Il turismo di lusso non conosce crisi ed è già ai livelli del 2019

turismo di lusso

Il turismo in Italia è decisamente ripartito, grazie anche a una gestione della pandemia che ha permesso nuovamente alle persone di spostarsi. Piano vaccinale, green pass obbligatorio e l’adesione delle strutture a protocolli di sicurezza hanno fatto il resto. Ma se il turismo riprende a camminare, il turismo di lusso è già in corsa per riprendersi quanto è stato perso negli ultimi due anni. Lo afferma uno studio, reso noto nel corso della XXIV Edizione del “Rapporto sul Turismo Italiano”: i turisti di lusso sono i primi a poter viaggiare oltre la crisi pandemica, dal momento che possono permettersi comodità e maggiori standard di sicurezza che sono preclusi al turismo di massa.  Entro il 2025, la base di clienti del lusso si espanderà a 450 milioni, rispetto ai 390 milioni del 2019, soprattutto grazie alla crescente classe media, soprattutto asiatica.

L’acquisto di prodotti di lusso ha raddoppiato la sua quota di mercato nel 2020

La paralisi economica del 2020 ha tagliato le gambe anche al turismo di lusso, e ciò ha fatto registrare significativi fenomeni collaterali. Nell’impossibilità di viaggiare, i big spender del turismo hanno riversato i loro desideri e le loro economie in altre direzioni, facendo crescere le vendite online dei cosiddetti “beni di lusso”. L’acquisto di prodotti di lusso ha raddoppiato la sua quota di mercato al 23% nel 2020 rispetto al 12% registrato l’anno precedente. Questo dato ha mostrato che la crisi stava toccando le attività, ma non i capitali del settore di mercato considerato. La previsione di crescita del turismo di lusso per il 2021 varia dal +10/+12% al +17/+19%, a seconda dell’evoluzione del  Covid-19, delle  condizioni macroeconomiche, dalla possibilità di tornare a viaggiare a livello globale e della ripresa di fiducia da parte dei consumatori.

Il caso del turismo di lusso in Spagna

Intanto, l’ultima stagione estiva ha mantenuto le promesse, facendo registrare al turismo di lusso livelli di crescita paragonabili al 2019 e lasciandosi alle spalle l’anno nero del turismo. Il gestore aeroportuale iberico Aena indica una crescita notevole di chi non viaggia con gli sconti sui voli aerei: viaggiatori che possiedono un aereo privato o la capacità finanziaria di affittarne uno tutto per sé. Le strutture che hanno ricevuto il maggior numero di operazioni e passeggeri da voli privati in Spagna si trovano a Ibiza, Palma di Maiorca e Malaga. Ibiza, ad esempio, ha ridotto del 20% gli arrivi su voli privati ​​e aerotaxi nell’estate del 2020, ma tra luglio e settembre di quest’anno ha superato il livello pre-covid del 12,5%. A Malaga la situazione è simile: l’anno scorso ha registrato un -26,5% sugli arrivi di lusso, mentre per l’ultima stagione estiva ha visto un aumento del 40%. Ma il caso più eclatante è quello di Palma. Mentre il settore del turismo ha arrancato per tutto il 2020, nello stesso anno, in estate, quasi non si sono registrate perdite sui voli privati ​​per Maiorca (-0,34%). E questa stagione estiva ha visto una crescita vicina al 62%, passando da 10.396 passeggeri del 2019 a 16.820 del 2021.

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Per turismo di lusso si intende una spesa di 750 euro per notte a persona per un soggiorno di 1-3 notti, o maggiore di 500 euro per notte a persona per un soggiorno di più di 4 notti. Gli importi citati rappresentano la spesa minima di base che definisce il turismo di lusso, che può contemplare cifre molto più significative o che oscillano in relazione al mercato. Tracciando un profilo dei consumatori di lusso, dallo studio emerge una esigenza sempre più spirituale ed emotiva legata al viaggio che, oltre lo svago in sé, aspira a soddisfare un bisogno di appagamento interiore, la creatività, l’autostima, l’appartenenza e l’appagamento personale. Di conseguenza, un aspetto sempre più importante dei viaggi di lusso è il benessere (basti pensare ai viaggiatori che accompagnano le loro vacanze con servizi di meditazione, yoga, fitness e spa).

Si afferma la personalizzazione dei servizi offerti 

Dalla vacanza all’esperienza: la personalizzazione dei servizi offerti si afferma tra molti fornitori di servizi di lusso, in quanto cercano di garantire esperienze uniche per ogni tipologia di cliente. Collezionare “esperienze innovative, insolite ed esotiche” può significare un alloggio in esclusivi hotel, cene in ristoranti stellati che offrono esperienze culinarie uniche, servizi di benessere, accesso a campi da tennis e da golf in strutture esclusive. E ancora: ville private con servizi alberghieri, lussuose suite in posizioni invidiabili, oppure dormire ogni notte su una spiaggia diversa a bordo di un comodo yacht. Esperienze che, in tempo di Covid-19, garantiscono anche una certa protezione dai rischi del contagio rispetto a situazioni densamente frequentate dal turismo comune.

Il turismo di lusso è la conferma di uno status

Il bacino di consumatori dei viaggi di lusso si è allargato nel tempo, dimostrando l’importanza esperienziale dei viaggiatori, ma non è l’unico fattore che spinge la crescita. Il turismo di lusso è la conferma di uno status, di una appartenenza. La volontà di immedesimarsi in quello status e di apparire può generare nuovi segmenti di mercato, oltre ai noti big spender. I viaggiatori contemporanei condividono le proprie esperienze sui Social network divenendo promotori del proprio viaggio, dimostrando il loro tenore di vita (autentico o meno) e dando sfoggio delle proprie esperienze.

Il mercato emergente del lusso in India 

Il mercato del lusso asiatico, soprattutto cinese e indiano, è in forte crescita anche per il settore turistico. La Cina è risultata essere il mercato di origine dei viaggi di lusso più rilevante di tutto il continente. Il Giappone, considerato negli ultimi anni un mercato in declino, è invece tra i paesi che registrano la maggior crescita. L’espansione della classe media in un paese come l’India ha creato un nuovo mercato del lusso indiano, che nel comparto ha superato anche la Cina.

Venezia rimane la città più costosa

I dati dell’ultimo rapporto “Italy hotel investment report 2020” pubblicati dalla società Ernst & Young  mostrano che c’è ancora interesse per il mercato alberghiero italiano. Venezia è la destinazione più attrattiva per gli investitori alberghieri, con 413 milioni di euro in investimenti, il 39% degli investimenti totali nel 2020; Roma è al secondo posto (26%), con un calo significativo rispetto all’anno precedente (-48%), seguita da Firenze (11%) e Milano (7%). Venezia – in termini di valore per camera d’albergo – rimane la città più costosa (in media 540 euro per camera), seguita da Roma (248), Firenze (200) e Milano (90). Secondo il Cnr-Iriss, saranno i millennials (ovvero i nati tra i primi anni Ottanta e la metà degli anni Novanta) a sostenere il turismo di lusso durante la nuova fase di ripartenza post-pandemia. Basti pensare che questa fascia d’età rappresenta da sola il 20% dei turisti internazionali. Sarà soprattutto sulla base delle loro esigenze che il mercato del lusso dovrà plasmarsi, per rispondere alle mutate richieste dei viaggiatori e mettersi alle spalle la crisi.

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