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Osservatorio TG

Trump – Scurdàmmoce ‘o passato…

Analisi giovedì 10 novembre – “Scordiamoci il passato, siamo tutti americani”: questo è quanto i Tg di serata ricavano dal primo, caloroso, incontro tra Trump e Obama, il giorno dopo il trionfo dell’uomo che in poco più di un anno ha scalato il Partito Repubblicano e che il 20 gennaio si insedierà alla Casa Bianca. Per Mentana, “una mano di vernice sugli insulti della campagna presidenziale”. Primo titolo per tutte le edizioni, seguito – ancora una volta su tutti i Tg – dalle notizie e dalle immagini delle proteste anti-Trump. Inevitabilmente per giorni e giorni l’attenzione massima sarà per l’altra sponda dell’Atlantico, e fino ad ora si può essere accettabilmente soddisfatti della qualità media delle proposte di servizi e approfondimenti. Tg1 propone, ad esempio, l’autocritica di un vice direttore del New York Times che ammette che i media classici e il mainstream non hanno capito nulla dell’America profonda, mentre Tg3 lascia parlare Giuseppe di Taranto, secondo cui Trump potrà portare a termine ben poche delle sue tante promesse.

La politica italiana è questa sera ai minimi termini. Terzo titolo per quasi tutti sulla bocciatura del ricorso di Onida per lo spacchettamento del referendum, mentre Mattarella che torna sui temi dell’accoglienza lo troviamo solo sui Tg Rai. Ma tornando al tema referendum, su TgLa7 e Tg1 spazio alla decisione dell’Anpi di negare il ritesseramento alla Pd Puppato, perché impegnata nella campagna per il sì. Non è la prima volta che l’associazione dei partigiani inciampa, a nostro giudizio, in qualche retrovia della campagna referendaria; recentemente c’era stata la manifestazione di Latina, con il “Renzi peggio del Duce”. La pensa come noi anche Enrico Mentana, che ribadisce come i valori della Resistenza non possono essere oggetto di manovrine di bassa lega, chiunque le tenti. Sempre TgLa7 è l’unico che riprende la querelle della lettera del Governo Renzi agli italiani all’estero per invitarli al voto, paventando che non sia bipartisan. Vedremo se il sospetto è giustificato.

Per la cronaca, i due odierni casi di femminicidio, accomunati dall’avere entrambe le vittime bruciate vive, ottengono la dovuta attenzione su tutte le testate. Titoli ed analoghi spazi vanno anche alla sentenza sulla “strage dell’erasmus”, che assolve l’autista dell’autobus dall’accusa di omicidio colposo. Su entrambi questi temi Tg4 si spende monto stasera con forti accenti giustizialisti, offrendo testimonianze forti ma corredate da una “spettacolarizzazione” che, onestamente, ci pare inappropriata.

Concludiamo segnalando che Tg1 e Tg5 hanno dato spazio a una notizia ”rara” e sicuramente emblematica quanto confortante: la decisione del Vescovo di Locri di rifiutare due donazioni da 5 mila euro ciascuna finalizzate al restauro della chiesa locale, perché provenienti da un’azienda in odore di ‘ndrangheta.

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Il tema del riassetto dei poteri è al centro dell’attuale dibattito ed è strettamente collegato con le prospettive di una riforma della giustizia. L'ex magistrato Vincenzo Macrì fa alcune considerazioni partendo da un articolo a firma di Luciano Violante.
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Fondi per il PNRR, erogata la prima rata: il punto della situazione

Un importante traguardo è stato raggiunto lo scorso 13 aprile, quando è stata erogata la prima tranche di pagamenti per il PNRR. Sono stati versati 21 miliardi di euro che si aggiungono al pre-finanziamento ottenuto lo scorso anno.
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Che cosa significa, oggi, vivere la dimensione della precarietà

La precarietà si afferma come la base esistenziale del vivere contemporaneo. Precarietà in termini lavorativi, come conseguenza delle crisi economiche; precarietà delle relazioni, accentuate dagli effetti della pandemia sulla salute mentale e sui legami di comunità; precarietà geopolitica e ambientale di un mondo minacciato da guerre e disastri ambientali.
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La finalità antropocentrica del legal design I principali linguisti italiani evidenziano da anni che il linguaggio utilizzato dalle Istituzioni è distante anni luce...
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guerra
Internazionale

Le guerre dimenticate, non meno feroci di quella in Ucraina

Come mai guerre atroci e lunghissime come quelle nel Tigrai, nello Yemen, in Siria, in Mali, non hanno ascolto nella politica italiana ed europea e trovano pochi spazi nei media? Perché non sconvolgono la sensibilità delle persone come invece sta accadendo per il conflitto in Ucraina? Lo stesso vale, del resto, per altre crisi estreme che provocano migliaia di morti e schiere enormi di profughi.
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guerra
25 aprile 2022
Società

25 aprile 2022, il ritorno della paura

La memoria della riconquista della libertà, avvenuta con la liberazione del 1945, si sovrappone alle immagini della tragedia ucraina che, a distanza di 77 anni, si consuma per le stesse ragioni di allora, i soprusi delle dittature. La “resistenza” in ogni epoca trae forza dal coraggio di vincere le paure.
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25 aprile 2022
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Dipersione scolastica e Dad: il fenomeno nelle scuole della Sardegna

Dispersione scolastica e DaD, quanto sono collegati questi due aspetti nel sistema scolastico costretto a modificare la propria organizzazione a causa della...
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