scuola

Scuola e formazione. Italia, Paese delle riforme mancate

233

In Italia, i dati sulla dispersione scolastica, indice sensibile della qualità del sistema scolastico di una nazione, mostrano un generale miglioramento della media nazionale che si attesta intorno al 13%, in sostanziale recupero nei confronti della media Ue, intorno al 10%.
Resta, tuttavia, ancora un divario Nord-Sud che meriterebbe una seria riflessione da parte del sistema scolastico del Paese, sia per quanto riguarda i dati sulla dispersione scolastica, sia per quanto concerne l’offerta formativa di qualità in aree considerate da sempre difficili e trascurate.
Un ulteriore handicap per il Mezzogiorno si registra con i risultati delle prove Invalsi, che raggiungono punte di insufficienza intorno al 40%, soprattutto nelle prove di abilità in matematica e inglese. Le prove standardizzate mostrano che il Trentino è la realtà più avanzata in Italia, con un sistema scolastico in grado di garantire a tutti uguali opportunità di apprendimento, mentre in forte ritardo è ancora la scuola calabrese.
Tutto ciò si sostanzia in un divario di preparazione degli studenti calabresi di circa due anni rispetto ai coetanei del Trentino; ritardo che, ad una prima riflessione, appare dovuto a più di un motivo. I genitori, ad esempio, sembrano interessarsi ai voti più che alla reale formazione dei figli, dimostrando un complessivo disinteressamento ai programmi e alle verifiche oggettive del loro apprendimento. Poi, l’arretratezza delle strutture, l’assenza di servizi di mensa, dei laboratori e delle palestre, ampliano la forbice del ritardo. Sono circa il 50% gli alunni del Nord che usufruiscono della scuola anche nel pomeriggio, mentre nel Sud solo nell’11% dei casi si ha la possibilità di una scuola a tempo pieno. Professori demotivati e contesti sociali poco stimolanti culturalmente, spesso, fanno il resto.
Il risultato è ‒ come spiega Roberto Ricci, dirigente di ricerca e responsabile Area prove Invalsi ‒ che la differenza tra gli studenti del Nord e quelli del Sud nell’interpretare un testo scritto, nel risolvere un problema logico-matematico e nel comprendere la lingua inglese è minima nel momento in cui si accede alla scuola primaria e massima alla fine delle scuole superiori.
Una ulteriore analisi riguarda la polarizzazione della qualità dell’istruzione al Sud. C’è una tendenza a concentrare in alcuni Istituti un miglior insegnamento e migliori servizi aggiuntivi a discapito di altri. Inoltre, la maggior parte dei giovani insegnanti proviene dal Sud ma, dopo la laurea, si trasferisce al Nord, dove si riscontra una maggiore carenza di docenti, come risulta da un dossier Cnr sui docenti migranti. In tal modo, al Sud resta una classe di docenti più anziana, con minori competenze digitali, poco motivata dal contesto e costretta ad operare in strutture vecchie e insicure.
Servono, dunque, fondi per riequilibrare il divario del sistema scolastico tra le diverse aree del Paese; fondi che il Miur, in questi anni, ha stanziato per l’edilizia e il Piano scuola digitale. Vero è che, per rendere operativi nel tempo tali fondi, è necessario coinvolgere i territori, i comuni e le famiglie e insieme, occorre un piano di interventi organici generali da parte dello Stato che riequilibri le condizioni di investimento infrastrutturale nel Mezzogiorno.
Ma anche la situazione del sistema educativo e culturale italiano, in generale, mostra alcuni limiti se raffrontata con quella europea; basta incrociare i dati Invalsi con i dati Ocse sull’analfabetismo funzionale e l’intero Sistema Paese ne esce in difficoltà. In Italia, medie che superano ormai il 40% di analfabetismo funzionale (contro il 7,5% della Svezia) indicano cittadini con difficoltà di interpretazione di un testo e abilità ridotte nel far di conto, incapaci di veicolare e interpretare l’informazione sempre più sotto il controllo circolare da parte dei detentori di dati.
L’informazione si riduce spesso a semplice “comunicazione”, per di più, spesso, distorta e incontrollabile. Nel quadro di quella che Mario Caligiuri, docente di pedagogia della comunicazione all’Unical, chiama “Società della disinformazione”, si realizza una cesoia tra coloro che sono consapevoli della necessità di dotarsi di strumenti necessari al controllo e alla verifica dell’informazione e coloro che ne rimangono tagliati fuori. In questo limbo, dunque, si crea un forte disagio sociale che si cumula con il disagio digitale che sta segmentando la popolazione tra fruitori digitali e analfabeti digitali, governati entrambi da algoritmi che gestiscono la spesa e indirizzano sempre più le decisioni di consumo.
Ancora una volta è la scuola che, con la sua funzione di formazione ed educazione, dovrebbe essere l’antidoto alla disinformazione e al declino cognitivo della società, strumento di capacità utili e necessarie non solo all’economia ma anche e soprattutto alla gestione del pensiero delle nuove generazioni che dovranno reggere le sorti della nazione.
Heidegger diceva che la conseguenza di non coltivare la parola porta a un mondo sempre più stupido e povero; oggi, dovremmo aggiungere anche più incontrollabile e manipolabile.

Roberto Bevacqua è co-direttore di Eurispes Calabria

Ultime notizie
Intervista

Camilleri come Verga e Pirandello. “Il vigatese è italiano come la lingua dei Malavoglia”

Andrea Camilleri non è solo un caso letterario. È una figura poliedrica di intellettuale, capace di esprimere la corda universale della sicilianità, come hanno fatto i grandi della letteratura isolana: da Verga a Pirandello. Ne parliamo con Franco Lo Piparo, professore filosofia del linguaggio all’Università di Palermo.
di Massimiliano Cannata
Il punto

Regioni: tutte a statuto speciale

Occorre che lo Stato ritorni ad essere protagonista e guida del futuro degli italiani. Occorrerebbe riscoprire il senso di comunità e di...
di Gian Maria Fara
agricoltura

Mafia nei mercati ortofrutticoli. Sud Pontino epicentro della filiera criminale

Mafia nei mercati ortofrutticoli: quando la criminalità riesce a mettere le mani sui grandi mercati ortofrutticoli o sul sistema della logistica, condiziona l'intera filiera agricola italiana e internazionale. Si tratta di un avanzamento importante e pericoloso della strategia delle agromafie italiane.
di Marco Omizzolo
Intervista

Salvini e il bluff della crisi di “ferragosto”. Il Papeete è un format politico

Crisi di governo: Matteo Salvini protagonista del “mistero buffo” di Ferragosto. L'analisi di Aldo Cazzullo, cronista di razza, editorialista e firma di punta del Corsera. «Più passano i giorni, più l'azzardo di Salvini si rivela sempre più tale. La mia impressione è che abbia sbagliato i tempi».
di Massimiliano Cannata
Informazione

Comunità sostituite da “communities”. L’identità corre sui social

Ha un senso oggi parlare, nel nostro Paese, di comunità? Quand'é che un insieme di persone diventa una comunità e in quale circostanza perde questa sua connotazione?
di Alfonso Lo Sardo
Economia

Fed e Bce: la simmetria accomodante nelle politiche monetarie

Il mese di luglio ha registrato importanti segnali e decisioni riguardo le prospettive di politica monetaria sulle due sponde dell’Atlantico. Sia la Bce che la Fed hanno fornito elementi di valutazione delle prossime mosse in questo àmbito, sul fronte europeo, e una decisione concreta in casa americana.
di Antonio De Chiara
Istruzione

L’educazione civica torna sui banchi di scuola. L’Eurispes applaude

Con l’approvazione da parte del Senato del Ddl sull’introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica, la materia sarà reintrodotta nella scuola primaria e in quella secondaria. Al tema il magazine L’Eurispes.it ha dedicato una “campagna” di informazione e aperto un vero e proprio dibattito, consultando insegnanti, esperti di diritto e politici.
di redazione
International

Religione in Russia. Gli ortodossi praticanti sono solo il 3%. “Servono più sacerdoti”

Quanti sono i cittadini russi di religione ortodossa? Quanti i credenti-praticanti? Quale ruolo svolgono la Chiesa Ortodossa e l’associazionismo cristiano nella società russa? A queste domande ha messo un punto fermo una recente ricerca sociologica.
di Evpati Selov
International

Sudafrica, il Pil torna a volare. Ma la disuguaglianza alimenta l’immigrazione

I BRICS ospitano, in totale, circa il 42% della popolazione mondiale, ricoprono circa il 25% dell’estensione terrestre e il loro Pil ammonta...
di Bartolomeo Gatteschi
Cultura

Scuola e formazione. Italia, Paese delle riforme mancate

In Italia, i dati sulla dispersione scolastica, indice sensibile della qualità del sistema scolastico di una nazione, mostrano un generale miglioramento della...
di Roberto Bevacqua