L'opinione

Infiltrazioni criminali nella Sanità: il caso della Asp di Reggio Calabria

127
Doctor rushing in hallway

In occasione della recente riunione dell’Osservatorio su Salute, Previdenza, Legalità, finalizzata alla preparazione del secondo Rapporto sulla Sanità italiana, ho espresso più volte la necessità che, dopo la pubblicazione del primo Rapporto – che ha raccolto unanimi valutazioni positive non solo per l’accuratezza della ricerca ma anche per essere la prima completa ricostruzione realizzata nel nostro Paese sul Sistema Sanitario italiano e sulla sua gestione dopo circa quarant’anni –, ci si impegni ora per evidenziare quegli aspetti che mettano in evidenza i processi di cambiamento intervenuti, nell’arco di qualche anno, nel settore.
Ho evidenziato in particolare, in quella occasione, un punto che, anche per la mia esperienza professionale di magistrato della Direzione Nazionale Antimafia (e oggi anche Antiterrorismo), mi sembra rivestire una particolare importanza per la salute del Sistema Sanitario italiano. Mi riferisco alle infiltrazioni e, in qualche caso, all’occupazione della criminalità organizzata di tipo mafioso nella gestione delle unità territoriali, negli ospedali, nel traffico di medicinali, nelle procedure di affidamento di forniture e servizi, nella selezione del personale dirigente e di quello sanitario. La proposta ha ricevuto l’adesione dei partecipanti, essendo comune la consapevolezza, da una parte, del pericolo di spregiudicate operazioni di riciclaggio dei proventi illeciti delle organizzazioni mafiose, dall’altra, di esercitare, attraverso le strutture sanitarie nuove, inedite forme di occupazione di spazio politico, di condizionamento, di corruzione e di vera e propria espropriazione, in un settore che assorbe una parte maggioritaria della spesa regionale.
Dopo appena qualche settimana, è giunta la conferma che quanto l’Osservatorio aveva individuato come obiettivo prioritario della ricerca, si rivelava del tutto ineludibile. Alle tante vicende giudiziarie e investigative, oltre alle inchieste di importanti Centri di ricerca e a quelle giornalistiche, si aggiungeva lo scioglimento dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, deliberato il 7 marzo dal Consiglio dei Ministri, per gravi e documentate infiltrazioni mafiose (ovviamente da parte della ‘Ndrangheta), accertate dalla Commissione d’accesso. Analogo provvedimento era stato adottato nel 2008, evidentemente senza esito positivo, segno che la ‘Ndrangheta reggina non intende “lasciare la preda”, nel contesto del progetto (in buona parte già realizzato) dell’occupazione economica e istituzionale della città. Il Ministro della Salute, Giulia Grillo, aggiunge l’esistenza di «un disastro economico mostruoso», che si pone come una delle più dirette conseguenze del clima di corruzione, di sprechi e di illegalità, che domina la sanità reggina. Non si dispone, purtroppo, della relazione della Commissione di accesso (di contenuto riservato), anche se penso che l’opinione pubblica avrebbe il dovere di essere resa edotta sullo sconcertante quadro che la Commissione ha registrato.
Tornerò sull’argomento, anche per il collegamento tra la vicenda reggina e quella milanese, nella quale la ‘Ndrangheta ha in atto un piano di acquisto massiccio di farmacie e strutture sanitarie: in questo senso, segnalo, come particolarmente significativo, l’acquisto della storica farmacia Caiazzo nel cuore di Milano, circostanza sulla quale è già intervenuta la DDA milanese. D’altra parte, sin quando il sistema consente alle mafie di acquisire enormi, incalcolabili, profitti dal traffico di droga, in particolare, di cocaina (settore nel quale la ‘Ndrangheta occupa un ruolo di assoluto primato in Europa), non c’è da sorprendersi se poi, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, esse si impadroniscono di blocchi di economia, di finanza, di commercio e persino di servizi pubblici.

Vincenzo Macrì è il Presidente dell’Osservatorio su Sanità, Previdenza, Legalità Eurispes ed Enpam

Altre opinioni dell'Autore
Intervista

Camilleri come Verga e Pirandello. “Il vigatese è italiano come la lingua dei Malavoglia”

Andrea Camilleri non è solo un caso letterario. È una figura poliedrica di intellettuale, capace di esprimere la corda universale della sicilianità, come hanno fatto i grandi della letteratura isolana: da Verga a Pirandello. Ne parliamo con Franco Lo Piparo, professore filosofia del linguaggio all’Università di Palermo.
di Massimiliano Cannata
Il punto

Regioni: tutte a statuto speciale

Occorre che lo Stato ritorni ad essere protagonista e guida del futuro degli italiani. Occorrerebbe riscoprire il senso di comunità e di...
di Gian Maria Fara
agricoltura

Mafia nei mercati ortofrutticoli. Sud Pontino epicentro della filiera criminale

Mafia nei mercati ortofrutticoli: quando la criminalità riesce a mettere le mani sui grandi mercati ortofrutticoli o sul sistema della logistica, condiziona l'intera filiera agricola italiana e internazionale. Si tratta di un avanzamento importante e pericoloso della strategia delle agromafie italiane.
di Marco Omizzolo
Intervista

Salvini e il bluff della crisi di “ferragosto”. Il Papeete è un format politico

Crisi di governo: Matteo Salvini protagonista del “mistero buffo” di Ferragosto. L'analisi di Aldo Cazzullo, cronista di razza, editorialista e firma di punta del Corsera. «Più passano i giorni, più l'azzardo di Salvini si rivela sempre più tale. La mia impressione è che abbia sbagliato i tempi».
di Massimiliano Cannata
Informazione

Comunità sostituite da “communities”. L’identità corre sui social

Ha un senso oggi parlare, nel nostro Paese, di comunità? Quand'é che un insieme di persone diventa una comunità e in quale circostanza perde questa sua connotazione?
di Alfonso Lo Sardo
Economia

Fed e Bce: la simmetria accomodante nelle politiche monetarie

Il mese di luglio ha registrato importanti segnali e decisioni riguardo le prospettive di politica monetaria sulle due sponde dell’Atlantico. Sia la Bce che la Fed hanno fornito elementi di valutazione delle prossime mosse in questo àmbito, sul fronte europeo, e una decisione concreta in casa americana.
di Antonio De Chiara
Istruzione

L’educazione civica torna sui banchi di scuola. L’Eurispes applaude

Con l’approvazione da parte del Senato del Ddl sull’introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica, la materia sarà reintrodotta nella scuola primaria e in quella secondaria. Al tema il magazine L’Eurispes.it ha dedicato una “campagna” di informazione e aperto un vero e proprio dibattito, consultando insegnanti, esperti di diritto e politici.
di redazione
International

Religione in Russia. Gli ortodossi praticanti sono solo il 3%. “Servono più sacerdoti”

Quanti sono i cittadini russi di religione ortodossa? Quanti i credenti-praticanti? Quale ruolo svolgono la Chiesa Ortodossa e l’associazionismo cristiano nella società russa? A queste domande ha messo un punto fermo una recente ricerca sociologica.
di Evpati Selov
International

Sudafrica, il Pil torna a volare. Ma la disuguaglianza alimenta l’immigrazione

I BRICS ospitano, in totale, circa il 42% della popolazione mondiale, ricoprono circa il 25% dell’estensione terrestre e il loro Pil ammonta...
di Bartolomeo Gatteschi
Cultura

Scuola e formazione. Italia, Paese delle riforme mancate

In Italia, i dati sulla dispersione scolastica, indice sensibile della qualità del sistema scolastico di una nazione, mostrano un generale miglioramento della...
di Roberto Bevacqua