L’Italia resta la quarta potenza mondiale per esportazioni, ma il suo vantaggio competitivo, il sapere artigianale tramandato nelle botteghe, è oggi minacciato dalla possibilità di digitalizzare ciò che finora sembrava non replicabile. Mentre i grandi gruppi del lusso investono già in gemelli digitali e Intelligenza Artificiale, l’Italia resta indietro su questo fronte, pur mostrando segnali incoraggianti in settori come il mobile, dove il design è diventato processo digitale senza perdere identità. Il vero ostacolo è la diffusione: un tessuto fatto soprattutto di piccole imprese artigiane, che faticano a investire nel digitale e a formare le competenze necessarie.
Tra il 2026 e 2029 la filiera del Made in Italy potrebbe assorbire 900mila lavoratori, ma la sfida principale riguarda le competenze: per molti profili professionali la difficoltà di reperimento raggiunge il 55% delle assunzioni. Se nei settori di meccatronica e robotica le imprese esprimono una forte richiesta di competenze meccanico-digitali per sostenere l’adozione dei sistemi di Industria 4.0, nell’agroalimentare sono fortemente richiesti gli esperti in tracciabilità, sostenibilità e digitalizzazione.
Il comparto moda è il terzo settore manifatturiero più importante in Italia, dopo la meccanica e l’automobilistica, ma negli ultimi anni è cambiata la percezione da parte dei consumatori, soprattutto per la Gen Z.
Il mercato delle IG vale in Europa 74,8 miliardi di euro, e un prodotto IG su quattro è italiano. Per valorizzare questa ricchezza bisogna puntare su un futuro tecnologico per i marchi DOP e IG, prodotti di punta del Made in Italy, e a una Agricoltura 4.0 basata su trasparenza e tracciabilità.
Il sistema moda italiano è leader in Europa con 56.422 mila imprese operanti nel settore fashion, il 25% del totale. Se il presente del settore moda suscita interesse negli investitori, per il futuro è necessario consolidare il sistema rafforzando l’unicità che contraddistingue il Made in Italy.
La cantieristica navale è un comprato che impiega 135mila occupati in 32mila imprese italiane. Nel 2022 il mercato mondiale della cantieristica ha raggiunto un valore di più di 150 miliardi di dollari, con proiezioni al rialzo fino a quasi 200 miliardi nel 2030.
Il comparto pesca del nostro Paese è fortemente penalizzato dalle normative e dai paletti imposti dall’Ue, da scelte politiche sbagliate e da limitazioni burocratiche oltre che da severe sanzioni.
Il settore calzaturiero è uno dei principali pilastri dell’economia manifatturiera nazionale. Lo studio dell’Eurispes “Strategie di difesa attiva del Made in Italy calzaturiero” analizza il settore calzaturiero italiano, il valore del Made in Italy e le conseguenze della crisi economica dell’ultimo quindicennio.
Mattino, di un martedì qualsiasi. Fuori piove e, dentro, io sono in attesa di un caffè. Lascio che il mio sguardo scenda lungo le mie gambe. Arriva ai piedi: ci sono due scarpe. Non le ho mai guardate...