Prime time “risucchiato” dallo scontro politica-giustizia. Von der Leyen è “regina” per una serata

La “svolta epocale” sul fondo Next Generations (ex recovery fund) mercoledì viene accolta positivamente da quasi tutte le testate. Con l’eccezione di Tg4, da sempre liquidatorio su Bruxelles, e di Tg2, che antepone una sua intervista esclusiva, tutte le aperture vanno alla mutualizzazione di parte del debito decisa dall’Europa. Sorprendentemente, questo risultato di “portata storica” ? 172 miliardi di fondi per l’Italia ? quasi scompare dai servizi nelle giornate successive (complessivamente solo 3 titoli), perché l’informazione di serata è “risucchiata” dalle polemiche della politica. Buono il servizio del Tg5 sul “Come spendere questi soldi?”, che oltre al commento dei principali leader politici, raccoglie l’opinione del segretario Cgil, Maurizio Landini. Da segnalare, comunque, lo scarso spazio riservato alle posizioni dei sovranisti nostrani, che appaiono fuori gioco e mostrano scetticismo. Tra i più entusiasti dell’apertura europea, l’immancabile Mentana.

Anche se i numeri del contagio restano l’argomento più presente nelle aperture (11 primi titoli), oramai non condizionano più di tanto il core business delle edizioni, di nuovo assorbito dai temi “divisivi”. Martedì, Tg3 e Studio Aperto esordiscono con i dati del contagio, ma tutti gli altri aprono sul voto per il caso Salvini-Open Arms. L’evoluzione dei casi sul territorio torna ad essere centrale giovedì (apertura per Tg1 ed i Tg Mediaset), relativamente al dato negativo della Lombardia; Tg4, venerdì, ritorna sulla denuncia della Fondazione Gimbe sui dati “falsificati” della Regione Lombardia, dando luogo ad un interessante confronto in studio tra un rappresentante della Regione ed il Presidente dell’istituto, Nino Cartabellotta.

Torna poi in auge un “classico” dell’informazione, il rapporto tra politica e giustizia (10 aperture), per la discussa riforma del sistema giudiziario e, soprattutto, per la bufera sugli sms scambiati tra magistrati e i giudizi su Salvini (Tg La7). Ovviamente, l’attenzione è massima da parte dei Tg Mediaset, con spazi più modesti per quelli Rai. Tg4, martedì, interpella Maurizio Gasparri, che rievoca il teorema della “giustizia politicizzata”, la cui principale vittima sarebbe stato Berlusconi. Spazio trasversale, venerdì, all’intervento del Capo dello Stato (apertura per i Tg Rai), che precisa come non sia tra le sue facoltà la decisione di sciogliere il Csm.

Un’altra polemica, quella sugli assistenti civici, “furoreggia” anch’essa nei Tg di prime time (5 aperture, lunedì), ma è informazione di un giorno, che già da martedì si eclissa. Maggiori spazi hanno trovato le notizie sulla scuola (7 titoli), tra assunzioni dei precari e gli interrogativi su ciò che accadrà a settembre. Molto presente la ministra Lucia Azzolina, intervistata dal Tg2 ed ospite in studio per Tg La7.

Quanto agli esteri, gli Stati Uniti dominano per tutta la settimana; le immagini della morte di un afro-americano, soffocato da un poliziotto durante un arresto, e le violente proteste che ne sono seguite, scalano ben 7 titoli tra giovedì e venerdì. Sempre sugli States, martedì sia Tg1 che Tg5 avevano titolano sulle difficoltà di Trump, ma anche di alcuni altri leader conservatori, «con il vento in poppa prima del virus, ora in difficoltà per la gestione della pandemia» (Tg1). Preoccupazione soprattutto per i contagi nel Brasile di Bolsonaro. Tg2 ancora una volta dimostra la sua predilezione per il Presidente Usa, e sorvola sullo scontro fra Trump e la piattaforma social Twitter, molto ripreso, invece, da Tg3 e Tg5. Grande attenzione sia per Tg2 che Tg La7 alla repressione delle proteste ad Hong Kong, con Mentana che critica la mancata presa di posizione dell’Italia. Mercoledì, il Tg di Sangiuliano fa di più, dedicando apertura e primo servizio ad una intervista al Cardinale Emerito di Hong Kong, che denuncia come la Cina vuole «schiacciare la sua città con violenta brutalità», mentre dovrebbe «offrire maggiori risposte sulla pandemia».

 

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