Senza correttivi, saranno necessari altri 90 anni per raggiungere la parità: è quanto emerge dal report dell’OCSE che fotografa il contributo nelle donne nei settori dell’innovazione tecnologica e digitale. Nel campo della proprietà intellettuale solo il 4% dei brevetti ICT è attribuibile unicamente a donne e appena il 20% coinvolge team misti, con conseguenze sia nella parità salariale che nella resistenza di stereotipi di genere nell’IA e nella progettazione. L’Italia conferma i dati OCSE ma non mancano i segnali positivi: siamo al quarto posto in Europa per quota di donne fondatrici di startup che depositano brevetti europei (12,5%) e raggiungiamo risultati positivi anche nelle pubblicazioni scientifiche sull’IA.
Gli uomini impiegano in media meno di due ore nei lavori domestici, le donne più di cinque: è solo uno dei volti dell’esclusione delle donne, un deficit strutturale nazionale che limita la costruzione delle condizioni di accesso delle donne al lavoro in maniera piena e indipendente. L’esclusione tocca vari àmbiti: da quella digitale al gender employment gap, che vede ancora le donne sottoccupate rispetto agli uomini, fino ad arrivare alla violenza dei reati di genere, la forma più estrema di esclusione.
Sviluppo economico e parità di genere non coincidono: l’Indice di Esclusione elaborato dall’Eurispes documenta la presenza di gender pay gap e divario nelle lauree STEM anche nei contesti produttivi del Nord Italia, mentre al Sud la discriminazione è quantitativa e multidimensionale, intralciando la presenza stessa delle donne nel lavoro e nei luoghi del potere.
Donne e lavoro nell’Italia che emerge dall’Indice di Esclusione elaborato dall’Eurispes: incidono nella realizzazione professionale delle donne maternità, gender pay gap e servizi per la prima infanzia, con inedite differenze territoriali.
Identità e inclusione, per il 51,3% degli italiani le donne sono discriminate sul lavoro, mentre per il 57,2% le persone bianche sono privilegiate. Le donne riconoscono in misura maggiore degli uomini la presenza di discriminazioni sul lavoro e in società.
Il volume Donne Controcorrente nel campo dell’energia documenta la sottorappresentazione delle donne nel settore ma allo stesso tempo individua la transizione energetica come opportunità di equità e innovazione.
La doppia povertà è assenza sia di tempo che di denaro, una condizione che sperimentano i lavoratori precari con turni imprevedibili e le madri sole a basso reddito, penalizzate dal sovraccarico cognitivo della organizzazione familiare e nelle scelte professionali.
La disabilità è sempre più definita dalle opportunità sociali ed educative di sviluppare indipendenza, ovvero dalle possibilità che ha la persona con disabilità di avere una vita piena e una crescita personale. Per questo l’ambiente è fondamentale per lo sviluppo della persona disabile, in primis quello scolastico.
Il work life balance, ovvero l’equilibrio tra vita privata e professionale, riguarda anche la parità di genere, soprattutto in merito al caregiving, che troppo spesso ancora ricade principalmente sulle donne. Adnkronos evidenzia inoltre che il 66% degli utenti si dichiara insoddisfatto del proprio life work balance, e che questo incide nella scelta dell’impiego.
Per il settore del Made in Italy, Simona Clemenza, Ad di Aspesi vede una grande ripresa nel post pandemia e non demonizza lo smart working, se è utile per conciliare i tempi tra famiglia e lavoro.