scuola

Scuola e formazione. Italia, Paese delle riforme mancate

242

In Italia, i dati sulla dispersione scolastica, indice sensibile della qualità del sistema scolastico di una nazione, mostrano un generale miglioramento della media nazionale che si attesta intorno al 13%, in sostanziale recupero nei confronti della media Ue, intorno al 10%.
Resta, tuttavia, ancora un divario Nord-Sud che meriterebbe una seria riflessione da parte del sistema scolastico del Paese, sia per quanto riguarda i dati sulla dispersione scolastica, sia per quanto concerne l’offerta formativa di qualità in aree considerate da sempre difficili e trascurate.
Un ulteriore handicap per il Mezzogiorno si registra con i risultati delle prove Invalsi, che raggiungono punte di insufficienza intorno al 40%, soprattutto nelle prove di abilità in matematica e inglese. Le prove standardizzate mostrano che il Trentino è la realtà più avanzata in Italia, con un sistema scolastico in grado di garantire a tutti uguali opportunità di apprendimento, mentre in forte ritardo è ancora la scuola calabrese.
Tutto ciò si sostanzia in un divario di preparazione degli studenti calabresi di circa due anni rispetto ai coetanei del Trentino; ritardo che, ad una prima riflessione, appare dovuto a più di un motivo. I genitori, ad esempio, sembrano interessarsi ai voti più che alla reale formazione dei figli, dimostrando un complessivo disinteressamento ai programmi e alle verifiche oggettive del loro apprendimento. Poi, l’arretratezza delle strutture, l’assenza di servizi di mensa, dei laboratori e delle palestre, ampliano la forbice del ritardo. Sono circa il 50% gli alunni del Nord che usufruiscono della scuola anche nel pomeriggio, mentre nel Sud solo nell’11% dei casi si ha la possibilità di una scuola a tempo pieno. Professori demotivati e contesti sociali poco stimolanti culturalmente, spesso, fanno il resto.
Il risultato è ‒ come spiega Roberto Ricci, dirigente di ricerca e responsabile Area prove Invalsi ‒ che la differenza tra gli studenti del Nord e quelli del Sud nell’interpretare un testo scritto, nel risolvere un problema logico-matematico e nel comprendere la lingua inglese è minima nel momento in cui si accede alla scuola primaria e massima alla fine delle scuole superiori.
Una ulteriore analisi riguarda la polarizzazione della qualità dell’istruzione al Sud. C’è una tendenza a concentrare in alcuni Istituti un miglior insegnamento e migliori servizi aggiuntivi a discapito di altri. Inoltre, la maggior parte dei giovani insegnanti proviene dal Sud ma, dopo la laurea, si trasferisce al Nord, dove si riscontra una maggiore carenza di docenti, come risulta da un dossier Cnr sui docenti migranti. In tal modo, al Sud resta una classe di docenti più anziana, con minori competenze digitali, poco motivata dal contesto e costretta ad operare in strutture vecchie e insicure.
Servono, dunque, fondi per riequilibrare il divario del sistema scolastico tra le diverse aree del Paese; fondi che il Miur, in questi anni, ha stanziato per l’edilizia e il Piano scuola digitale. Vero è che, per rendere operativi nel tempo tali fondi, è necessario coinvolgere i territori, i comuni e le famiglie e insieme, occorre un piano di interventi organici generali da parte dello Stato che riequilibri le condizioni di investimento infrastrutturale nel Mezzogiorno.
Ma anche la situazione del sistema educativo e culturale italiano, in generale, mostra alcuni limiti se raffrontata con quella europea; basta incrociare i dati Invalsi con i dati Ocse sull’analfabetismo funzionale e l’intero Sistema Paese ne esce in difficoltà. In Italia, medie che superano ormai il 40% di analfabetismo funzionale (contro il 7,5% della Svezia) indicano cittadini con difficoltà di interpretazione di un testo e abilità ridotte nel far di conto, incapaci di veicolare e interpretare l’informazione sempre più sotto il controllo circolare da parte dei detentori di dati.
L’informazione si riduce spesso a semplice “comunicazione”, per di più, spesso, distorta e incontrollabile. Nel quadro di quella che Mario Caligiuri, docente di pedagogia della comunicazione all’Unical, chiama “Società della disinformazione”, si realizza una cesoia tra coloro che sono consapevoli della necessità di dotarsi di strumenti necessari al controllo e alla verifica dell’informazione e coloro che ne rimangono tagliati fuori. In questo limbo, dunque, si crea un forte disagio sociale che si cumula con il disagio digitale che sta segmentando la popolazione tra fruitori digitali e analfabeti digitali, governati entrambi da algoritmi che gestiscono la spesa e indirizzano sempre più le decisioni di consumo.
Ancora una volta è la scuola che, con la sua funzione di formazione ed educazione, dovrebbe essere l’antidoto alla disinformazione e al declino cognitivo della società, strumento di capacità utili e necessarie non solo all’economia ma anche e soprattutto alla gestione del pensiero delle nuove generazioni che dovranno reggere le sorti della nazione.
Heidegger diceva che la conseguenza di non coltivare la parola porta a un mondo sempre più stupido e povero; oggi, dovremmo aggiungere anche più incontrollabile e manipolabile.

Roberto Bevacqua è co-direttore di Eurispes Calabria

Ultime notizie
Società

Indagine sul Processo Penale: Fara: “La giustizia sta peggio di 10 anni fa”

Cosa accade nelle aule giudiziare del nostro Paese. A distanza di 11 anni dal Primo Rapporto sul processo penale, esce il nuovo studio dell'Eurispes. Ecco cosa è cambiato.
di redazione
Giustizia

Giustizia, i temi “hot”. Avv. Tafuro: “Contro lo stop alla prescrizione astensione ad oltranza”

Il “dossier giustizia” agita la maggioranza giallo-rossa. Dal tema delle intercettazioni al nodo della prescrizione, passando per il riordino del Csm. Ne parliamo...
di Valentina Renzopaoli
Gioco

Alcol, droga, fumo, gioco. Sacchetti: “Il rischio dipendenza fa parte dell’uomo”

Dipendenze vecchie e nuove. I numeri crescono e anche le tipologie. Da cosa dipende? La sanità pubblica ha gli strumenti per affrontarle? Ne parliamo con Emilio Sacchetti, Presidente Eletto della Accademia Italiana di Scienze delle Dipendenze Comportamentali
di Alberto Baldazzi
Crescita

Summit Italia, America Latina e Caraibi. Ricceri: “Eco-compatibilità decisiva per la cooperazione internazionale”

L'Eurispes ha partecipato alla “IX Conferenza Italia, America Latina e Caraibi” che si è svolta il 9 e 10 ottobre al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
di Antonio De Chiara e Maria Grazia Melchionni
Diritti umani

Summit sui diritti umani a Dublino. Omizzolo: “Ho visto la bellezza di un mondo che non vuole soccombere”

Oltre cento difensori di diritti umani si sono dati appuntamento a Dublino dal 2 al 5 ottobre. Tra loro, Marco Omizzolo, ricercatore dell'Eurispes, eletto Human Rights Defender.
di Marco Omizzolo
Crescita

Sud: l’idea del Mezzogiorno va ripensata. “Combattere la rabbia figlia della frustrazione”

Sud e Futuro: il convegno organizzato dalla Fondazione Magna Grecia getta le basi per una rivoluzione culturale e politica. Il racconto del primo Annual International meeting che si è svolto a Palermo 4 al 6 ottobre, durante il quale è stato presentato il primo Rapporto sul futuro del Mezzogiorno.
di Alfonso Lo Sardo
Fisco

Web tax, Europa: imperdonabile ritardo. Milioni di euro non intercettati dall’erario e utenti che “pagano” con i propri dati

Il 13 dicembre 2018 il Parlamento europeo ha votato ed approvato due relazioni, con le quali viene chiesto all’Europa di introdurre un sistema comune di tassazione per i servizi digitali. L’Italia era stata la prima a muoversi su tale terreno, approvando già, nelle ultime due Leggi di Bilancio una sua web tax, successivamente rimasta solo sulla carta per mancanza dei decreti attuativi. L’analisi e le proposte dell’Osservatorio Eurispes sulle Politiche fiscali.
di Giovambattista Palumbo
Mezzogiorno

Il futuro del Sud. Molti possibili scenari: occorrerà sceglierne uno

Dal 4 al 6 ottobre si svolgerà a Mondello il I Annual International Meeting “Sud e Futuri” organizzato dalla Fondazione Magna Grecia. Parteciperanno oltre 50 protagonisti dell’economia, della cultura, dell’università, della magistratura, del giornalismo che si confronteranno su idee, progetti e proposte per il futuro del Sud.
di Alfonso Lo Sardo
Economia

La nuova frontiera delle criptovalute: rischio corto circuito tra aziende e autorità di controllo

Dal Petro alla Libra: i principali colossi dell’economia sarebbero in procinto di entrare prepotentemente nel mercato delle monete digitali. Ma l’idea di fondo di una vera e propria valuta alternativa, fondata esclusivamente sulla fiducia dei mercati e dei consumatori, anziché sul valore cogente imposto da leggi statali o sovranazionali, ancora non viene accettata dalle autorità bancarie e finanziarie.
di Andrea Strata e Michelangelo Principe
Economia

Stop contanti, nuove tasse non servono. “Ridurre le commissioni sui Pos”

Per incentivare l’uso di transazioni tracciabili occorre una chiara strategia di medio-lungo periodo, che porti anche ad un cambio culturale e all’implementazione della digitalizzazione dei cittadini e della PA. A tal fine, il primo punto su cui intervenire è senz’altro la riduzione delle commissioni sui Pos.
di Giovambattista Palumbo