In nome della madre

I Tg di martedì 8 novembre – Nei titoli dei Tg Rai e Tg5 la notizia della sentenza della Consulta che in pratica apre alla possibilità di trasmettere ai figli il cognome (anche) della madre. Ancora una volta è la Suprema Corte che indica al Paese la strada da seguire, in questo caso per colmare un gap nell’area dei diritti e dei rapporti uomo-donna per cui la Corte Europea ha già censurato l’Italia. Ora il Parlamento sarà costretto a “recuperare”, e speriamo che non impieghi troppo tempo.

Siamo partiti da questo tema, riconoscendo un’adeguata sensibilità alle testate che se ne sono occupate, anche perché in queste ore al di là dell’Atlantico una candidata si gioca le carte della prima Presidenza degli Stati Uniti al femminile. E da qui sono ovviamente partiti tutti i Tg in edizioni che in alcuni casi (TgLa7, Tg2) hanno dedicato all’Election Day buona parte dell’edizione. Titoli su titoli che sembrano accompagnare Hillary Clinton nell’insediamento alla Casa Bianca, al termine di una “campagna velenosa” (TgLa7, Tg1).

Ancora attenzione ai fatti internazionali soprattutto su TgLa7 per la sconfitta del progetto di Orban di “blindare”anche costituzionalmente l’Ungheria contro la suddivisione dei profughi decise in ambito Ue. Tg3 si occupa di un ulteriore muro, quello con cui a Monaco si è inteso dividere un quartiere residenziale da un area che vede l’insediamento di richiedenti asilo. Anche Tg4 si occupa di profughi, questa volta in Italia e con la consueta dose di allarmismo.

A metà tra giardino di casa e scenario internazionale, la prosecuzione del confronto tra Renzi e Juncker è ripreso da tutti fin dai titoli, con l’eccezione di Studio Aperto. Il premier italiano continua ad incassare un istintivo apprezzamento trasversale quando mostra la faccia dura con Bruxelles, e questo vale non solo per i settori politici (vedi M5S), ma anche per il mondo dell’informazione.

La pagina di politica interna legata, ovviamente, al referendum è occupata dagli strascichi della lotta interna la Pd, ma anche all’attivazione del fronte del No che con Salvini prepara la manifestazione di sabato prossimo. L’invito leghista a manifestazioni comuni viene rifiutato da Di Maio che – presente su tutte le maggiori testate – lo rifiuta. TgLa7 dedica molto spazio alle contraddizioni dello schieramento del no che talvolta, come è successo a Latina, vede nelle stesse piazze e contestualmente soggetti opposti come Anpi e Forza Nuova. Mentana con grande correttezza segnala che questa contraddizione è comunque indice del fatto che il fronte del Si ha un perimetro di riferimento limitato. Sempre sulla manifestazione di Latina le dichiarazioni del Presidente locale dell’Anpi, “Renzi è peggio di Mussolini”, dimostrano che la madre dei cretini è sempre gravida. Con altre parole anche Mentana lo segnala.

Chiudiamo con Tg5 che dedica spazio ai dati Istat 2015 che sulla drammatica situazione dei minori che vivono in situazioni di povertà assoluta.

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