Mosul – La “madre di tutte le battaglie”

I Tg di lunedì 17 ottobre – Analizzando le aperture, riscontriamo un’impostazione in qualche modo “invertita” tra le testate Rai e La7 da una parte, e quelle Mediaset dall’altra nell’affrontare i due principali temi della serata: l’offensiva militare in Iraq contro il Daesh ed i dati sulla povertà diffusi dalla Caritas. All’operazione per la riconquista di Mosul, città “simbolo” del Daesh in Iraq e da due anni sua roccaforte, vanno infatti le aperture dei Tg Rai (secondo titolo per Tg2) e Tg La7, che annuncia la “madre di tutte le battaglie” contro il sedicente stato islamico, mentre i dati sulla povertà restano a fondo edizione (titoli “bassi” per Tg1 e Tg La7). Discorso inverso per Mediaset, con Tg5 che apre sui dati della Caritas (titoli e notizia alta anche per Studio Aperto e Tg4) e solo dopo 20 minuti arriva all’offensiva in Medioriente (che Tg4 liquida con un pezzo di 30 secondi da studio). Azzardiamo un’interpretazione: l’opportunità di dare una “buona notizia”, che contrasta con il permanere di drammatiche tensioni soprattutto in Siria, ha invogliato Tg La7 e le testate del Servizio Pubblico a celebrare l’offensiva congiunta contro un inequivocabile nemico dell’occidente piuttosto che affrontare in apertura una tematica carica di negatività. Le testate di Cologno Monzese hanno, per contro, presentato subito le “brutte notizie” di giornata, dipingendo un Paese in cui “siamo più poveri degli immigrati” (Tg4), e Tg5 ha ripreso con un certo scetticismo le operazioni contro il Daesh. Se questa frattura vada o meno ricondotta al clima ed agli schieramenti politici e referendari, lo lasciamo all’interpretazione dei nostri lettori.

Tornando alle coperture del Servizio Pubblico su Mosul, buona quella del Tg3 che ricostruisce gli ultimi due anni di guerra all’Isis, rimarcando l’importanza delle operazioni condotte dai curdi, ed intervista il giornalista di Limes Dario Fabbri sui possibili scenari di una Mosul liberata. Spazio anche per il dramma della Siria (titolo per Tg3, servizio su Tg1), con la Russia che annuncia un’ennesima, improbabile, tregua umanitaria per questo giovedì.

Dei dati sulla povertà diffusi dalla Caritas, tutte le testate riprendono “l’equazione inversa” per la quale, più si è giovani, più si è a rischio. Duro il giudizio di Mentana, che commenta come vi sia un “vecchio modello di povertà che va in soffitta: i giovani 18-30 sono i nuovi poveri”. Molte le testimonianze sui Tg Mediaset, che rimarca la situazione nel meridione dove a ricevere aiuti dalle strutture della Caritas sono più italiani che stranieri.

Apertura comune per Studio Aperto e Tg2 sui due incidenti in stabilimenti chimici in Germania che hanno causato esplosioni e morti, e che per qualche ora avevano fatto temere per un allarme poi rientrato. Tg2 coglie l’occasione per riportare alla memoria il disastro della ICMESA nel Seveso del 1976, da cui prende il nome l’attuale protocollo europeo che si adotta in caso di catastrofe chimica.

Relegata a metà edizione, la pagina politica si risolve nell’attesa del giudizio del Tar sugli esposti di M5S e Sinistra contro la formulazione del quesito referendario (titoli per Tg1, Tg3 e Tg La7), e nell’esposizioni delle polemiche tra i partiti sulla legge di stabilità.

La sentenza (arrivata alle 18.40) che condanna a 30 anni Veronica Panariello per l’omicidio del figlio Loris Stival, monopolizza la pagina di cronaca, e compare nei titoli di tutte le testate. Il Tg4 dedica una buona metà dell’edizione al riepilogo di questa “epopea”, con testimonianze, “interviste” e interpretazioni sulla personalità della madre omicida.

Segnaliamo in chiusura il Tg2 torna che torna sul fenomeno del caporalato intervistando il marito di Paola Clemente, bracciante morta di fatica tra i campi un anno fa, dove lavorava per 2 euro l’ora.

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