo a tante notizie, i buoni dati sull’occupazione che segnalerebbero una ripresa, seppure minima, anche delle assunzioni a tempo indeterminato figurano nella giornata di giovedì solamente nei titoli del Tg3.

Tra le varie ed eventuali, segnaliamo:
– Nel complesso, l’attenzione dedicata dal Tg3 di mercoledì a diverse notizie che sono mancate su altre testate. Il Tg di mazza è stato infatti il solo a titolare su: 1) l’accordo raggiunto tra 44 paesi africani per la creazione di un mercato unico all’interno del continente, che arriverà a coinvolgere fino ad miliardo di persone; 2) la crescita della produzione da fonti rinnovazioni nel nostro paese, che ormai coprono fino al 20% del fabbisogno nazionale; 3) la giornata mondiale dedicata alle persone con la sindrome di down, accompagnata dall’intervista a due atlete disabili cognitive che intendono gareggiare per la disciplina di nuoto sincronizzato alle paraolimpiadi di Tokyo 2020;
– L’attenzione del Tg4 ai fronti di crisi interni al Paese, che se nelle giornate di martedì e mercoledì si è espressa con i consueti servizi ansiogeni sui rischi per la sicurezza dovuta ad una cattiva accoglienza (che risulta comunque denunciata), giovedì propone con accenti versi l’esplorazione del “fortino dei Nomadi” nel quartiere milanese Niguarda, “espugnato” da una azioni della polizia. Un servizio, che pur inquadrando realtà degradate popolate da varie etnie, ha puntato il dito contro la criminalità organizzata che si serve di questi spazi, tenendo indirettamente in ostaggio intere famiglie “per ben”, non guardando alla loro nazionalità;
– Il titolo di Tg La7 di giovedì dedicato al nuovo crollo in borsa del Gruppo di Montepaschi di Siena, che in un mese ha perduto fino ad 1/5 della propria capitalizzazione, per un danno “virtuale” di 3 miliardi di euro allo Stato che l’ha negli anni finanziata;
– Il titolo del Tg2 di venerdì sulla decisione di Youtube di schierarsi a favore della battaglia contro la proliferazione delle armi negli Stati Uniti, con l’impegno di oscurare quei contenuti palesemente pubblicitari di questo genere di strumenti.

Luca Baldazzi

 

 

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