Stiamo combattendo il Coronavirus ma ci siamo dimenticati l’emergenza ambientale

Potremmo riassumere nella parola “vulnerabilità” quanto avvenuto in questi mesi nel mondo con l’emergenza causata dalla pandemia da Covid-19. Non era mai accaduto nella storia che oltre 3 miliardi di persone fossero coinvolte in provvedimenti di lockdown decisi da circa 200 paesi nel mondo, mentre l’economia globale ha fortemente rallentato e il Prodotto interno lordo dell’area dell’euro – secondo la presidente della Bce – potrebbe arrivare a diminuire fino al 12%.
Il virus Sars-Cov-2 ha messo in crisi i sistemi sanitari dei paesi più ricchi, l’economia e la finanza globale, provocando una pandemia che ha evidenziato quanto le nazioni tecnologicamente più avanzate siano fragili, vulnerabili, impreparate ad affrontare e prevenire eventi di questo tipo.

È la vulnerabilità il problema che la società contemporanea globale ha di fronte a sé, e su questo i governi del pianeta sono chiamati a dare una risposta, perché siamo di fronte ad un bivio tra modernizzazione e conservazione: avviare la ricostruzione dell’economia e del nostro sistema di sicurezza sociale ricominciando dalle identiche politiche pre-crisi o avviare un cambiamento radicale nelle politiche economiche, ambientali, energetiche, del lavoro, della sanità pubblica, della formazione, dell’Università e della ricerca per costruire un’economia più resiliente.

Abbiamo assistito, in questi mesi, ad una forte mobilitazione senza precedenti dei governi del mondo per contrastare la pandemia da Covid-19; ma altrettanto non è accaduto per altre emergenze, anche a maggiore intensità di danno, sia dal punto di vista del tasso di letalità sia di quello economico.
Il cambiamento climatico non è percepito come rischio globale anche se, secondo l’OMS, tra il 2030 e il 2050 provocherà 250mila vittime ogni anno.
Ogni anno l’Agenzia Europea dell’Ambiente, pubblica il rapporto sulla qualità dell’aria in Europa. Nel 2019 in Europa i decessi attribuibili all’inquinamento sono stati stimati in 412.000, mentre in Italia sono stati 75.200.
Il danno economico – stimato dall’EEA – causato dall’inquinamento oscilla, in Italia, tra un dato minimo di 47 miliardi di euro l’anno e un massimo di 142 mentre, a livello europeo, il danno è di 330 miliardi di euro sino ad un massimo di 940.
Secondo l’OMS le punture di zanzare causano la morte di 725.000 persone ogni anno, mentre la malaria provoca 405mila decessi.
Questi esempi e numeri pongono una domanda: perché i governi del mondo non affrontano con la stessa determinazione con cui si sta affrontando l’emergenza Sar-Cov-2 la questione ambientale che è strettamente legata alla diffusione della pandemia, come è ormai dimostrato da molti studi scientifici? La deforestazione, ad esempio, ha favorito la diffusione del virus Nipah e della malaria.

Alcuni giorni fa, al Polo Nord, si è registrata una temperatura di 20 gradi centigradi in più rispetto alle medie stagionali ma la questione ambientale, e quella del cambiamento climatico, non sono percepite come un pericolo imminente dalla popolazione e dai decisori politici, determinando un irresponsabile immobilismo da parte di molti governi del Pianeta – i quali fanno saltare gli accordi ONU sul clima – e da un’informazione che, almeno nel nostro Paese, non esercita un ruolo pubblico di pressione.
Nella popolazione non c’è una percezione del rischio delle conseguenze del cambiamento climatico e delle crisi ambientali le quali sono strettamente legate anche alla diffusione di epidemie da microrganismi patogeni. Allo stesso modo, in molti decisori politici gli interessi legati a vecchi sistemi produttivi obsoleti e alle lobby dei fossili condizionano, ancora oggi, scelte di governo. Le conseguenze del climate change saranno gravi se non affrontate in modo sistemico: la carenza di acqua potabile, l’aumento dei livelli dei mari, la desertificazione, l’inquinamento non sono un problema del futuro, ma di oggi.
Il cambiamento climatico, attraverso l’innalzamento delle temperature, favorirà il trasferimento di patogeni, anche letali (come ad esempio le zanzare), dai luoghi tropicali nelle aree dei cosiddetti “paesi più ricchi” (Europa o Stati Uniti): nessuno sarà immune.

Torniamo al quesito iniziale: modernizzazione o conservazione per il futuro post-Covid? Di fronte alla sfida che abbiamo davanti a noi c’è, nel nostro Paese, chi ha proposto – come il Presidente della regione Liguria –di eliminare i certificati antimafia e i vincoli paesaggistici per rilanciare l’economia; altri vorrebbero condoni edilizi e fiscali. C’è un’arretratezza culturale della politica nel nostro Paese che ne ostacola la modernizzazione. La Germania, nello scorso mese di aprile, ha prodotto il 60% di energia elettrica da energie rinnovabili, mentre l’Italia è tra gli ultimi posti in Europa sulla diffusione dell’economia digitale. La modernizzazione del nostro Paese può dare una risposta alle crisi ambientali e sanitarie, rilanciare l’economia creando nuova occupazione dalla conversione ecologica e rappresentare l’alternativa – anche politica – alla conservazione dello status quo.

 

Angelo Bonelli è Coordinatore nazionale dei Verdi

Ultime notizie
piattaforme
Società

L’età delle piattaforme nella società del rischio

Le piattaforme sono oggi il luogo in cui si esercita il vero potere di controllo e di indirizzo, con conseguenze politiche non di poco conto. Il saggio “I poteri privati delle piattaforme e le nuove frontiere della privacy” (ed. Giappichelli), curato dal presidente dell’Authority di settore, Pasquale Stanzione, tematizza, in particolare, il delicato rapporto che oggi sussiste tra evoluzione del diritto e sviluppo tecnologico.
di Massimiliano Cannata
piattaforme
grandi stazioni
Infrastrutture

Infrastrutture italiane tra innovazione e corporativismo: intervista ad Alberto Baldan, AD di Grandi Stazioni Retail

Alberto Baldan, amministratore delegato di Grandi Stazioni Retail, sostiene il ruolo delle infrastrutture ferroviarie per avvicinare le città italiane e modernizzare il trasporto nel Paese in termini di sostenibilità e rigenerazione urbana.
di Angela Abbrescia
grandi stazioni
patrimonio culturale
Criminalità e contrasto

Tecnologie avanzate e collaborazione interforze. TPC dei Carabinieri: un Corpo in difesa del Patrimonio Culturale

Dal 1969 il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale svolge la sua attività di contrasto al traffico di opere d’arte, primo Corpo speciale al mondo individuato specificamente per tale funzione. Da allora, sono circa 3 milioni le opere recuperate e rientrate legittimamente nel nostro Paese.
di redazione
patrimonio culturale
costo della vita
Economia

Costo della vita e occupazione in discesa nei settori a basso reddito nel post-Covid come effetto della crisi ucraina

Mentre l’economia mondiale, seppur con variazioni significative, si è ripresa rapidamente dopo la pandemia – 57 milioni i posti di lavoro persi...
di redazione
costo della vita
libere per tutte
Immigrazione

Libere per tutte. Storie di donne e del loro coraggio

Libere per tutte. Il coraggio di lottare per sé e per gli altri di Marco Omizzolo (Fondazione Feltrinelli 2022) racconta tre donne diverse ma ugualmente resistenti, descritte in chiave sociologica ma non priva di trasporto, con lo scopo di documentare e denunciare patriarcato, sfruttamento e discriminazione contro le donne.
di Giusy Rosato
libere per tutte
Made in Italy
Economia

Strategie fiscali in difesa del Made in Italy

Made in Italy, un patrimonio da difendere e valorizzare con efficaci strategie fiscali, prima fra tutte l’agevolazione fiscale alle reti di imprese e la valorizzazione del capitale umano. In primo piano anche la lotta alla contraffazione sul piano fiscale per disincentivare la concorrenza sleale.
di Giovambattista Palumbo*
Made in Italy
gentrificazione
Società

Gentrificazione e turismo, quale futuro ci aspetta

Gentrificazione e turismo di massa sono due fenomeni in aumento e interconnessi, generanti profondi cambiamenti nel tessuto urbano e sociale delle città italiane. Per questo motivo andrebbero riconsiderati in relazione a logiche di pianificazione urbana e non di laissez faire.
di Roberta Rega
gentrificazione
flat tax
Economia

Flat tax, questa sconosciuta

La flat tax richiama la questione della corrispettiva copertura finanziaria, nonché della progressione di aliquota. Ma il vero problema in materia fiscale è l’evasione, e la flat tax va vista come una misura mirata in primis a favorire la emersione dei redditi non dichiarati.
di Giovambattista Palumbo*
flat tax
Carmelo Cedrone
Biografia

In ricordo di Carmelo Cedrone

Ci ha lasciato Carmelo Cedrone, scomparso ai primi di settembre; è stato un sincero europeista, autentico sindacalista, promotore e coordinatore del “Laboratorio Europa” per l’Eurispes, fino all’ultimo impegnato a dare il proprio contributo al processo di integrazione europea.
di Marco Ricceri*
Carmelo Cedrone
giustizia tributaria
Economia

Riforma della giustizia tributaria. Contesto, prospettive e criticità

La Giustizia tributaria è finalmente oggetto di una riforma, arrivata alla Camera con la seduta straordinaria del 9 agosto 2022. Uno degli obiettivi della riforma, negoziati nell’ambito del Pnrr, era la riduzione della durata media dei processi in Cassazione.
di Giovambattista Palumbo*
giustizia tributaria