L'opinione

Lo stato delle unioni (civili)

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I Tg di lunedì 25 gennaio – A 3 giorni dall’arrivo del provvedimento al Senato le unioni civili sono titolo per tutte le testate. Mentre la politica annaspa ed è attraversata dalla logica delle divisioni tra “guelfi ghibellini” – come efficacemente sintetizza Mentana -, si può affermare che l’informazione tv, specchio molo spesso deformato delle sensibilità diffuse nella società, almeno in questo caso è leggermente più avanti degli eletti dal popolo. Lasciando stare Studio Aperto e Tg4 che non fanno altro che tirare la giacchetta ai vescovi che non hanno bisogno di inviti in tal senso, gli altri Tg riprendono le odierne dichiarazioni di Bagnasco senza forzare. Che la Cei sia per la “famiglia naturale” ci sembra infatti un fatto scontato, ma come afferma TgLa7, le leggi le fa il Parlamento italiano. Anche a Cologno Monzese si respira qualche refolo di laicità, con l’intervista alla fondatrice dell’associazione gay Diversity Francesca Vecchioni che con semplicità parla di affetti omosessuali e di senso della famiglia anche non tradizionale. Tg2, poi, nel suo approfondimento ci ricorda che di unioni civili si para infruttuosamente dalla metà degli anni ’80: un implicito invito a far sì che questa volta non “salti” l’ennesimo appuntamento con l’ampliamento dei diritti individuali e sociali.

La riunione informale dei ministri a Bruxelles sul tema dei controlli e delle frontiere è stata per Mentana “inutile”, mentre Alfano – ripreso ampiamente soprattutto dai Tg Rai – afferma che per il momento “Schengen l’ha scampata”. Mentre l’Europa discute e la Germania sembra spingere la Grecia fuori dai suoi confini per “risolvere” il problema dei 400 mila profughi che lì albergano contro la loro volontà, Tg3 ci fa vedere il freddo che attanaglia le famiglie dei disperati accampati e le proteste della street art per lo sgombro forzato dei bivacchi di Calais. Tg4 tenta la classifica del “migrante più odiato” per chiedersi chi sia disposto a prendersi gli indesiderati. Dal tema profughi al terrorismo il passo, purtroppo, è breve. Attenzione per tutti alle minacce rilanciate da Europol all’arresto in Italia del marocchino presunto adepto dell’Isis. Tg5 offre un ampio reportage sulla guerra in Siria dalla parte del fronte russo. La difficile avanzata della pacificazione in Libia sotto un unico governo è ben rappresentata da Tg3.
I Tg delle 20 forzano sui 17 miliardi di “torta ricchissima” (Tg5) portati in dote da Rouhani nel primo viaggio europeo del leader iraniano, mentre TgLa7 segnali più volte che gli affari sono concreti mentre il tema dei diritti umani on è stato neanche sfiorato negli incontri ufficiali di giornata. 

Visto l’odierno andamento della borsa, ancora attenzione alle questioni bancarie soprattutto su TgLa7, mentre Tg3 ipotizza che l’inabissamento di Mps sia frutto di manovre sugli istituti bancari italiani da parte di compratori stranieri. Le apprensioni Ue sul debito italiano sono assai alte su Mediaset e su La7, mentre la Rai ( soprattutto Tg3) sottolinea che sono ben 11 su 28 i paesi cui la Commissione ha tirato le orecchie.
L’odierna polemica di Grillo e dei Cinque Stelle contro il binomio Pd-Rai è ripresa fin dai titolo da TgLa7, ma anche Tg2 se ne occupa, seppur velocemente.
Sembra impossibile, ma i bisturi nelle nostre sale operatorio sarebbero di scarsa qualità secondo i chirurghi nostrani, perché chi li acquista tenderebbe al risparmio. Sembra vero, anche perché a occuparsene sono le 3 testate Mediaset, ma anche Tg1 e Tg3.

 

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