L'opinione

Interdipendenza

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I Tg di lunedì 19 giugno – Abituati come siamo a seguire quotidianamente il flusso tutt’altro che emozionante dell’informazione di serata da molti anni, per un attimo ci siano fermati e abbiamo riavviato il nastro per rituffarci nei temo e nelle “temperie” di parecchi anni fa. Il risultato è stato, questo sì, “emozionante”. Se per un verso abbiano potuto (e dovuto) constatare che Berlusconi è sempre lì ( cioè qui), come ampiamente dimostrato dalla spazio occupato nelle testate Mediaset per parlare del no allo ius soli, per l’altro è risultato evidente dal confronto delle nostre analisi quotidiane di oggi con quelle di 7/8 ani fa, che forse è cambiato il mondo, ma certo sono cambiati gli ingredienti base dell’informazione mainstream.
Se “gli esteri” in passato latitavano, e il rapporto con l’Europa aveva solo un nome (spread); se il Medio Oriente era per i teleutenti un luogo lontano che presentava regioni e città dai nomi incomprensibili; se il terrorismo era quello delle Torri gemelle di Osama Bin Laden; se nei titoli ci si occupava di esteri solo in casi particolari; se questa era l’informazione di qualche anno fa, oggi va riconosciuto che la situazione è totalmente cambiata.
Il tradizionale provincialismo è stata scalzato da una interdipendenza ( spesso mal digerita ma comunque riconosciuta) che rende, ad esempio, “leggibili” dal pubblico italiano i problemi del governo di Teresa May o il successo di Macron in Francia (per non parlare delle gaffe e degli errori sconsiderati di Trump), è perché l’interdipendenza è divenuta la lente obbligata.
Venendo ai Tg di serata, quanto appena detto si riscontra nei titoli e nelle scalette di quasi tutte le testate che, immancabilmente, riportano l’ultimo attentato a Parigi, quello a Londra contro la moschea, l’arresto in Calabria del richiedente asilo radicalizzato e il nuovo scontro Usa-Russia nel verminaio della Siria.
Queste i primi, i secondi ma anche i successivi temi presenti nelle scalette, cui vanno aggiunti (TgLa7 e Tg Rai) i prodromi dei colloqui Ue-Regno Unito sulla Brexit. A tutto ciò si aggiunge la doverosa attenzione al rogo dei boschi in Portogallo che ha fatto più di 60 vittime.
Forse è un bene che vinca l’interdipendenza, pur con tutti problemi che presenta, e che per le notizie “italiane” lo spazio sia limitato, se si esclude qualche fatto di cronaca omicidiario e la condanna per chi lo scorso anno ha deciso di sterminare la famiglia (moglie e 2 figlie) facendo esplodere la casa con il gas perché “lei” voleva lasciarlo. Anche il meteo occupa il suo spazio, vista la calura abnorme (parlatene a Trump!) e la siccità che dà problemi acutissimi a contadini e allevatori. Ma anche questa è una tematica assolutamente “interdipendente.
Dicevamo che forse è un bene. Ne abbiamo conferma dallo spettacolo che dà la poca politica presente, tutta incentrata sul dibattito (!?!) sullo ius soli o su questioni astruse per i più come gli sviluppi del caso Consip. E, per concludere come abbiamo iniziato, forse non è un caso che un arzillo 81enne come Silvio Berlusconi faccia la sua porca figura dicendo che i ragazzi figli di stranieri che “devono meritarsi” di diventare italiani. Che tristezza!

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